Di come il malagueño Luis de Unzaga contribuì agli eventi che segnarono il Nord America nella seconda metà del Settecento.

United States of Malaga_Luis de Unzaga
Mappa_Malaga
Luis de Unzaga y Amézaga.

C’è un aneddoto che gira, abbastanza curioso a dire il vero, che legherebbe la città di Malaga agli albori degli Stati Uniti d’America.

La nostra storia della settimana ha come protagonista un uomo nato accanto alla Cattedrale di Malaga.

Si chiamava Luis de Unzaga y Amézaga, un militare e politico del Settecento, che trascorse gran parte della sua carriera nel continente americano (allora diviso tra diverse potenze europee) e arrivò a diventare governatore della Louisiana spagnola.

I territori che reggeva, poi tornati francesi nell’anno 1800, erano immensi e comprendevano una enorme fascia che tagliava diagonalmente il continente dalla città di New Orleans fin oltre l’attuale confine canadese.

Negli ultimi anni poco si è parlato della figura di Luis de Unzaga y Amézaga nella sua città natale, finché gli storici Frank Cazorla e Rosa García Baena, suoi compaesani, non hanno approfondito la sua vicenda attraverso una lunga ricerca archivistica.

I documenti ritrovati gli attribuiscono un ruolo importante nei primi anni della futura nazione nordamericana.

Stati uniti o Stati Uniti?

Nel 1776, anno della Dichiarazione d’Indipendenza, niente meno che il futuro primo presidente George Washington ebbe modo di venire a conoscenza del contenuto di una lettera attribuita al potente Luis de Unzaga nella quale compariva l’espressione “Estados Unidos Americanos”.

Andiamo con ordine.

Il generale della nascente Nazione americana, Charles Lee, contatta Unzaga in cerca di sostegno.

Unzaga gli risponde, riferendosi a lui con il titolo di “General de los Estados Unidos Americanos” riconoscendo così non solo il suo ruolo, ma anche l’esistenza di una realtà politica identificata con quel nome.

Questa lettera finisce nelle mani di Joseph Reed, una delle figure chiave del processo di emancipazione americano.

Reed, che per intenderci era stato incaricato di disegnare una delle prime bandiere rivoluzionare, era l’aiutante di campo di Washington in persona.

Secondo gli studiosi, Washington lesse il testo e apprezzò particolarmente quella formula, iniziando a utilizzarla con orgoglio.

Fino ad allora, spiegano gli storici, si faceva spesso riferimento ai “Tredici Stati” o alle “Tredici Colonie”.

Sulla stessa Dichiarazione di Indipendenza, per esempio, la parola “United” era ancora soltanto un aggettivo di Tredici Colonie (“the thirteen united States of America”), e come tale era scritto in minuscolo.

Insomma, lungi dal togliere eroismo agli sforzi emancipatori della neonata nazione, dal malagueño sarebbe arrivato un importante suggerimento sulla sua futura denominazione, ma soprattutto il riconoscimento di questo nome da parte di un importante governatore straniero.

Ricordiamo che il nome di tutto il continente, America, deriva da quello del navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, morto e sepolto, come raccontavamo qualche tempo fa, a Siviglia.

L’America di Unzaga.

L’importanza continentale di Unzaga, però, non si limiterebbe a una questione di nomi.

Da governatore della Louisiana favorì il libero commercio lungo il Mississippi (la grande arteria fluviale che lambiva il suo Stato) e mantenne una vasta rete di contatti che gli consentiva di seguire da vicino gli avvenimenti nelle colonie britanniche.

Secondo gli storici, sostenne i coloni ribelli fornendo materiali come polvere da sparo, farine, coperte, uniformi e forniture sanitarie.

Le sue attività di informazione e la sua rete di osservatori sono state persino accostate ai primi precedenti delle moderne strutture di intelligence.

Insomma: Unzaga in America aveva occhi ovunque ed era portatore di idee molto avanzate per l’epoca.

A New Orleans, per esempio, nel 1772 promosse quello che viene descritto come il primo sistema educativo pubblico bilingue e interculturale.

La sua importanza stava anche nel carattere fortemente inclusivo di questa istituzione: era aperta a persone provenienti da contesti etnici, culturali e religiosi molto diversi tra loro, una scelta molto avanzata per l’epoca.

Nel 1770 Unzaga aveva anche promosso l’apertura delle prime farmacie di tutto il Nord America.

Ritorno a Málaga La Bella.

In età avanzata Unzaga torna nella sua Malaga natale insieme alla moglie Isabel de Saint-Maxent.

Qui promuove la nascita della Alameda Principal, uno degli interventi urbanistici più significativi della città del suo tempo.

Coordinò la realizzazione delle prime file di edifici e fece arrivare dai Monti di Malaga gli alberi destinati ad abbellire la nuova arteria della città.

Abiterà qui fino alla sua morte, nel 1793, in un importante edificio che si trovava in corrispondenza dell’attuale Puerta del Mar.

Davanti a casa sua aveva fatto collocare l’enorme vascone dodecagonale della fontana Fuente de Génova  , oggi in bella mostra in Plaza de la Constitución.

Insomma, il settecentesco Luis de Unzaga y Amézaga, presunto artefice del nome di uno dei Paesi più importanti del mondo, seppe lasciare la propria impronta su entrambe le sponde dell’Atlantico, dall’enorme Louisiana spagnola, fino alla sua natale, andalusissima, Malaga.

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