All’Università di Malaga si frammentano, maneggiano e analizzano minuscoli meteoriti grazie all’applicazione di tecnologie laser.

Micrometeoritos_UMALASERLAB
Mappa_Malaga
Raggi laser.

Un recente e significativo traguardo scientifico è stato raggiunto presso l’Università di Malaga, precisamente nel suo laboratorio UMALASERLAB (lo stesso centro di ricerca che ospita un simulatore in grado di ricreare le condizioni del pianeta Marte).

Il risultato, riportato dalla stampa locale, riguarda meteoriti e raggi laser, ma non ha nulla a che fare con il campo della fantascienza.

I ricercatori dell’Università di Malaga hanno infatti ideato una tecnica estremamente efficace per maneggiare micrometeoriti e analizzarne le caratteristiche chimiche.

I micrometeoriti di Malaga.

Per micrometeoriti si intendono minuscoli frammenti di corpi spaziali, di forma sferica, che custodiscono importanti informazioni sul nostro universo.

Per ottenere questi microscopici campioni, per lo meno in laboratorio, è necessario intervenire su esemplari più grandi, custoditi dagli atenei.

Disporre di particelle da analizzare, non alterate fisicamente e di quella scala, è di fondamentale importanza per ottenere i risultati desiderati.

Cercheremo di riassumere, nel modo più semplice possibile, cosa i ricercatori del laboratorio universitario UMALASERLAB , sono riusciti ad escogitare.

Per descrizioni più dettagliate e l’elenco completo dei ricercatori coinvolti nel progetto, rimandiamo agli articoli scientifici divulgativi nella sezione Link, Fonti e Proposte di questa pagina.

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Il processo si compone di tre parti, ognuna con una sua sigla di riferimento:

  • catapultado óptico: OC (“catapultato ottico”)
  • atrapamiento óptico: OT (“intrappolamento ottico”)
  • espectroscopia de plasmas inducido por láser: LIBS (dall’inglese “Laser Induced Breakdown Spectroscopy”).

Le tre sigle, unite, compongono la sigla del procedimento: OC-OT-LIBS.

Secondo la stampa nazionale, questa tecnica si sviluppò una decina di anni fa presso la UMALASERLAB, che sarebbe l’unico laboratorio al mondo che la impiega.

Per i risultati ottenuti nel campo, i ricercatori ottennero il riconoscimento della comunità scientifica internazionale: nel 2018 la Society for Applied Spectroscopy (un’organizzazione americana senza scopo di lucro che si occupa di diffondere conoscenze sulla spettroscopia) premiò il ricercatore dell’Università di Malaga Javier Laserna con il Lester W. Strock Award.

Il processo.

La porzione di meteorite da studiare viene introdotta in una camera di campionamento.

Con l’uso di un laser, la parte microscopica da analizzare è individuata e separata dall’esemplare d’origine con estrema precisione.

Una volta isolata, la minuscola sfera precipita, a causa della gravità, sul fondo della cella.

La microscopica sezione viene quindi intrappolata, sollevata e immobilizzata mediante una procedura che utilizza, ancora una volta, la tecnologia laser.

Può ora iniziare il processo di analisi chimica, indispensabile per classificare il meteorite sulla base delle sue caratteristiche.

Questa parte finale del processo è chiamata, in spagnolo, espectroscopia de plasmas inducido por láser, abbreviata con LIBS.

La superficie del micrometeorite viene colpita con un potente laser, che genera una sorte di nube di plasma, la cui luce – specifica per ogni elemento chimico – permette di determinarne la precisa composizione.

Notizie da lontano.

I risultati delle analisi, nonostante le dimensioni minime dei campioni analizzati, sono stati inequivocabili, dimostrando l’efficacia del processo, che evita ogni possibile contaminazione della materia osservata.

I meteoriti possono venire così classificati in cinque categorie: rocciosi, metallici, lunari, mesosideriti, condriti carbonacee.

Questa ricerca fa parte di progetti a più ampio respiro, come “‘Espectroscopía de plasmas inducidos por láser para el estudio de biofirmas de carbono en materiales geológicos análogos de Marte”, per dimostrare l’efficacia di un sistema basato sullo strumento LIBS per rilevare composti organici nelle rocce marziane, finanziato dalle Consejería de Universidad, Investigación e Innovación de la Junta de Andalucía (che è l’organo di governo della Regione) e “Plasmas inducidos por láser para espectroscopia de superficies planetarias” finanziato dal Ministero spagnolo di Ciencia, Innovación y Universidades.

La tecnica si rivela un prezioso strumento per indagare il passato del Sistema Solare, consentendo di analizzare in dettaglio antichi meteoriti che custodiscono tracce della sua formazione ed evoluzione.

Link, fonti e proposte