Alcuni edifici della provincia di Jaén, ai limiti dei confini comunali di Noalejo, sono fonte di grattacapi amministrativi per due comuni andalusi.

Noalejo-Campillo de Arenas
Mappa_Noalejo-Campillos de Arena
Le casette di Calle los Almendros.

Una bizzarra notizia che in questi giorni fa capolino dalle testate locali andaluse è quella di un gruppo di casupole – davvero una manciata – che sta vivendo una singolare crisi d’identità.

Sono lì dagli anni Ottanta, e da allora sono state fonte di crucci amministrativi.

Siamo a Noalejo.

Anzi, siamo ufficialmente a Campillo de Arenas, entrambi piccoli paesi della provincia di Jaén, situati all’incirca a metà strada tra il capoluogo e la città di Granada.

Confini.

L’origine di ogni malinteso e discordia nasce proprio dal disorientamento geografico di questo fazzoletto di terra costruita: un dibattuto confine comunale, che dal 1873 traccia una barriera amministrativa invisibile aderente al nucleo urbano di Noalejo.

Una strada, la stretta Calle los Almendros (“via degli mandorli”) separa gli ultimi edifici di Noalejo dalle casette della storia di questa settimana.

Da un lato del minuscolo marciapiede ci troveremmo a camminare in un comune, dall’altro eccoci a Campillo de Arenas.

Nulla di nuovo o particolare: è come funzionano i confini.

La peculiarità dei bassi edifici di Calle los Almendros – ufficialmente appartenenti al municipio di Campillo de Arenas – è che, tra loro e la prima casa del loro pueblo, si estendono tre chilometri di colline punteggiate di ulivi.

Piena campagna.

Solo una viuzza sterrata, uno stretto saliscendi di curve e ciottoli, unisce direttamente – per chi ha pazienza e le adeguate sospensioni – la remota frazione al resto del paese.

E dire che il problema era già stato affrontato: nel 2018 il comune di Noalejo aveva tentato la strada burocratica di una revisione ufficiale dei loro confini, rifiutata dalla Junta.

Tasse, anagrafe, servizi e dispute.

I quaranta campilleros di Calle los Almendros, a cinque minuti a piedi dalla farmacia o dal bar più vicini (quelli di Noalejo), hanno finora continuato a pagare le tasse concordate al loro comune di riferimento, mentre l’ ayuntamiento vicino forniva loro alcuni servizi basici, come la pulizia della strada, l’accesso carrabile, l’approvvigionamento idrico e dell’energia elettrica.

Questa situazione andava avanti dall’anno 2007, quando il comune di Campillo de Arenas decise che i suoi lontanissimi concittadini – che però sono sono registrati all’anagrafe di Noalejo – avrebbero dovuto versargli almeno gli oneri dell’Impuesto sobre Bienes Inmuebles (IBI), una sorta di tassa sulla proprietà immobiliare, sostenendo però che, per mancata prossimità territoriale, non si sarebbe occupato dei servizi poc’anzi elencati.

 Che confusione.

Nuovi futuri accordi.

Nel Maggio del 2024 dal ayuntamiento di Noalejo arrivano brutte notizie: la pacchia è finita, e nel giro dei successivi tre mesi – nel caso si fosse trovato un accordo amministrativo – ogni servizio ai vicini sarebbe stato sospeso.

Inutile scrivere che i tre mesi sono passati e l’accordo non è stato (ancora) siglato.

I cittadini coinvolti, come riporta il quotidiano locale Diario Jaén, hanno chiesto a gran voce al ayuntamiento di Noalejo di desistere dalle sue intenzioni e, per non correre inutili rischi, si sono affidati a El Defensor del Pueblo Andaluz (una istituzione che ha come obiettivo dare supporto gli abitanti d’Andalusia in eventuali conflitti con la pubblica amministrazione).

I due comuni ora stanno cercando nuovi accordi.

Ventilano persino la possibilità di una richiesta consensuale di revisione dei confini municipali per fare chiarezza sul fazzoletto di suolo che ospita la nostra manciata di casette, in terra di nessuno o di troppi, che dagli anni Ottanta è fonte apprensione ai due lati di Calle los Almendros.

Link, fonti e proposte