Granada celebra i 700 anni dall’assedio della fortezza di Úskar, quando venne utilizzata – per la prima volta in modo moderno, in questa parte del continente – la polvere da sparo.


Settecento anni fa.
Granada si prepara alla celebrazione di un anniversario particolare.
Un evento lontano nel tempo, che risale al bellicoso Medioevo della Reconquista.
Una memoria non particolarmente positiva, ma che fu di fondamentale importanza per quelli che furono gli eserciti di un impero alle prese con battaglie ai quattro angoli del mondo.
Settecento anni fa venne utilizzata, per la prima volta su suolo spagnolo, la polvere da sparo.
L’assedio di Úskar.
Era il 14 Luglio del 1324 e si stava preparando l’assedio del castello di Úskar (in quella che è l’attuale città di Huescar).
La fortezza (oggi in provincia di Jaén) era nelle mani castigliane e le truppe che andavano infittendosi attorno alle sue mura erano quelle dei Nasridi, i nazaries del regno di Granada.
Normale amministrazione per quei tempi di guerre, di stendardi e di frontiere ballerine.
Un marchingegno prodigioso.
Al comando delle truppe granadine c’era l’emiro Ismail I de Granada, alle prese con una campagna che riporterà al lato musulmano del confine gli avamposti di Baza, Orce, Galera e culminò con le atrocità di storica memoria della presa di Martos.
A dare man forte alle sue truppe c’erano gli alleati Merinidi, dinastia regnante nell’Africa settentrionale, che avevano con sé un marchingegno prodigioso: un – mai visto prima – tubo in grado di lanciare pesanti e ardenti proiettili di metallo a gran velocità
Era un cannone, il primo che questi luoghi avevano conosciuto.
La fortezza cadde sotto l’assalto nazarí, e di lì a poco, nei pressi dei luoghi della battaglia, venne fondata una cittadina, Huescar, anch’essa sul punto di spegnere le sue prime settecento candeline.
La polvere da sparo.
La polvere da sparo non era certo una novità per il pianeta: scoperta una manciata di secoli prima in una Cina che inizialmente la vedeva come un ottimo, quanto rumoroso, deterrente per gli spiriti maligni, fece presto il salto alle dotazioni belliche degli eserciti di quelle terre lontane.
Seguirà l’Impero Mongolo fino alle porte d’Europa, dove verrà utilizzata, a metà del Duecento, contro il regno di Ungheria durante la battaglia di Mohi.
Un luogo sorvegliato e sicuro.
Torniamo a settecento anni fa alla frontiera di Al-Ándalus: entrata a far parte dell’arsenale del regno di Granada, la strabiliante polvere andava custodita e prodotta in un luogo sorvegliato e sicuro.
Fu così che sorse la fabbrica di polvere da sparo del Regno di Granada, proprio ai piedi della collina fortificata dell’Alhambra.
Un terreno lungo il corso del fiume Darro, in corrispondenza di quello che oggi rimane del ponte medievale de El Cadi, dove continuerà ad arricchire gli arsenali andalusi per secoli.
Scrivevamo: luogo sorvegliato e sicuro. Mentre non ci siano dubbi che il vigile sguardo dell’Alhambra, appollaiata proprio sulla sua strategica fabbrica, fosse difficilmente migliorabile, la pericolosità di questa esplosiva attività era tutt’altro che domabile.
E infatti, a quasi un secolo dalla Reconquista della capitale nazarí da parte degli eserciti cristiani, nel 1590, la fabbrica esplode, causando enormi danni e vittime nel denso quartiere de El Albaicín sull’altra sponda del fiumiciattolo, e scuotendo violentemente la stessa Alhambra.
El Fargue.
Fu così che la produzione venne allontanata dal cuore della città, finendo nella zona de El Fargue, dove vennero potenziate le attività dei preesistenti molinos de polvora.
Complice la presenza di acque provenienti dal fiumi Darro e Beiro che – grazie alla pendenza del loro corso – offrivano energia sufficiente per attivare i mulini, la fabbrica viene ufficialmente fondata nel Seicento.
La produzione è ancora lì, a El Fargue.
Punto strategico del territorio andaluso, dopo aver vissuto invasioni straniere e guerre civili, l’impianto, nel corso dei secoli, ha raggiunto quasi il milione di metri quadrati di superficie e si è popolato di architetture uniche per questo tipo di centri.
Da El Fargue non esce solo polvere da sparo, ma molto contemporanee munizioni e missili, decisamente poco medievali, che poco hanno a che vedere con l’epica e lontana storia che stiamo raccontando.
Celebrazioni.
Da Luglio 2024, l’evento trecentesco che ricorda il primo utilizzo della polvere da sparo in Europa occidentale, verrà celebrato in pompa magna con conferenze, eventi, concerti e visite.
E’ stata persino creata una pagina web dedicata interamente alla bellica ricorrenza e ricca di approfondimenti a disposizione dei più curiosi.
Scopriamo così che lo zolfo utilizzato per la produzione proveniva dalle miniere – sempre granadine – di Benamaurel , tra le più antiche della penisola iberica, e leggiamo degli antecedenti ai fatti dell’assedio di Úskar, in cui la polvere da sparo sembrava essere utilizzata come esplosivo e non come propulsore in senso moderno.
Insomma: celebrazioni per un evento lontano nel tempo che portò distruzione, ma che contribuì a plasmare la Storia come oggi la conosciamo.
Link, fonti e proposte
- Ecco il link alla pagina web creata per celebrare i 700 anni dell’assedio della fortezza di Úskar.
- Ecco un breve excursus sulla storia della polvere da sparo, dalla sua scoperta ai fatti di Huescar del 1324.
- La storia del quartiere de El Fargue e della sua fabbrica in questo articolo del quotidiano locale Granada Hoy.
- Anche il Diario de Sevilla racconta dell’anniversario dell’uso della polvere da sparo a Huescar, settecento anni fa.