Le presunte – e tragiche – origini sivigliane di una nota espressione popolare legata a mangiate luculliane.


Il detto popolare.
La festa, marisco e jamón.
Pregonero del paese (un banditore: l’annunciatore pubblico ufficiale della cittadina, specialmente in contesti festivi), quel giorno El Quico si abbandona a una esagerata scorpacciata di marisco (ovvero i frutti di mare di cui abbiamo diffusamente scritto in questo nostro breviario), olive, jamón (prosciutto) e fiumi di vino.
C’è chi dice che la causa della sua voracità fossero le sue umilissime origini e che, fino a quel momento, Manuel Fernández Doña avesse visto e provato ben pochi gamberetti.
Dopo quella cena il Quico scompare.
Lo ritroveranno tre giorni più tardi – febbricitante e semi-incosciente- sotto a un ponte.
L’abbuffata.
Prima de El Quico.
Nonostante la popolarità ottenuta grazie a quel tragico episodio aznalcaceño (cioè di Aznalcázar), le tracce della frase “ponerse como el Quico” risalirebbero ad anni precedenti.
Pulsioni.
“Ponerse como el Quico” è una delle tante espressioni iberiche che affondano le loro radici nelle pulsioni più genuine dello spirito umano, come la gola e l’ingordigia bibliche, ma anche l’esasperazione del piacere di vivere.
Link, fonti e proposte
- Ecco come Canal Sur – la radio e televisione andalusa – spiega al suo pubblico le presunte origini dell’espressione “Ponerse como el Quico”, mettendosi sulle orme di quello che fu il pregonero di Aznalcázar.
- Questo articolo di ABC racconta de El Quico e del detto che prende il suo nome.
- “Hartarse de comer”: così la Real Academia Española spiega il significato del detto “Ponerse como el Quico“.