Il pueblo di Álora è orgoglioso della sua sopa perota: una zuppa che zuppa non è.

Sopa Perota
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La buona ricetta di una volta.

Come ormai abbiamo capito, ci piace parlare di quelle ricette che – per chi possiede uno stomaco a prova di agli, cipolle, peperoni ed affini – possiamo provare a cucinare a casa, con il poco tempo che abbiamo, con diverse dosi di talento ai fornelli e con ingredienti più o meno reperibili sotto casa anche a centinaia di chilometri di distanza dalla prima zolla di terra andalusa.

Dall’inesauribile dispensa delle ricette popolari andaluse – quelle ricette semplici e sostanziose che accompagnavano contadini e pastori al campo – rispolveriamo questo piatto così poco contemporaneo: la “zuppa perota”.

La sopa perota.

Si chiama zuppa, ma una zuppa non è. Non è un piatto brodoso, ma non per questo, per cucinarla, non dovremo metterci ai fornelli e preparare un brodo ricco di verdure.

Gli ingredienti di sempre.
  • olio d’oliva
  • patate tagliate a rondelle fini
  • asparagi
  • peperoni verdi sminuzzati
  • cipolla tritata non troppo finemente
  • pomodori
  • pane raffermo
  • acqua
Bozze di preparazione.

Si mettono a soffriggere nell’olio le patate tagliate sottili-sottili, che vengono ritirate non appena ben dorate. Nello stesso olio si butta la cipolla e successivamente i peperoni e gli asparagi. Alla fine si aggiunge il pomodoro tagliato a cubetti.

Ora si copre tutto con acqua e si sala, giusto in tempo per restituire alla pentola le patate che le avevamo tolto. Si lascia scaldare il tutto senza che cominci a bollire, proprio come vuole la tradizione.

Nel frattempo avremo tagliato il pane duro a cubotti per riempirne una ciotola. Questo è il momento di aggiungere al pane alcune abbondanti mestolate della zuppa calda appena preparata – el refrito, come si chiama nel pueblo –  facendo attenzione a che la composizione non rimanga troppo liquida e che el refrito si distribuisca uniformemente.

Il pane assorbirà presto l’acqua, gonfiandosi e trasformando il piatto in una cremosa e saporita macedonia di verdure cotte.

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Semplice, povera e vegetariana e, con un po’ di esperienza, facile da preparare.

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Identità aloreña, o perota.

È entrata così tanto nella tradizione e nell’identità del pueblo da cui proviene – Álora, in provincia di Malaga – che la nostra zuppa perota si è guadagnata un giorno di festa tutto suo. È el Día de las Sopas Perotas, e ricorre ogni anno agli inizi di Ottobre.

In quel fine settimana la cittadina di Álora si fa bella e si susseguono attività di ogni genere, tra cui concerti, laboratori per bambini e degustazioni, tra le quali quella dell’immancabile e gratuita – appunto – sopa perota.

Il motto è “portati il cucchiaio, Álora ci mette la zuppa”, ovvero “Álora pone las sopas, tú la cuchara”.

Le origini del nome.

I cittadini di Álora – comune dell’entroterra malagueño non lontano da Ardales e fiero del condiviso Embalse del Chorro e del Caminito del Rey – oltre allo scontato gentilizio “aloreños” prendono il nome di “perotes”; e con loro la loro zuppa.

Le ragioni di questo nomignolo sembrano risalire alla Reconquista e a quel Don Pero che avrebbe retto queste terre dopo la venuta dei castigliani.

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Álora: entroterra malagueño.

Álora – evidentemente – non è solo zuppa: la cittadina ospita alcuni edifici monumentali, come la chiesa Nuestra Señora de la Encarnación – che una delle più grandi della provincia dopo la cattedrale “La Manquita” di Malaga – e il suo impressionante castello arabo.

In questo comune di poco meno di quindicimila abitanti visse persino uno degli spagnoli più noti della storia: Miguel de Cervantes, il padre del Don Chisciotte, che qui lavorò come esattore delle tasse per ben sei anni, dal 1587 al 1593.

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Chissà a quei tempi cosa si portavano i braccianti per pranzo nelle loro lunghe giornate in campagna.

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