Di come un aeroporto abbandonato della provincia di Almeria divenne la base operativa di un celebre film hollywoodiano degli anni Ottanta. E’ l’aerodromo de El Cortijo Grande di Turre.

Aeroporto abbandonato di Turre
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Un aeroporto abbandonato.

C’è un aeroporto tra le polveri e i cespugli dell’entroterra di Almeria che non vede un aereo da decenni.

Una striscia di terra battuta, sgranocchiata dal tempo e dalla vegetazione. Tutto intorno i ruderi di quelli che un tempo erano gli edifici che lo facevano funzionare.

Su tutti: lo scheletro di quella che fu una torre di controllo. Graffiti, crepe, silenzi, lontananze.

Sono i resti dell’ aerodromo di Cortijo Grande, a Turre.

Turre.

Turre è un paesotto di nemmeno quattromila abitanti alle spalle della più nota e costiera Mojacar (della quale abbiamo scritto raccontando le vicende del celebre Indalo almeriense ), immerso negli infiniti spazi che ammiccano alla macchia mediterranea e a fondali da Far West.

Il nome rimanda inevitabilmente ad una torre – che per toglierci ogni dubbio sventola anche quale simbolo del comune e che campeggia scolpita nella pietra in una rotonda all’ingresso del paese – che ci riporta all’era di Al-Ándalus.

I Polansky.

Tutto comincia con due avventurosi fratelli americani dello Iowa, i Polansky. Prima uno e poi l’altro finiscono in questo angolo di Andalusia.

C’è di mezzo una guerra, quella del Vietnam, e uno dei due, sul finire degli anni Sessanta, decide di raggiungere il fratello che da tempo vive in Spagna anche per lasciarsi alle spalle la chiamata alle armi.

Si lanciano nel business immobiliare.

Intuiscono il potenziale di queste terre ancora selvagge e poco battute e danno vita ad un complesso residenziale esclusivo a pochi chilometri dal centro di Turre: il Cortijo Grande. Il mare – poco più in là – non si vede neppure da lontano, nascosto dai brulli rilievi della Sierra Cabrera.

Si inventano un golf club, il primo della provincia, e un aerodromo privato con l’idea di offrire entrambi i servizi ai loro compratori.

Il golf club ha un discreto successo, al punto che sopravvive – seppur ridotto – fino ai nostri giorni. Quanto agli aerei, ne atterrano e decollano pochi e con gli anni pista d’atterraggio, torre di controllo e hangar vengono fatalmente abbandonati.

Celluloide.

Passa una ventina d’anni e il dimenticato aeroporto del Cortijo Grande torna a far parlare di sé.

E’ la fine degli anni Ottanta e un celebre regista statunitense, che già aveva girato in Andalusia, sceglie questa pista isolata come ambientazione per alcune scene della sua ultima opera cinematografica: la terza di quella che rimarrà a lungo una trilogia.

E’ Steven Spielberg, e il film in questione è niente meno che Indiana Jones e l’ultima crociata .

Il regista si trovava in Andalusia per le riprese di Empire of The Sun, girato in una Trebujena (provincia di Cadice) che doveva simulare la Cina del passato.

 

Torniamo però a Turre. Esatto: il biplano con la mitragliatrice del film sta sorvolando una riconoscibilissima provincia di Almeria. E la celebre sequenza dell’ombrello e dei gabbiani viene girata nella poco distante spiaggia di Monsul, con la roccia de la Punta de la Peineta a fare da fondale all’azione.

Il piccolo e recondito aerodromo di Turre diventa la base operativa di tutte queste riprese.

Almeria da film.

La provincia di Almeria – e in particolar modo il deserto di Tabernas –  aveva già vissuto un’età d’oro hollywoodiana durante la stagione degli Spaghetti Western.

Dagli anni Sessanta del mitico Sergio Leone fino alle scazzottate di Bud Spencer, molti dei familiari deserti immortalati nelle pellicole western più celebri poco hanno d’Arizona e di Nevada.

Separatore

Sono orizzonti andalusi, come il dimenticato aerodromo del Cortijo Grande di Turre.

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