Una resistente pellicola brevettata a Siviglia genera energia dal sole e dalla pioggia, alimentando piccoli dispositivi autonomi.

Sol y Lluvia
Mappa_Siviglia
La pellicola sivigliana.

All’Università di Siviglia, più concretamente all’ Instituto de Ciencia de Materiales dell’ateneo, è stata recentemente sviluppata e brevettata (Febbraio 2026) una sottile pellicola capace di produrre elettricità sia dal sole che dalla pioggia.

L’infinitesimale patina è applicata a celle solari, proteggendole e rendendole più durevoli, e riveste un sistema di minuscoli nanogeneratori che producono energia quando vengono colpiti dalle gocce di pioggia.

L’obiettivo è l’alimentazione di piccoli dispositivi, in modo continuo, in condizioni soleggiate o con il maltempo.

Come funziona.

La pellicola protettiva, spessa circa 100 nanometri, viene depositata con tecnologia al plasma sulle celle solari per proteggerle dall’umidità e da condizioni ambientali difficili.

La soluzione adottata per la produzione di elettricità, invece di quella abituale al silicio, sono le celle solari di perovskite, ad alta efficienza e basso costo.

Il loro problema è quello della resistenza: insomma, a detta della stampa, sono abbastanza delicate se esposte alle intemperie.

Ecco perché la pellicola è necessaria, ma lo strato architettato dal team sivigliano riesce a fare ben di più.

Oltre alla protezione della superficie, è infatti in grado di migliorare la capacità di assorbimento della luce e trasforma l’energia liberata dell’impatto delle gocce di pioggia in elettricità.

È una superficie triboelettrica, in grado cioè di generare e trasferire tensione quando due diversi materiali collidono o vengono strofinati.

 Per farla breve: ogni goccia che colpisce il sistema, si converte energia utilizzabile.

Nuvole e pioggia.

Gli esperimenti sostenuti dal gruppo di ricerca mostrano che una sola goccia è in grado di generare fino a 110 volt, sufficienti ad alimentare piccoli dispositivi portatili e circuiti LED.

Il sistema si è rilevato stabile anche in ambienti considerati critici, come quando immerso in acqua.

Il potenziale del brevetto è importante: si punta a ridurre la dipendenza dalle batterie tradizionali e a garantire energia anche nei giorni nuvolosi o piovosi, che sono il proverbiale tallone d’Achille degli impianti fotovoltaici.

Possibili applicazioni.

Secondo i ricercatori, il dispositivo rappresenta un’innovazione importante per applicazioni legate all’Internet delle Cose (la chiacchieratissima Internet of Things, cioè la rete di oggetti connessi a Internet che raccolgono e si scambiano dati).

Nel nostro caso potrebbe trattarsi di sensori ambientali e strutturali (utili per monitorare infrastrutture ed edifici), oppure per alimentare sistemi posti in luoghi isolati o difficilmente raggiungibili, come le stazioni meteorologiche o marine.

La tecnologia brevettata a Siviglia è considerata adatta anche alle presenti e future città intelligenti – applicabile alla segnaletica, ai sistemi di illuminazione autonoma e alla monitorizzazione –  dato che riesce a resistere alle abitualmente mutevoli condizioni urbane: pioggia, umidità e importanti cambi di temperatura.

Alimenterebbe sistemi isolati, rendendoli robusti e autonomi.

Autonomia.

Questo importante studio è stato possibile grazie al contributo di 3DScavengers (un progetto, finanziato dall’Unione Europea, che sviluppa materiali tridimensionali alla nanoscala in grado di raccogliere simultaneamente energia da luce, movimento e calore ambientale), dell’ European Research Council (il principale ente europeo per il finanziamento della ricerca d’avanguardia, che sostiene ricercatori creativi di qualsiasi nazionalità ed età con progetti basati in Europa), di Drop Ener, e cofinanziato con fondi Next Generation dell’Unione Europea.

Separatore

Celle solari e nanogeneratori triboelettrici esistevano già prima.

La novità pensata a Siviglia è stata combinarli e renderli abbastanza robusti da garantire loro di poter lavorare in completa autonomia, contribuendo alla nascita di una generazione di nuovi sistemi di dispositivi a basso consumo, capaci di operare in modo affidabile anche in condizioni ambientali imprevedibili.

Link, fonti e proposte