Stanno facendo notizia – per il secondo anno consecutivo – gli attacchi delle orche ad alcune imbarcazioni a vela al largo dello Stretto di Gibilterra.

Orcas
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Cosa sta succedendo nella acque atlantiche della provincia di Cadice? Perché anche quest’anno alcune orche si avvicinano alle barche e le lasciano senza timone?

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Una notizia preoccupante.

Nell’estate del 2021 giornali e radio diffondono la notizia che alcuni velieri di piccola taglia erano stati vittima dell’incontro con le orche. Accade in Galizia e nelle acque della provincia di Cadice, in Andalusia.

Nessuna vittima, ma queste interazioni richiedono interventi di soccorso – sempre più frequenti – della guardia costiera spagnola.

Non sono attacchi, sono interazioni.

“Interazioni”, quindi. La parola è preferita ad “attacchi”, perché sottintenderebbe intenzionalità e premeditazione da parte dei cetacei.
Quello che succede nei casi documentati è che il veliero viene avvicinato da un gruppo di orche (cetacei lunghi fino a nove metri) e dopo una serie di scontri, i membri della famiglia di mammiferi marini se la prendono con il timone dell’imbarcazione, che viene messo fuori uso causando la deriva della barca.
Nessun attacco diretto a persone, nessun tentativo di distruzione dello scafo.

A mali estremi…

E’ un comportamento mai osservato prima. Le interazioni con i cetacei sono sempre state frequenti in quest’area di passaggio tra Mediterraneo ed Atlantico, al punto che diverse compagnie offrono pacchetti turistici di whale watching. Mai prima del 2020 si erano riportati scontri di questo tipo.

Data la pericolosità e l’inaspettata frequenza di questi ingombranti incontri, nell’estate del 2021 il Ministero dei Trasporti spagnolo e la capitaneria di porto di Cadice, proibirono la navigazione di barche a vela lunghe fino ai 15 metri tra Barbate ed il Capo di Trafalgar.

Le orche andaluse.

Le orche, i celebri grossi cetacei neri e bianchi che ci piace immaginare dare la caccia a foche e pinguini nelle gelide acque artiche ed antartiche, sono di casa nello Stretto di Gibilterra.
Come gli squali e l’uomo sono attratte fin qui dal passaggio di una fonte di proteine e grassi di altissima qualità: il tonno.

Il tonno.

I banchi di tonno, i cui individui delle specie più pregiate arrivano a pesare 700 chilogrammi, entrano nel tranquillo mar Mediterraneo dalle Colonne d’Ercole per riprodursi e deporre le loro uova.

Questa migrazione stagionale è seguita dai predatori del grosso pesce e, in corrispondenza delle strettoie del percorso, è facile imbattersi in prede e predatori. Anche il grande predatore di terra – l’uomo – aspetta con trepidazione il passaggio dei tonni.

Las almadrabas.

Non è un caso che lungo le coste che lambiscono gli stretti del Mediterraneo siano sorte vere e proprie manifatture di cattura e lavorazione ittica, e con esse siano andate plasmandosi culture e tradizioni secolari legate a queste attività.

In Andalusia la cultura dell’almadraba (parola di origine araba andalusí che – citando il dizionario della Real Academia Española – significa “luogo dove si colpisce o si lotta”) risale ai fenici, ed in Sicilia, nel punto in cui l’isola si avvicina all’Africa, ecco sorgere le tonnare.

Le orche: sociali ed intelligenti.

Le orche sono mammiferi marini fortemente sociali, curiosi ed intelligenti. Arrivano a pesare 6 tonnellate (più o meno come un elefante africano), e in libertà possono vivere più di cinquant’anni. Nel Mediterraneo si nutrono di grossi pesci.

Si è dimostrato che gli individui di un gruppo possono condividere informazioni e tramandare comportamenti, fondando le basi di vere e proprie culture e dialetti differenziati.

Un gioco che si impara.

Questa trasmissione di insegnamenti sembra stare avvenendo anche per questo poco desiderabile nuovo comportamento.
Secondo il quotidiano ABC, nel 2021 erano state individuate tre orche come responsabili della distruzione dei timoni. Dopo un inverno tranquillo, nel 2022 questo numero di cetacei intraprendenti è aumentato fino a 14 individui.
Evidentemente le informazioni sul come e perché interagire con i timoni dei velieri è stata trasmessa ed appresa.

Perché lo fanno?

Diversi ricercatori hanno analizzato le possibili ragioni di questi arrembaggi subacquei.
Tra queste vi sono l’effervescente curiosità delle orche che potrebbe averle incoraggiate a giocare con le parti mobili – e sotto il pelo dell’acqua – delle barche, ma anche il possibile fastidio causato da sistemi elettronici, vibrazioni o presenza delle imbarcazioni. Qualcuno arriva a parlare di vendette per scontri o ferite passate, ma questa ipotesi non è ampiamente condivisa.

Il 2022.

Dopo un inverno tranquillo, la primavera del 2022 ha portato a nuove interazioni tra i cetacei e i naviganti. Dall’Aprile del 2022 alla fine di Maggio gli scontri in acque andaluse sono stati già una ventina. La novità di quest’anno, oltre all’aumento del numero di orche coraggiose, è il loro interesse per i cavi di traino delle barche a vela.

Le raccomandazioni.

Nel 2022 il Ministero dei Trasporti spagnolo e la capitaneria di porto di Cadice non sono ancora arrivati a richiedere la sospensione della navigazione delle barche a vela fino a quindici metri di lunghezza (come invece è accaduto nell’estate del 2021 ed in Galizia nel 2020), ma le raccomandazioni in caso di avvicinamento di orche rimangono le stesse dell’anno passato:

  • spegnere i motori.
  • ammainare le vele.
  • allineare il timone con l’asse dell’imbarcazione.
  • spegnere gli ecoscandagli (sonde).
  • evitare di sporgersi dall’imbarcazione.
Rassicurazioni conclusive.

Le orche che nuotano e cacciano tonni intorno alla provincia di Cadice sono una cinquantina  e non si intromettono nelle attività dei turisti.
A meno che non vi troviate al largo, a bordo di un veliero di quindici metri di lunghezza, non dovreste preoccuparvi: è altamente improbabile che un’ orca venga a mordervi il salvagente ed i braccioli mentre ricaricate le energie nella splendida Costa de la Luz.

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