L’antico acquedotto di Carcauz è stato inserito dalla Junta de Andalucía tra i suoi bienes de interés cultural.

Acueducto de Carcauz
Mappa_Acueducto de Carcauz
Alle porte del Mar de Plástico.

Abbiamo già scritto del Mar de Plástico che si estende, candido e sconfinato, sulle pianure costiere della provincia di Almería.

Alle porte di questo mondo di polvere e plastica, l’assetata pianura diventa montagna e, incastrato tra gole, rocce e dislivelli, si snoda un antico sistema di controllo delle acque.

E’ l’acquedotto di Carcauz.

Un nuovo B.I.C.

Recentemente, a metà di Dicembre 2023, la Junta de Andalucía (l’organo di governo della regione) ha incluso questa antica opera d’ingegneria idraulica tra i Bienes de Interés Cultural, sotto la categoria dei monumenti.

Acque scarse.

Queste terre erano conosciute fin dal tempo dei romani per la loro scarsità d’acqua, al punto che il geografo romano Pomponio Mela, ne riconosceva la loro “penuria aquarum”: governare questa risorsa limitata è da sempre una priorità di tutte le civiltà che hanno amministrato questo tratto di Mediterraneo.

Il percorso dell’acqua.

L’acquedotto di Carcauz è un sistema idraulico lungo più di tre chilometri che segue l’andamento dell’omonima e tortuosa gola scavata dal suo torrente alla ricerca del mare.

La sua missione era quella di raccogliere le acque di rivoli e rigagnoli delle aspere creste a monte per trasportarla nell’ampia pianura del Campo de Dalías.

Lungo il suo percorso, l’acqua imbrigliata nelle acequias è costretta a superare la complessa orografia della rambla.

In questi punti emergono le componenti più imponenti dell’opera: le arcate di una serie di ponti che superano i dislivelli per mantenere in quota il prezioso liquido elemento.

Archi.

Oltre alla stretta linea delle acequias, il sistema è composto da tre ponti: il solitario Arco de Los Poyos, il merlato Puente de Rematar (i merli in realtà sono le basi di un inesistente secondo ordine di archi, da qui l’allusivo nome) e il maestoso Acueducto de los Veinte Ojos.

Quest’ultimo è una monumentale struttura costituita da tre ordini di arcate alta quasi dieci metri che congiunge le due pendici della vallata.

Infine c’è la Balsa del Molino, uno stagno artificiale nato per raccogliere le acque portate fin qui dal sistema di canali.

Sterrati.

L’acquedotto di Carcauz, a detta della stessa Junta de Andalucía, è uno dei più antichi e meglio conservati del sud della penisola iberica.

Trovarlo non è facile né comodo: le imponenti arcate di pietra e muratura che lo compongono, nate per valicare gole e strapiombi, si rivelano dopo aver percorso sterrati e stretti sentieri nel cuore dell’assolato mediterraneo andaluso.

Link, fonti e proposte