Nuove analisi su resti antichi riportano alla luce la Señora del Marfil, e ci danno nuove informazioni sul ruolo della donna nelle società dell’età del rame.

La Señora del Marfil
Mappa_Valencina de la Concepción
L’età del rame, dalle parti di Siviglia.

L’Andalusia è una terra di sorprese, anche quando raccontano di storie vecchie migliaia di anni.

La notizia della settimana di una settimana d’inizio Luglio 2023 riguardava lo studio su un ritrovamento preistorico avvenuto nell’area di Valencina de la Concepción, a pochi chilometri da Siviglia.

Il piccolo pueblo in questione è celebre per la sua necropoli e per i suoi resti monumentali risalenti all’età del rame.

Ci riferiamo, tra gli altri, a due dolmen scoperti tra  fine dell’Ottocento e inizio Novecento, che sono un gioiello archeologico di quella fase della storia dell’umanità: sono il dolmen de la Pastora e il dolmen de Matarrubilla.

Il Dolmen de la Pastora.

Il dolmen della Pastora è una delle più celebri e grandi tholos preistoriche della penisola iberica.

E’ costituito da un lungo e stretto corridoio fiancheggiato da lastre di pietra erette a secco che porta ad una piccola camera circolare coperta da una falsa volta. La costruzione di questo edificio viene fatta risalire a più di 2500 anni prima della nostra epoca.

Nel caso passaste da Valencina, magari mentre siete diretti verso i resti romani di Italica, potreste decidere – previa prenotazione – di visitarlo.

Ma ora torniamo alla scoperta di cui dobbiamo scrivere.

Nuove analisi su antiche ossa.

La notizia della settimana riguarda il contenuto di una sepoltura rinvenuta nell’area archeologica di Valencina.

Non un nuovo scavo, ma una recente analisi effettuata sui resti di uno degli indiscussi protagonisti della necropoli.

Si trattava di un potente signore – almeno così si credeva – seppellito in una camera individuale. Non un dettaglio da poco, dato che tutte le altre tombe dell’area sono collettive.

La singolarità del suo mausoleo ha fatto ipotizzare che fosse un individuo importante per la società dell’epoca.

Non solo: il corredo funebre che accompagnava il corpo era ricchissimo ed includeva zanne d’elefante, ambra ed impugnature d’avorio finemente lavorate, elementi provenienti da luoghi lontani: dalla Sicilia, all’Africa subsahariana, all’Oriente.

I resti ossei di questa figura autorevole erano sì completi, ma in uno stato di conservazione non ottimale.

Soprattutto – ci ricorda l’articolo del quotidiano Diario de Sevilla, più sotto tra i link – le ossa del bacino, generalmente utilizzate per determinare il genere di uno scheletro, erano state danneggiate dal passare dei millenni.

Una nuova scoperta.

Le recenti analisi hanno visto collaborare le Università di Siviglia e di Vienna e i risultati degli studi hanno stabilito che l’influente defunto dell’età del rame – contrariamente a quanto finora ipotizzato – non fosse un uomo.

Non potendo fare affidamento sulle informazioni contenute nel bacino, gli studiosi guardarono altrove: la tecnica utilizzata concentrava quindi la sua attenzione sui peptidi dello smalto dei denti, in grado di stabilire il sesso cromosomico dell’individuo.

Inoltre il sistema utilizzato comportava minori rischi di contaminazione dei campioni rispetto ai test sul DNA.

La persona in questione, la più potente dell’epoca fino a questo momento rinvenuta nella penisola iberica, era una donna, che viene presto soprannominata la Señora del Marfil (la Signora dell’Avorio).

La Señora del Marfil.

La Señora del Marfil era una giovane donna tra i 17 e i 25 anni d’età.

A differenza delle centinaia di altri scheletri sepolti nell’area era l’unica ad essersi guadagnata una tomba individuale, segno inequivocabile di potere o almeno di rispetto.

L’area venne utilizzata come zona sacra e necropoli per secoli, ed è interessante notare come le sepolture che si aggiunsero nel corso del tempo mantenevano un’ossequiosa distanza di circa trentacinque metri dal tumulo della nostra Signora dell’Avorio.

La scoperta ci aiuta a far luce sul ruolo della donna nelle società dell’età del rame.

Finora non sono state rinvenute tombe di uomini di rango comparabile e la sepoltura che più si avvicina a quella della Señora del Marfil si trova a poca distanza da questa, sempre nell’area archeologica di Valencina de la Concepción – Castilleja de Guzmán : quella del Tholos de Montelirio, e ospitava una ventina di persone, di cui almeno quindici donne.

Link, fonti e proposte