L’uomo che non è mai esistito.

Operazione Mincemeat
Separatore

Le spiagge di Huelva furono lo scenario di una delle più avvincenti storie di spionaggio della Seconda Guerra Mondiale.

Mappa_Punta Umbría
Un corpo in mare.

Una delle storie di spionaggio più intriganti della Seconda Guerra Mondiale passa proprio per la nostra Andalusia, più in concreto per le spiagge di Huelva.
E’ la storia di come gli Alleati riuscirono ad ingannare Hitler ed – apparentemente – a cambiare le sorti del conflitto.
In pillole vi racconteremo le vicende della ancora poco conosciuta Operazione Mincemeat (“carne trita”), già narrata in libri, articoli ed almeno due film.

Il 30 di Aprile del 1943 viene rinvenuto un cadavere nelle acque di Punta Umbría, in provincia di Huelva. Il cadavere ha tutto l’aspetto di essere un ufficiale dell’esercito britannico e, ai suoi polsi, è ammanettata una valigetta.
Viene trascinato a riva, nella spiaggia della Bota, caricato a dorso di mulo e trasportato al paese e di lì al capoluogo.

Chi era quest’uomo? E cosa conteneva la valigetta?

L’Operazione “Carne Trita”.

La storia vera e propria inizia qualche mese prima, a Casablanca, durante un incontro degli Alleati. Si cercava una strategia per riuscire ad invadere le vigilatissime coste della Sicilia e dare così una sonora sberla agli eserciti dell’Asse.
Hitler si aspettava una simile mossa. Come fare volgere la sua attenzione, e le sue forze, altrove?

Ecco il piano.

Un ufficiale britannico, tale William Martin, sarebbe stato trovato annegato, a seguito di un simulato incidente, legato ad una valigetta piena di carte. Tra queste, sarebbero figurati diversi fogli in grado di identificare il cadavere e lettere accennanti ad un piano alternativo di invasione che faceva riferimento ad un attacco alleato in Grecia e Sardegna, invece che alla presidiata Sicilia. Hitler sarebbe stato preso di sorpresa.

William Martin, una valigetta, il mistero.

La parte straordinaria di questo racconto consiste nel fatto che William Martin, passato alla storia come “l’uomo che mai è esistito” era un personaggio abilmente confezionato dall’intelligence inglese. Identità artificiale, storia artificiale, solo il corpo era reale.

Nella valigetta i piani bellici erano mescolati ad effetti personali, tra cui foto e lettere di una presunta fidanzata (in realtà un’ufficiale britannica) e solleciti dalla banca.

Il cadavere viene trovato. Ed ora? Come fare arrivare la notizia a Berlino senza destare sospetti?

Huelva: ferroso crocevia internazionale.

Huelva tra il XIX ed il XX secolo era un nodo strategico a livello internazionale. Le miniere del suo entroterra avevano attratto investimenti e compagnie stranieri, soprattutto inglesi.
Nel 1873 la società inglese Rio Tinto Company Limited si era aggiudicata il diritto di sfruttamento dei giacimenti di ferro di Riotinto e aveva costruito la linea ferroviaria che li mise in collegamento con Huelva e con il suo porto atlantico.

E’ superfluo accennare alla rilevanza dei bacini minerari in tempi di corsa agli armamenti.
La città di Huelva contava con un nutrito numero di expat, coinvolti nelle attività estrattive e commerciali legate al ferro.
Tra questi stranieri c’era un uomo tedesco, Adolf Clauss, infiltrato dell’intelligence nazista.

La trappola del cadavere era pensata proprio per lui. Secondo i piani degli Alleati, Clauss avrebbe fatto di tutto per mettere le mani sui documenti e recapitarli a Berlino. Riuscì addirittura a trafugare la salma e farla arrivare in Italia per sottoporla ad un’autopsia.

Hitler cadde nel tranello, e schierò le sue forze su fronti inesistenti, indebolendo la resistenza siciliana. Un errore, per il suo fronte, che contribuì a cambiare il corso e le sorti della Seconda Guerra Mondiale.

Un corpo, due nomi.

Ma, se la salma non era dell’ufficiale William Martin, chi era allora l’uomo trovato al largo di Huelva?

A seguito della declassificazione – avvenuta negli anni Novanta – di alcuni documenti militari appare un nome, quello di Glyndwr Michael, un indigente gallese trovato senza vita a causa di un boccone avvelenato.
Mai in vita avrebbe potuto immaginare che la sua ultima impresa, postuma, avrebbe cambiato la Storia.

Venne sepolto con tutti gli onori nel cimitero di Huelva, sotto una lapide che racconta (in inglese):

William Martin
Born 29 March 1907
Died 24 April 1943
Beloved son of John Glyndwyr Martin and the late Antonia Martin of Cardiff, Wales
Dulce et Decorum est pro Patria Mori
R.I.P.

Alla quale venne aggiunta, negli anni Novanta, la postilla:

Glyndwr Michael
Served as Major William Martin, RM

Un eroe che non è mai esistito, ma che riposa, fiero dei suoi due nomi e delle sue due storie, in terra andalusa.

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