L’albero spagnolo dell’anno del 2024 è il leccio secolare di Coripe, il Chaparro de la Vega.

El Chaparro de la Vega di Coripe
Mappa_Coripe
L’albero dell’anno.

Il giorno 29 Dicembre del 2023 è stato proclamato il vincitore di un concorso singolare.

Come tutti gli anni dal 2007 è stato incoronato el Árbol del Año en España (l’albero spagnolo dell’anno) al termine di una sfida all’ultimo voto lanciata dalla ONG Bosques sin Fronteras (Boschi senza Frontiere).

Il vincitore per l’anno 2024 è un immenso albero andaluso: è il celebre Chaparro de la Vega della cittadina sivigliana di Coripe.

Coripe e la Vía Verde de la Sierra.

Coripe è un pueblo sivigliano – nemmeno millecinquecento abitanti – incuneato tra i confini della provincia di Cadice e ad una novantina di chilometri dal capoluogo dell’Andalusia.

La località è immersa tra colline punteggiate di olivi, e a poca distanza dal suo centro di basse casette bianche passa la Vía Verde de la Sierra.

In Spagna ci sono diverse “vie verdi”; quella che attraversa il territorio di Coripe è il risultato della riconversione in chiave ciclabile di un incompiuto tracciato ferroviario che unisce la nota Olvera e Puerto Serrano tra rilievi verdi, ulivi, picchi mozzafiato pullulanti di avvoltoi e macchia mediterranea.

El Chaparro de la Vega.

L’albero di Coripe è una encina, un leccio (che è una quercia mediterranea) secolare.

Domina, solitario, con le sue impressionanti dimensioni, una piccola vallata tra creste alberate.

La sua chioma, stando alle misurazioni del Comune, ha un diametro di ventotto metri e si innalza fino a dodici metri di altezza.

Il suo tronco ha un diametro di un metro e ben quattro metri di perimetro.

Nel 2001 la encina di Coripe fu persino dichiarata Monumento Natural dalla Junta de Andalucía.

Non solo alberi.

Non è stata solo l’imponenza fuori dal comune del Chaparro de la Vega a farlo imporre tra i candidati del concorso: tra i requisiti richiesti da Bosques sin Fronteras per partecipare e vincere c’erano anche l’importanza storica, culturale, scientifica o educativa dei fronduti concorrenti e il loro legame con il paesaggio.

La encina di Coripe rispondeva anche a queste caratteristiche antropologiche e sociali.

Nei suoi secoli di vita ha condiviso la sua eccezionalità con la vita del pueblo.

Intorno alla sua ombra si svolge, ogni anno a Maggio, la Romería de la Virgen de Fátima.

Una romería nel verde.

Una romería è una festa popolare che prevede il pellegrinaggio della popolazione di un pueblo ad un santuario, e viceversa.

La parola deriva dalla parola romero, che significa rosmarino, ma che in realtà fa riferimento ai pellegrini che attraversavano l’Europa per raggiungere Gerusalemme, Santiago de Compostela o, appunto, Roma.

Nella maggior parte dei casi questo spostamento collettivo ha come meta una cappella o chiesetta – chiamata ermita – costruita fuori dal centro urbano.

Spesso questa celebrazione avviene nei giorni dedicati al patrono o alla patrona della località e prevede il trasferimento di una immagine religiosa.

Le romerie sono occasione di continui festeggiamenti contraddistinti da cibo, danze, pernottamenti e musica.

E infatti, a poca distanza dal nostro Chaparro de la Vega sorge – al culmine di un’alta scalinata – una cappella bianca e color albero, una terra di un color ocra così tipica delle città andaluse.

Il Chaparro de la Vega fa parte dell’identità collettiva di Coripe.

Ha anche provato ad ospitare, all’ombra dei suoi rami, tutti i milletrecento abitanti del paese. Non solo l’albero ci è riuscito: c’era sufficiente posto per vecinos di cittadine limitrofe.

Non è un caso che il titolo sia arrivato a seguito di una votazione popolare. I 3.715 voti a favore del Chaparro de la Vega hanno superato di gran lunga l’esiguo numero dei cittadini di Coripe.

In Europa.

Il Chaparro de la Vega di Coripe, dopo la vittoria spagnola, sarà incluso tra i candidati di un concorso a livello Europeo, il Tree of the Year  (al quale – nell’edizione del 2023 – il ficus gigante dell’Orto Botanico di Palermo è arrivato quarto, dopo i rappresentanti verdi di Polonia, Slovacchia e Ucraina).

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