I lavori per la costruzione di un hotel hanno riportato alla luce i resti di un’importante chiesa medievale di Siviglia: San Miguel.


Una chiesa che non c’è.
C’era una volta una chiesa, a Siviglia. Una grande basilica medievale, tra le più importanti di quelle volute dai nuovi re dopo la Reconquista della città.
Era il secolo tredicesimo e nel 1248 Siviglia diviene castigliana: servivano simboli che indicassero il cambiamento, da spargere per i quartieri di quelli che erano stati i centri di Al-Ándalus.
Dove doveva esserci stata una moschea, sorge San Miguel.
Poi un terremoto. La si ricostruisce, ai tempi di Pedro I il Crudele, il re che ogni tanto riappare su queste pagine.
L’edificio gotico-mudéjar era costruito in pietra – di tre navate coperte da robuste volte – da cui spuntava una torre.
Poi – quattrocento anni dopo – un altro terremoto, questa volta il celebre terremoto di Lisbona, che distrugge, fessura e crepa mezza Andalusia.
San Miguel rimane in piedi, e viene restaurata.
La distruzione.
Un bel giorno, e siamo già nel 1868, poco dopo la conclusione di un ulteriore restauro del templo, arriva la rivoluzione – quella che gli spagnoli ricordano come La Gloriosa – che detrona la regina e si accanisce sul patrimonio religioso del Paese.
Quello che non fecero i terremoti lo fa il vento di cambiamento.
La città moderna ha bisogno di più piazze e meno chiese, così la nostra basilica medievale viene sconsacrata e demolita. Le opere che conteneva spariscono o si spostano.
La Plaza del Duque.
Il tempo passa.
La piazza è rimasta; col tempo sono arrivati gli alberi a dare ombra ad una statua di Velazquez intorno alla quale sorgono alti edifici.
Un noto centro commerciale spagnolo, la cui facciata costituisce l’intero fronte occidentale dello spazio urbano, e bar, supermercati, negozi, hotel.
A chiudere la piazza si alza l’immobile conosciuto popolarmente come Del Sindicato, che per anni aveva ospitato – appunto – i locali sivigliani del sindacato Comisiones Obreras.
L’edificio diventerà un hotel. E durante i lavori per la sua riconversione alberghiera ecco riaffiorare i resti della vecchia chiesa.
Si tratta delle monumentali fondamenta medievali, rimaste per più di un secolo e mezzo sepolte dalla città contemporanea.
Insieme all’antico tracciato, ai resti delle basi dei pilastri e dell’abside, sono comparse la cripta – saccheggiata dai tempi della demolizione – e sepolture vecchie mezzo millennio.
Amerigo Vespucci.
In questi giorni la città si sta chiedendo se, tra le spoglie scoperte sotto Plaza del Duque, vi siano anche quelle di un celebre fiorentino: Amerigo Vespucci.
Vespucci, dopo aver partecipato alla grande epopea castigliana cinquecentesca delle esplorazioni di un continente che prenderà il suo nome, torna a Siviglia con importanti incarichi per la Corona.
Per primo aveva intuito che le terre scoperte da Cristoforo Colombo potessero non essere le propaggini orientali dell’Asia, ma le coste di un nuovo mondo.
Muore nella sua città andalusa d’adozione nel 1512 e viene sepolto nella monumentale tomba della famiglia della sua sposa, María Cerezo, nel complesso della scomparsa San Miguel.
Nonostante la frenesia che ha accompagnato la scoperta e questa ipotesi, secondo gli archeologi del gruppo di ricerca sarà impossibile stabilire se i resti di Vespucci – che in spagnolo è ricordato come Américo Vespucio – siano tra diciassette corpi rinvenuti nel tracciato della nostra chiesa medievale.
Link, fonti e proposte
- Il Diario de Sevilla scrive del riaffioramento – sotto Plaza del Duque – dei resti della chiesa di San Miguel.
- Questo brevissimo video di Canal Sur si chiede se tra le antiche salme ritrovate in Plaza del Duque, vi siano anche quelle di Amerigo Vespucci.
- Un po’ di storia della scomparsa Iglesia de San Miguel, nuovamente dalle pagine web del Diario de Sevilla.
- Il testo ottocentesco di don Felix González de León, “ Noticia artística, histórica y curiosa de todos los edificios públicos, sagrados y profanos, de esta muy noble, muy leal, muy heroica e invicta Ciudad de Sevilla ” (tomo 1, pagina 23 ) ci racconta le origini della chiesa di San Miguel.