L’Università di Granada ha messo a punto una pelle artificiale – UGRSKIN – in grado di aiutare pazienti severamente ustionati.


Una pelle artificiale granadina.
Anticipiamo che questo sito non è il luogo più adatto ad ottenere informazioni mediche, né vogliamo creare aspettative in campi di cui non siamo esperti, ma in queste settimane sono state pubblicate delle promettenti notizie riguardanti la pelle umana.
Scriviamo di pelle e di medicina perché si tratta di una notizia tutta andalusa.
Era il 2012 quando il Departamento de Histología de la Facultad de Medicina dell’Università di Granada e il Instituto de Investigación Biosanitaria de Granada mettono a punto una loro pelle artificiale.
E’ un biomateriale simile alla nostra pelle composto da fibre estratte dal sangue, molecole progettate in laboratorio e cellule di pelle umana.
La chiamano UGRSKIN, nome composto dalle parole UGR (sigla dell’Università di Granada) e skin (pelle in inglese).
La provano con ottimi risultati su animali, seguendo ogni protocollo necessario e dimostrandone l’efficacia.
Nel 2016 è il momento di testare la nuova pelle su pazienti umani.
Il campo di applicazione di questo tessuto artificiale è quello delle grandi ustioni. Si passa quindi all’ottenimento di tutte le certificazioni per poter qualificare la UGRSKIN come medicamento e dispositivo medico nel rispetto di tutti gli standard di qualità dell’Unione Europea.
Dunque: funziona e si può usare.
Risultati e successi.
Il primo paziente ad essere trattato con la pelle artificiale granadina era in cura nell’ospedale Virgen del Rocío di Siviglia, e presentava gravi ustioni sul 70% del corpo.
Era solo l’inizio: i progressi dei primi dodici pazienti a cui viene applicata UGRSKIN vengono monitorati e i dati della ricerca sono pubblicati sulla rivista scientifica Bioengineering and Translational Medicine, nel recente articolo intitolato Histological assessment of nanostructured fibrin-agarose skin substitutes grafted in burnt patients. A time-course study.
Si scopre che il tessuto artificiale, una volta applicato, viene presto accettato dal corpo, e funziona come barriera protettiva contro le infezioni delle aree danneggiate, diventando analogo, dal punto di vista istologico, alla pelle naturale del soggetto trattato.
La stampa cita il caso di un giovane paziente vittima di un incendio che, grazie alla pelle artificiale di Granada, è riuscito negli anni a migliorare notevolmente la sua qualità di vita, partecipando a coraggiose imprese sportive.
Nella sezione dei link lasciamo i riferimenti a queste notizie promettenti provenienti dall’Andalusia, con i quali approfondire l’argomento.
Link, fonti e proposte
- Ecco come La Real Academia Nacional de Medicina spagnola tratta il tema della pelle artificiale UGRSKIN (in spagnolo).
- Questo breve video di Canal Sur dà un volto ai ricercatori coinvolti nella ricerca che ha dato vita a UGRSKIN e a un fiero paziente trattato.
- Qui il link all’articolo (in inglese) Histological assessment of nanostructured fibrin-agarose skin substitutes grafted in burnt patients. A time-course study. pubblicato sulla rivista scientifica Bioengineering and Translational Medicine.