Nei pueblos del Parque Natural Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas è sopravvissuto un gioco antico: los bolos serranos, chiamato anche bolo andaluz.

bolos serranos - bolo andaluz
Mappa_Orcera

Oggi vorremmo parlarvi di uno sport antico, considerato l’unico sport autoctono d’Andalusia.
Nei pueblos del verde territorio del montuoso del Parque Natural Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas – che è lo spazio protetto più esteso di Spagna – è sopravvissuto un gioco peculiare: los bolos serranos, chiamato anche bolo andaluz.

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Un po’ di storia del bolo andaluz.

Gioco montano, gioco contadino: la sua esistenza affonda le sue radici in tradizioni e modi di vita antichi.

Le sue origini vengono fatte risalire ai tempi della Reconquista, che qui nel Santo Reino (Jaén) ci riporta alla metà del Duecento, o al più tardi al Cinquecento. In ogni caso, la prima testimonianza scritta documentata è del Settecento.
Sul piano linguistico questo gioco è una vera e propria macchina del tempo: molte parole ad esso legate – ormai dimenticate dalla lingua castigliana – sopravvivono solo qui, mentre descrivono attrezzature o modalità di gioco.

Con cosa si gioca.

Esistono due metodologie di gioco, che descriveremo più avanti. Entrambe si svolgono all’aria aperta e necessitano della stessa attrezzatura:

  • un campo (las boleas): di lunghezza variabile, possibilmente in piano. Essendo un gioco di montagna, un campo in salita è perfettamente accettabile.
  • delle linee: disegnate sul terreno di gioco.
  • dei birilli, chiamati “mingos”, alti circa quindici centimetri; storicamente di legno.
  • una palla, anch’essa un tempo di legno, con due buchi per poter essere afferrata (un po’ come succede per le palle da bowling). Un buco, circolare, serve per il pollice, l’altro, più largo, per il resto delle dita. Al giorno d’oggi la palla si realizza in teflon.
  • una base di legno – spesso ricoperta da una lamiera di metallo – sulla quale appoggiare i birilli.
Lo scopo del gioco.

Si fronteggiano due giocatori o due squadre. Lo scopo del gioco è lanciare la palla e colpire i birilli. Quanto più lontano finisce il birillo a seguito dell’impatto, più punti vengono attribuiti al giocatore.

Ecco a cosa servono le linee sul campo: tracciate a distanze regolari, misurano la traiettoria del volo del birillo appena atterrato.

Metodologie di gioco.

Questo sport esiste in due varianti, entrambe riconosciute dalla Federación Andaluza de Bolos:

  • la “de Valle”: che si gioca con tre birilli, disposti in asse rispetto alla posizione del giocatore. E’ la variante più antica, ma meno praticata.
  • la “de Alta Montaña: la più spartana e praticata, che si gioca con un birillo solo.
Come è sopravvissuto?

Il gioco de los bolos serranos ora è protagonista di feste locali, è protetto da una federazione sportiva con iscritti e tornei ufficiali, ed è praticato informalmente nei paesi della comarca.
La sua sopravvivenza fino al giorno d’oggi è però stata possibile solo attraverso un importante lavoro di recupero avvenuto tra gli anni Sessanta ed Ottanta.
Con la migrazione della popolazione verso altre aree del Paese ed il relativo spopolamento di questi paesi di montagna, los bolos serranos hanno rischiato di scomparire per sempre, rimanendo un ricordo nella memoria degli anziani.

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Nel processo di riscatto del bolo andaluz emerge la figura di Santiago González Santoro, professore del Comune di Orcera, che organizza il primo campionato comarcale nel 1969, tramutando una tradizione secolare in uno sport vero e proprio.

Il bolo andaluz oggi.

Dagli anni Ottanta i pueblos della comarca si sono attrezzati con nuovi campi di bolos, a disposizione della cittadinanza e scenari di tornei di varia scala.
Oggi questo gioco è simbolo di identità e pretesto per gli abitanti di queste terre di ritrovarsi e sfidarsi, a colpi di palla e birilli.

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