Nei nidi dimenticati del quebrantahuesos — il gipeto, suo malgrado un archeologo del Mediterraneo — si è scoperto un archivio inatteso di storia naturale e umana.


Nuovamente il quebrantahuesos.
Un laboratorio naturale.
L’indagine, pubblicata nel settembre del 2025 sulla rivista scientifica Ecology, racconta di come la specie, prima della sua decennale scomparsa, abbia involontariamente custodito un archivio unico della storia ambientale e culturale mediterranea.
L’indagine sul campo.
Memoria bioculturale.
Oltre al loro valore ecologico, questi materiali hanno un forte interesse etnografico e bioculturale.
Gli oggetti di origine umana raccolti, preservati nei secoli dalle condizioni microclimatiche e di inaccessibilità dei nidi di gipeto, presentano analogie con quelli rinvenuti in grotte abitate in epoca neolitica, suggerendo una continuità nell’uso di fibre vegetali nel Mediterraneo.
I gusci d’uovo, inoltre, offrono dati preziosi per studi tossicologici comparativi che potrebbero aiutare a comprendere le cause della scomparsa locale del maestoso rapace, decimato da veleni e pesticidi.
Il nostro quebrantahuesos, finalmente riapparso nei cieli andalusi ed europei, si sta rivelando essere un insolito archeologo, custode involontario di secoli di preziosa memoria naturale e umana.
Link, fonti e proposte
- Qui trovate l’articolo (in inglese) pubblicato dalla rivista scientifica Ecology sui ritrovamenti nei nidi storici dei gipeti nel Sud della Spagna. Il testo cita i risultati dello studio e gli enti e i ricercatori coinvolti, oltre a interessanti immagini di nidi e reperti.
- Ecco come l’Università di Granada, sulle sue pagine web, divulga (in spagnolo) i risultati della ricerca sui nidi dei quebrantahuesos.
- Anche il quotidiano El Ideal tratta della curiosa notizia riguardante i gipeti, archeologi inconsapevoli e insoliti.