Una famiglia di Jaén ha scoperto che il quadro del loro salotto ha l’importante firma di Antoon Van Dyck.

Van Dyck en Jaén
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Un quadro appeso.

Una famiglia di Jaén aveva un quadro nel salone.

Era in possesso della famiglia da generazioni.

Una scena religiosa, una tela di dimensioni relativamente importanti: un metro e trenta per novanta centimetri circa.

La sorpresa.

L’anno scorso il quadro viene fatto analizzare da un esperto d’arte e arriva il responso: il vostro quadro è un Van Dyck e rappresenta la presentazione di Gesù bambino a Santa Barbara.

La famiglia, che vuole rimanere anonima e che comunica attraverso il suo rappresentante legale, non era a conoscenza del valore dell’opera che ne decorava la casa.

Antoon Van Dyck.

La parete del salone di Jaén aveva inconsapevolmente accolto un frammento della storia dell’arte europea, ospitando l’opera di un maestro proveniente da terre lontane.

Il secentesco Antoon Van Dyck fu uno dei più influenti pittori fiamminghi, collaboratore di Rubens, vissuto a lungo in Italia e arrivato a divenire il pittore della corte d’Inghilterra.

Dalle Fiandre a Jaén.

L’ipotesi su come sia arrivato un quadro di Van Dyck in una casa della provincia di Jaén ripercorre la storia della famiglia, e punta il dito su Siviglia e sul Seicento, dove parte della famiglia viveva.

In quegli anni, secondo l’agenzia EFE, più di un centinaio di famiglie si trasferirono nell’esuberante capitale andalusa dalle Fiandre. Si trattava principalmente di mercanti e banchieri. Ricordiamo che parte delle Fiandre, nel Seicento, era amministrata dal Regno di Spagna.

E’ possibile che un qualche ricco commerciante fiammingo abbia portato con sé la propria collezione d’arte nella nuova terra.

Da qui la tela avrebbe seguito le vicende e i luoghi della famiglia nel corso dei secoli, fino a finire nel nostro salotto jiennense.

Quanto al salone che l’ha ospitata per anni: non ci è dato sapere se si tratti di un comune appartamento o di un vasto salone in un palazzo storico, né se sia ubicato nel capoluogo o in un pueblo della provincia.

Il futuro de La presentación del niño Jesús a Santa Bárbara.

L’opera, deteriorata dagli anni, è stata restaurata e ha già risvegliato l’interesse di diverse case d’asta internazionali.

La volontà della famiglia è che la tela rimanga in Andalusia, e insiste affinché il Museo di Belle Arti di Siviglia si faccia avanti per acquisire l’opera.

Il prezzo? Il nostro Van Dyck non è ancora stato quotato, ma l’anonima famiglia fa sapere – attraverso il suo portavoce legale – che il prezzo sarà giusto e ragionevole.

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