Un tetro presagio quattrocentesco è lo spunto per un viaggio nel tempo – tra trame di potere e stormi di cicogne – intorno alle rovine del castello de El Berrueco.


Turbolenze quattrocentesche.
La leggenda di oggi racconterà di una futura regina, di un uomo potente, di un castello e di tante cicogne.
Era il turbolento Quattrocento castigliano.
Il re è Enrico IV, ma il regno è diviso su chi dovesse occupare il trono.
Una nutrita e agguerrita fazione politica sosteneva la deposizione di Enrico a favore del fratellastro Alfonso.
La situazione era tesa e l’apice è raggiunto con la celebre farsa di Avila del 1465: una sorta di processo-messinscena che destituiva il re in carica, sostituendolo con il nobile capo dei suoi rivali.
Il sovrano, sotto lo sguardo attento del popolo, era accusato di praticamente ogni male ai tempi immaginabile.
La Farsa di Avila.
Alla fine del pomposo processo, al quale parteciparono nobili e clero, il re viene privato della corona, della spada e del bastone del comando – simboli del suo potere – e scaraventato a terra.
Il dodicenne Alfonso, secondo l’assemblea, è il nuovo signore di Castiglia.
L’Enrico umiliato ad Avila, come noi, saprà degli insulti e delle percosse solo in un secondo momento. Al processo aveva infatti partecipato – al posto suo – un fantoccio di legno, paglia e stracci, vestito e coronato, ma pur sempre solo una statua.
Sebbene Alfonso rimarrà in vita ancora per solo un paio di anni, instabilità politica, intrighi di palazzo, alleanze e rivalità serpeggiano nelle corti e nei palazzi della Castiglia del Quattrocento.
Don Pedro Girón Pacheco.
In questi tempi convulsi, tra le figure schierate con il giovane Alfonso e il suo partito, c’è un uomo potente, che aveva trascinato una vasta parte delle terre d’Andalusia sotto la bandiera dell’aspirante monarca.
E’ Pedro Girón Pacheco, figura controversa formatasi nella cerchia stretta di Enrico e da vent’anni a capo del potente Ordine di Calatrava.
Girón era pronto a schierare uomini, denaro e influenze per ottenere quanto più possibile dalla situazione: in concreto terre, titoli e vantaggi per sé e i suoi successori.
Patti e promesse.
Per Enrico e il suo trono traballante la situazione è critica, e deve scendere a patti con lo scomodo Pedro.
La fine delle ostilità da parte di Girón, dei suoi uomini e dell’ordine di Calatrava, costerà cara al re: tra le condizioni imposte al sovrano c’era l’immediata sospensione dell’alleanza con il vicino Portogallo e la cancellazione delle nozze della sorella di Enrico – che un giorno sarà conosciuta come Isabella la Cattolica – con il re del Paese lusitano.
Isabella sarebbe andata in sposa allo stesso Pedro Girón: questo stabilivano i patti.
Fin qui la storia.
Matrimonio in vista.
Di stanza da qualche parte in Andalusia, Pedro Girón si mette in marcia con il suo seguito per raggiungere le terre di Castiglia e la sua promessa sposa.
Di passaggio obbligato per il Santo Reino de Jaén, si ritrova a dover far tappa in un castello, tra i molti che ha il piacere di governare.
Esiste ancora: perso gli ulivi degli sconfinati campi che circondano il comune di Torredelcampo, e lontano chilometri dal centro del paese, sorge una minuscola aldea, con una piccola ermita in rovina ed un altrettanto malconcio forte.
E’ El Berrueco.
Malaugurio.
Raggiunto il maniero, Girón e i suoi vengono sorpresi da un grande stormo di cicogne.
I numerosi trampolieri volteggiano in circolo sulla fortezza, senza mostrare l’intenzione di disperdersi.
Assediati dai bianchi pennuti, gli uomini della comitiva – lontani dall’augurare una prole sterminata per i futuri coniugi – si ostinano ad affermare che una simile visione non possa che indicare un tetro presagio.
Per Pedro è tempo di festa e non ci vuole pensare. Nel giro di pochi giorni avrebbe unito ricchezze, terre, titoli e potere al vincolo matrimoniale con la famiglia reale. Dorme a El Berrueco e riparte per il suo ancor più sfavillante destino.
Una morte improvvisa.
Si scoprirà poco dopo che cicogne e il suo seguito avevano ragione.
Durante le tappe successive del viaggio Pedro Girón si ammala improvvisamente.
Unico della comitiva a soffrire del male, e lontano da tempi di peste, muore nel giro di una decina di giorni, tra bestemmie in punto di morte e altre volgarità, senza poter raggiungere la sua Isabella.
Le malelingue, per citare l’articolo de El Ideal che indichiamo nella sezione dei link, sospettavano che dietro alla morte di Girón ci fosse il tentativo di Enrico di liberarsi di un personaggio tanto scomodo quanto onnipotente, e una delle cene del lungo viaggio verso la Castiglia potesse essere stata l’occasione per un avvelenamento.
Quanto a Isabella: libera dal vincolo imposto con Pedro, alla morte del fratello Enrico – in quanto legittima erede al trono – è incoronata regina. Si unirà in matrimonio con Fernando II di Aragona, e il loro regno vedrà – con la presa di Granada – la conclusione della Reconquista e la scoperta delle Americhe.
El castillo de El Berrueco.
Il castello de El Berrueco è ancora in piedi, tra i campi del mare di ulivi della provincia di Jaén.
Rovine scomposte e turrite emergono da un basso sperone di roccia, fondendosi con i colori e le linee del paesaggio.
Venne eretto nei secoli di Al-Ándalus in un’area di secolare importanza strategica.
L’area della fortezza era attraversata da una strada romana che lambisce un importante insediamento – scavi archeologici hanno riportato alla luce resti dell’epoca, tra cui la statua raffigurante Bacco esposta al Museo di Jaén.
Più volte rimaneggiato nel corso della sua storia, viene infine conquistato intorno alla metà del Quattrocento dal Pedro Girón del racconto, per poi iniziare il suo lento processo di declino, abbandono e rovina.
Link, fonti e proposte
- Ecco l’articolo del quotidiano El Ideal che tratta (in spagnolo) del malaugurio che avrebbe predetto la fine di Pedro Girón.
- Nelle pagine web della Real Academia de la Historia troviamo la biografia completa di Pedro Girón Pacheco.
- Questo breve video ci mostra le rovine del castello de El Berrueco e accenna la sua storia.
- Onda Cero Jaén ci racconta di Pedro Girón e del suo – mai avvenuto – matrimonio con Isabella.
- Quante cicogne ci sono in Spagna? E quante sono le cicogne nere? Le conta (in spagnolo) questo articolo del 2023 de El Diario de Sevilla.