Le Olimpiadi Rurali de Los Pedroches: giochi dal passato nel caldo Luglio andaluso.

Las Olimpiadas Rurales de Los Pedroches
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Olimpiadi, ma di paese.

Lo scorso fine settimana – e siamo nel caldo luglio cordobese della seconda ola de calor dell’anno – si sono svolte in Andalusia le olimpiadi.

Chiariamo. Non abbiamo anticipato gli eventi sportivi internazionali previsti a Parigi per l’estate del 2024. Non si sono presentate squadre polinesiane, africane o americane.

E la città ospite non era neppure la cosiddetta capitale califfale: la boccheggiante ma sempre splendida Cordova.

Più a nord, in piena comarca de Los Pedroches , in un paesino di nemmeno duemila abitanti, si sono radunati i più energici ed entusiasti atleti della regione.

Non solo: del Paese.

Di più: presenze persino internazionali.

Sacchi, funi, trampoli e fionde.

E le medaglie contese non riguardavano le discipline di sempre, da podio in mondovisione.

Niente lancio del disco, nessun giavellotto in aria, scordiamoci della pallacanestro e del pugilato.

Qui, ad Añora, nel secondo fine settimana di Luglio, ci si batteva con sacchi, funi, trampoli e fionde.

Erano las Olimpiadas Rurales de Los Pedroches: le olimpiadi rurali, arrivate nel 2023 alla loro quattordicesima edizione.

I giochi della tradizione.

Circa mille partecipanti, un centinaio di volontari, tanto entusiasmo e tantissimo sudore.

Ci si batteva in giochi recuperati dalla tradizione, come la cavallina, il tiro alla fune, la cuccagna, los mizos (un gioco con palla e birilli vagamente imparentato con los bolos serranos e il bowling).

L’obiettivo del Ayuntamiento de Añora, nel lontano 2008, era proprio questo: recuperare i giochi della cultura popolare di cui ancora si manteneva il ricordo.

Venne persino scritto un libro – “Juegos Tradicionales en Añora”– per fossilizzare queste attività all’aria aperta sulla carta e nella memoria locale.

Le squadre sono rigorosamente miste e composte in egual misura da donne e uomini. Si promuovono la competizione sana e pulita, il rispetto, la collaborazione e il movimento all’aria aperta.

Sindaci, citofoni e videogiochi.

Quest’anno – e ci ricolleghiamo quindi alle Olimpiadi istituzionali – si è presentata ad Añora persino una delegazione francese, di una cittadina transalpina (in questo caso transpireneica) situata ad una cinquantina di chilometri dalla sede dei prossimi giochi olimpici e gemellata con la vicinissima Pozoblanco: Le Mee Sur Seine.

Il capitano della squadra? Niente meno che il sindaco.

La manifestazione si è aperta con una cerimonia degna dell’evento a cui hanno assistito più di quattromila persone, il doppio degli abitanti del paese.

Il motto era – anticipato da una simulata chiamata al citofono di un condominio virtuale “molla i videogiochi e scendi a giocare”.

Sapore locale e universale.

Dicevamo: niente lancio del peso o del giavellotto, ma un lancio era comunque previsto.

Era l’immancabile prova del lanzamiento de adoquín, il lancio del sanpietrino.  In cosa consiste? Dopo un paio di volteggi su se stessi si tira un ciottolo di circa un chilo quanto più lontano possibile.

Insieme – tra le altre – alla gara di trasporto dell’otre sulla testa, il salto della corda a squadre e la corsa nei sacchi è stata una delle abituali gare che hanno impegnato le ben quarantotto squadre che si sono fronteggiate in questo evento dal sapore locale e universale allo stesso tempo.

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