L’amore della provincia di Almería per i suoi cani e le misure adottate da Huércal de Almería per mantenere i marciapiedi più puliti.


Più cani che bambini.
Un recente articolo del quotidiano locale Diario de Almería, dei primi giorni di Giugno del 2025, ha attirato la nostra attenzione.
Non che i dati rivelati fossero particolarmente sorprendenti, dato l’andamento demografico del cosiddetto mondo occidentale.
La notizia è che, numeri alla mano, nella provincia di Almería ci sono più cani che bambini.
I minori di quindici anni, riporta la testata, sarebbero poco più di centoventimila, mentre i migliori amici dell’umanità almeriensi, più di duecentomila.
La provincia, stretta tra le montagne dell’Alpujarra e le sponde del Mediterraneo, risulterebbe una delle più “canine” (parole dell’articolo) del Paese.
Un cane ogni 3,4 abitanti, insomma.
I gatti, parliamo sempre di animali registrati, sono molti meno: quasi quattordicimila.
Pro & Co.
Da un lato, questa massiccia presenza scodinzolante sta alimentando un mercato legato alla cura degli animali da compagnia, come toelettature per cani, attività ricreative, cliniche veterinarie e punti vendita di alimentazione specializzata.
Dall’altro porta a aneddoti come quello di un paesotto di quasi ventimila abitanti alle porte del capoluogo regionale.
Siamo a Huércal de Almería e qui le autorità si sono ritrovate con un maleodorante problema da risolvere.
DNA canino.
Insomma: Huércal de Almería era alla ricerca di un modo per vincere la – comunissima – battaglia contro gli escrementi di cane abbandonati su marciapiedi e aiuole municipali.
Tutti gli articoli che affrontano l’argomento precisano che il problema nasce dal comportamento di una piccola percentuale della popolazione, le cui azioni hanno però ripercussioni sull’intera collettività.
Il Comune si è quindi messo in moto per munirsi di un sistema di identificazione genetica canina.
I responsabili di ogni cane dovranno fornire al Comune, tramite alcune cliniche veterinarie, un campione di saliva del proprio amico a quattro zampe.
La registrazione genetica del proprio beniamino costerà quaranta euro, e la famiglia otterrà una targhetta identificativa e un codice QR
Il tempo previsto per la raccolta di tutti i campioni è di circa tre mesi (fine Maggio – fine Agosto 2025), terminato il quale un’impresa specializzata raccoglierà feci abbandonate sulle strade della cittadina per testare il sistema e la base di dati genetici.
Le sanzioni, per chi non rispetta le regole di civiltà relative alla gestione dei bisogni degli animali in città, non saranno lievi: andranno dai 75 ai trentamila euro.
Civile convivenza.
Huércal de Almería non è il primo centro spagnolo e andaluso (già accade a Malaga, per esempio) ad adottare questa misura che integra l’ormai abituale applicazione di un microchip.
Questo censimento non servirà solo per combattere il fastidio degli escrementi “dimenticati”, ma anche per identificare la provenienza di cucciolate abbandonate, di animali persi o inselvatichiti.
Insomma: un richiamo concreto a una cura più responsabile dei propri amici a quattro zampe, a una convivenza più civile tra concittadini e a una migliore qualità della vita pubblica.
Link, fonti e proposte
- Ecco l’articolo (in spagnolo) del quotidiano locale Diario de Almería al quale facevamo riferimento sul numero di cani e bambini nella provincia.
- Questo articolo del quotidiano locale La Voz de Almería spiega, ai suoi lettori, le misure adottate dal comune di Huércal de Almería per liberare i suoi marciapiedi dagli escrementi di cane.
- Ecco come avviene la raccolta del DNA dei cani di Huércal de Almería, in questo breve video diffuso dal quotidiano ABC.