Un gruppo di ricerca, supportato da esperti biologi dell’Università di Almeria, studia come preparare la vita vegetale su Marte, partendo da piante iberiche pressoché indistruttibili.

Piante di Marte_Gypsophila struthium
Mappa_Almeria
Piante su Marte?
La notizia di questa settimana ci porta, nuovamente, nello spazio.
Un gruppo tutto terrestre di ricercatori, con il contributo dell’Università di Almeria (la UAL), si è proposto di studiare se e come sia possibile coltivare alimenti su Marte, in vista di future missioni sul pianeta rosso.
Marte è un inospitale corpo celeste dalle asprissime condizioni, e per questo si sono rese utili le esperienze di studiosi “almeriensi”, maturate analizzando piante che prosperano in alcuni terreni aridi del meridione della penisola iberica.
Suoli ostili.
Sono le cosiddette specie gipsofile, evolutesi per sopravvivere in ambienti poveri di umidità e ricchi di gesso.
L’obiettivo della ricerca è quello di applicare queste conoscenze alla ricerca di una strategia per vincere l’ostilità dell’ambiente marziano, il cui suolo, per di più fortemente contaminato da composti tossici per piante ed esseri umani, renderebbe impossibile qualsiasi tipo di coltivazione.

Si trattava quindi di trovare le piante giuste e capire se e come potrebbero crescere da un terreno equivalente, privo però delle componenti tossiche, a quello di Marte.

Amanti del gesso.
Il progetto (nei link troverete tutti gli enti coinvolti) conta con la partecipazione dei ricercatori della Universidad de Almería Juan Francisco Mota Poveda, cattedratico di Botanica, e María Encarnación Merlo Calvente, professoressa di Fisiologia Vegetale.
Tra le specie vegetali proposte spicca la Gypsophila struthium, pianta resistente alla siccità e capace di favorire la colonizzazione di altre forme vegetali.
Il nome dice tutto: amante del gesso.
Oltre alla Gypsophila struthium, lo studio menziona la Ononis tridentata, anch’essa considerata ideale grazie alla sua adattabilità ai suoli poveri e gessosi.
Le loro proprietà, ovvero una fotosintesi efficiente, la germinazione rapida e il loro basso fabbisogno idrico, le rendono ideali per le prime coltivazioni sperimentali in habitat controllati su Marte.
Sembra pura fantascienza. Eppure…
In una lattina, lontano dal mondo.

La ricerca non si focalizza unicamente sull’uso delle nostre resistentissime piante come dirette apripista per una possibile presenza vegetale su Marte, ma guarda al futuro con strategie di fitorisanamento e editing genetico, come il CRISPR-Cas9.

Il DNA della flora gipsicola della penisola iberica potrebbe custodire geni capaci di rendere più resistenti altre future colture spaziali.

Si tratta ora di procurarsi il prezioso ingrediente principale per procedere con lo studio: il terreno di Marte.

Gli articoli puntano il dito su un punto preciso della superficie del vicino pianeta: la formazione geologica Olympia Undae, prossima al suo polo nord e che si crede essere meno velenosa per i terrestri virgulti.

L’obiettivo finale, scrive l’Università di Almeria sulla sua pagina web, è quello di coltivare le gipsofile proprio su Marte, in un ambiente controllato.

Tra i primi abitanti di Marte, insomma, in un futuro non troppo lontano né del tutto impensabile, potrebbero esserci delle testarde e spaesate piante almeriensi.

Link, fonti e proposte