Gli insoliti carnevali dei monti di Ronda.


Il lancio della farina è protagonista del folclore legato al carnevale dei pueblos del territorio di Ronda.
Jimera de Líbar, Alozaina e Tolox, nella provincia di Malaga, celebrano il mercoledì delle ceneri con il Carnaval de la Harina.
Festeggiamenti nella Serranía de Ronda.
Doveste trovarvi dalle parti di Ronda tra Febbraio e Marzo potreste imbattervi in insoliti festeggiamenti.
La Spagna è ricca di feste di ogni tipo, a base di vino, di frutta e verdura, petardi, tori ed altri animali, e l’Andalusia è un concentrato di questa ricchezza antropologica.
L’entroterra della provincia di Malaga offre parchi naturali, panorami, affascinanti borghi arroccati, attività nella natura.
E Ronda, naturalmente: visitatissima cittadina inclusa tra le tappe obbligate di ogni guida turistica.
Lasciamo per una giornata il suo centro storico, le viste sulla gola del Tajo, la sua plaza de toros e le sue chiese ed esploriamo un po’ il suo territorio montuoso e le sue tradizioni.

Jimera de Líbar (Malaga).
A Jimera de Líbar, pueblo di meno di cinquecento anime tra i rilievi della Serrania di Ronda, gli abitanti hanno riscoperto una tradizione antica.
Ogni mercoledì delle ceneri (miércoles de ceniza), dalle quattro e mezza di pomeriggio bambini ed adulti girano per le vie del paese con sacchi pieni di farina.
La ragione?
Lanciarsela, naturalmente.
Non sono battaglie organizzate, niente squadre, trincee, cortei.
Semplicemente ci si imbianca, come in una primaverile guerra a palle di neve, come fossero coriandoli.
Nessuna pietà: nel caso finiste lì per caso vi ritrovereste capelli e vestiti infarinati.

Alozaina e Tolox (Malaga).
La fiesta de la harina di Jimera de Líbar rientra in una costellazione di feste a base di farina associate al carnevale.
Nella stessa provincia di Malaga anche il carnevale di Alozaina promette abbondanti infarinature di residenti e curiosi.
A Tolox, un già bianchissimo pueblo a quindici minuti d’auto da Alozaina, scende in campo l’artiglieria pesante.
Oltre a farina, borotalco ed acqua colorata con lo zafferano, ecco apparire le uova.
Vietate – vietatissime – dal regolamento comunale, non per questo non vengono da qualcuno nascoste – già sbattute – in contenitori di borotalco vuoti che vengono usati come diffusori.
Noi, da nuovi arrivati, magari evitiamo.

Folclore e corteggiamento.
Sia a Alozaina che a Tolox i festeggiamenti del carnevale si mescolavano alle timide avances dei giovani innamorati.
Era uso che i ragazzi del paese infarinassero la ragazza di cui fossero invaghiti, arrivando persino ad entrarle in casa per farlo.
L’amata, in caso di reciproco interesse, avrebbe a sua volta imbiancato lo spasimante.
Storie di altri tempi.

Le origini.
Le origini di questi farinosi festeggiamenti sembrano risalire alla Reconquista, il periodo storico che vide la corona spagnola sottrarre, battaglia dopo battaglia, le terre ai regni islamici iberici, e che in questa zona si attesta intorno alla fine del Quattrocento.
Fino a non molto tempo fa le polveri utilizzate per gli attacchi imbiancatori erano varie e di diversi colori: il bianco della farina, il grigio della cenere, il blu degli azulejos (piastrelle di ceramica smaltata) triturati, il rosso della terra ricca di ossido di ferro (almagro).
Al giorno d’oggi la scelta è, come abbiamo visto, ben più vasta.

Il carnevale e la farina.
La tradizione rientra nelle logiche dei festeggiamenti del carnevale, ultimi momenti di festa e trasgressione prima dei rigori della quaresima.
La farina, come le maschere ed i travestimenti che ritroviamo nei carnevali di mezza Europa, potrebbero avere avuto lo scopo di celare l’identità negli unici giorni in cui quasi tutto era permesso.
Il manto bianco che copriva volti, vestiti e simboli di potere o di miseria, uniformava la popolazione nella baldoria e nelle celebrazioni.
Anche la superstizione sembra avere a che fare con la farina: queste celebrazioni avrebbero dovuto allontanare sfortune e spiriti maligni, e confondere il diavolo, incapace di distinguere le sue vittime sotto lo strato di polvere bianca.

La primavera e le orchidee selvatiche.
Il Comune di Jimera de Líbar è anche orgoglioso delle sue orchidee.
Questi fiori, che associamo alle umide e calde giungle tropicali, sono rappresentati da ben venti specie selvatiche che crescono spontaneamente nel territorio comunale.
Il Comune ha studiato dei percorsi per poterle osservare e fotografare.
Queste camminate, la cui lunghezza varia dai 500 metri ai due chilometri e che partono dal centro del paese, non richiedono una particolare preparazione.
C’è da dire che buona parte di queste specie di orchidea cresce spontaneamente anche in Italia ma qui, dopo una bella infarinata ed una mangiata a base di formaggi e piatti rustici della Serranía di Ronda, avrete l’occasione di vederle tutte insieme.
Con un po’ di fortuna.

Link, fonti e proposte
- Questo breve video mostra Jimera de Líbar ed i suoi paesaggi.
- Gli anziani di Alozaina, in questo video sul sito del Comune, raccontano (in spagnolo) la tradizione della festa della farina, del baile de la rueda e dei corteggiamenti.
- Un articolo di qualche anno fa del quotidiano El País, racconta il carnevale della farina di Tolox, qui (in spagnolo).
- Se siete interessati alle orchidee mediterranee: il Comune di Jimera de Líbar organizza delle visite guidate gratuite: per informazioni scrivete o chiamate il Comune (qui il link con i contatti).