L’espressione “perderse por los cerros de Úbeda” è il commento perfetto e spiritoso per qualcuno che, cominciando a raccontare qualcosa, inizia inconsciamente a divagare, andare fuori tema e ritrovarsi a parlare di tutt’altro.

Mappa_Ubeda
Un modo di dire.
Nei vostri viaggi in Spagna, o parlando con i vostri amici iberici, vi è mai capitato di sentirvi dire “ti sei perso tra i colli di Ubeda”?
Separatore
L’espressione “perderse por los cerros de Úbeda” viene fatta risalire ad un episodio storico, o presunto tale, avvenuto durante i convulsi anni della Reconquista (secolare periodo storico in cui le truppe cristiane rioccuparono le terre della Spagna musulmana medievale).
È il commento perfetto e spiritoso per qualcuno che, cominciando a raccontare qualcosa, inizia inconsciamente a divagare, andare fuori tema e ritrovarsi a parlare di tutt’altro.
Separatore
Ubeda, Las Navas de Tolosa e la Reconquista.
Siamo nella Spagna della Reconquista. Castigliani, Leonesi, Aragonesi e Navarri tentavano di spingere il fronte verso sud.
La grande Toledo, seconda città di Al-Ándalus, era già stata presa e i regni di Taifa, preoccupati dall’avanzare dei cristiani del nord, si erano si riuniti sotto gli Almohadi.
Il re castigliano Alfonso VIII aveva appena vinto la celebre battaglia de las Navas de Tolosa, che segnò le sorti della loro avanzata.
Corre l’anno 1212, e quella de las Navas de Tolosa (ora minuscola località della provincia di Jaén) è una grande vittoria simbolica; da quel momento i governi arabi e berberi della penisola iberica andranno disgregandosi, inglobati nei regni del nord.
Forte e sicuro del suo successo,  il re volle assediare la vicina Ubeda, che era già stata espugnata dai castigliani qualche decennio prima (1147) e dopo poco riconquistata dagli Almohadi (1157).
Il sovrano diede l’incarico di questa delicata missione al fidato e valoroso Alvar Fáñez (al quale accennammo in questo articolo).
Al prode guerriero vennero assegnate le truppe necessarie e, dall’accampamento, tutti cominciarono a prepararsi alla guerra.
Separatore
Al-Andalus anno 1212
Cose di dame e di cavalieri.
La leggenda dice che Alvar Fáñez, allontanatosi irrequieto dal campo per raccogliere i pensieri, si imbatte in una fanciulla del posto, della fazione opposta.
Sappiamo come vanno queste cose nelle leggende. Cavaliere valoroso. Dama ammaliatrice. I due si distraggono, e lui perde la testa.
Quando ci rivedremo?
Torna qui domani.
E, a malincuore, si salutano.
Siamo alla notte prima della battaglia. Il re decide: domani attaccheremo, o meglio: attaccherai, la città.
Sì sire, sarà fatto.
Sappiamo come pensa un cavaliere innamorato.
Combattuto tra il dovere ed il piacere, sguscia fuori dall’accampamento per vedere la sua bella.
Poi una cosa tira l’altra ed il tempo passa. Poco distante i suoi uomini riescono comunque ad espugnare la città, ed è tempo di festeggiamenti.
Il nostro Alvar Fáñez si ripresenta a battaglia conclusa, oltretutto provenendo da tutt’altra direzione.
Il re è furibondo: “dove sei stato per tutto questo tempo?!?”
“Scusate, sire, mi sono perso tra i colli di Ubeda”.
Ubeda, su un colle appunto, è impossibile da non perdere di vista: l’altura su cui sorge si scorge da 60 chilometri di distanza.
Da quel momento “perdersi per i colli di Ubeda” (irse por los cerros de Úbeda o perderse por los cerros de Úbeda) significa andare decisamente fuori tema.
Separatore
Ubeda
Patrimonio dell’Umanità.
Insieme a Baeza è dal 2003 tra i Patrimoni dell’Umanità Unesco per le sue testimonianze del Rinascimento.
È una forma di rinascimento architettonico molto interessante, con peculiarità che, per chi viene dal Paese che il Rinascimento l’ha inventato, lo rendono curioso ed emozionante.
Merita decisamente una visita, anche perché arrivarci significa avvicinarsi a una parte verde, sorprendente e golosa dell’Andalusia che è meno conosciuta e battuta dai tour turistici, su cui si affacciano Sabiote, la Sierra de Cazorla, Segura o il paesino di Hornos.
Logo
Link, fonti e proposte
  • Le colline di Ubeda sono ricche di argilla di alta qualità. Questo storicamente ha contribuito allo sviluppo della produzione di ceramiche. Se siete curiosi di vedere le ceramiche verdi di Ubeda ed ascoltare i suoi alfareros (ceramisti, vasai), qui trovate un video della televisione spagnola.
  • Il sito dell’Unesco ospita una scheda relativa a Ubeda e Baeza, con un video che mostra i due seducenti borghi.
  • Anche Canal Sur Turismo ha un video che ci fa sognare di percorrere le stradine di pietra di questi due centri rinascimentali.