La musica di un celebre cantante portoricano irrompe nelle aule andaluse, tra stupore e dubbi su un possibile attacco informatico.

Lavagne, Bad Bunny
Mappa_Andalucía
Le lezioni interrotte.

La mattina dell’ultimo giovedì di maggio 2026, in diverse scuole andaluse le lezioni sono state interrotte da un bizzarro evento.

Intorno alle 10 del mattino, numerose lavagne digitali delle province d’Andalusia hanno smesso di mostrare il materiale didattico delle lezioni in corso, per dedicarsi alla trasmissione di una canzone del cantante portoricano del momento: Bad Bunny.

Sugli schermi è apparso anche il messaggio “A petición de Irene” (su richiesta di Irene, quasi fosse una dedica radiofonica), lasciando sorpresi docenti e studenti.

In molti, almeno inizialmente, hanno pensato a un locale scherzo organizzato dagli alunni o a un semplice e circoscritto problema tecnico.

Il mistero delle lavagne digitali.

La Consejería de Desarrollo Educativo y Formación Profesional dell’Andalusia ha iniziato un’indagine per chiarire cosa sia realmente accaduto.

I tecnici stanno cercando di capire se l’origine del problema sia stato un errore umano, un guasto del sistema o un possibile attacco informatico ai dispositivi gestiti da remoto.

L’inatteso episodio è diventato rapidamente argomento di conversazione nelle scuole e sui social network, anche perché coincide con il tour spagnolo dell’artista portoricano.

Immaginatevi la scena, come raccontata da alcuni insegnanti: nel bel mezzo della lezione, si sono ritrovati improvvisamente di fronte a una schermata bianca e travolti da musica ad alto volume.

Cose che, quando le lavagne erano ancora nere e si usavano gessetti e polverosi cancellini, non succedevano.

Ironia e preoccupazione.

Il giorno successivo il fenomeno si è ripetuto in alcune scuole, sempre alla stessa ora, con la stessa canzone e lo stesso messaggio.

Subito dopo, la rete è caduta.

Secondo alcune testimonianze, in certi casi le lavagne coinvolte non erano nemmeno collegate alla rete Wi-Fi, dettaglio che ha aumentato il timore che potesse essersi trattato di intervento remoto a larga scala sul sistema.

Un hackeraggio in piena regola, insomma.

Nonostante i racconti divertiti di studenti e professori, la vicenda ha sollevato anche preoccupazioni legate alla sicurezza informatica e alla protezione dei dati presenti nei dispositivi scolastici.

Per questo motivo, ai docenti è stato consigliato di controllare attentamente le informazioni archiviate nelle lavagne digitali e negli account collegati.

Separatore

Resta da capire se almeno Irene abbia gradito la dedica.

Link, fonti e proposte