La minuscola Navahermosa ospita un’inaspettata Fiera del Libro tra i boschi della Sierra de Aracena e Picos de Aroche.

Feria del Libro de Navahermosa
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Navahermosa.
Navahermosa è una piccola aldea andalusa (un villaggio) incastonata nel cuore del Parco Naturale della Sierra de Aracena e Picos de Aroche.
Abbiamo già accennato più volte a queste verdissime terre del nord della provincia di Huelva, parlando del tradizionale rapimento degli asinelli di Santa Ana la Real, dei castagneti che le popolano e della leggenda della Fuente de Zulema, ai piedi del maestoso castello di Aracena.
La minuscola Navahermosa fa parte del piccolo comune di Galaroza, a un tiro di schioppo dalla Jabugo dei jamón (i celebri e celebrati prosciutti della provincia di Huelva).
Una trentina di abitanti censiti e un’età media che supera i 65 anni, ecco come di presenta la frazione, immersa tra gli ulivi e le querce della Sierra Morena.
Le sue sessanta candide case, spesso abitate solo nei fine settimana o d’estate, raccontano di un luogo che resiste alla scomparsa anche attraverso la tenacia e l’inventiva dei suoi abitanti.
La despoblación.
Uno dei grandi problemi dell’entroterra spagnolo – quello dei piccoli pueblos silenziosi e ricchi di tradizioni, accenti, sapori e saperi antichi – si chiama despoblación: il fatidico spopolamento, che allontana i suoi giovani, in cerca del lavoro e della possibilità offerte dai capoluoghi.
Navahermosa non è da meno: ma i suoi pochissimi residenti hanno deciso di non rassegnarsi al silenzio portato dell’erosione della sua popolazione.
Vale la pena notare che il Galaroza e la sua frazione si trovano in un’area dall’indubbio interesse turistico, gastronomico e naturalistico.
Le persone passano, eccome, attratte dai sentieri nel verde intorno e sotto ad Aracena, dai castelli medievali che cingono le sommità dei suoi colli, da prosciutti e insaccati di fama mondiale, dal parco naturale che ne protegge i rilievi, i paesi e le foreste.
Ma come farle rimanere?
La Feria del Libro.
Uno degli aspetti più sorprendenti di questo minuscolo centro è la sua vivacità culturale.
Merito dell’associazione Navahermosa Viva Participa, un gruppo di vicini senza scopo di lucro nato per rendere la frazione più viva e accogliente, e al tempo stesso per proteggerne l’identità culturale e naturalistica.
Grazie al loro impegno, la comunità ha dato vita a eventi capaci di attirare curiosi e appassionati di cultura anche da fuori della comarca della Sierra de Huelva.
Tra questi c’è un’inattesa e ambiziosa Fiera del Libro, durante la quale le strette stradine tra la manciata di case bianche si riempiono di una piccola folla.
Vengono invitati autori affermati – locali e non – presentati scrittori e titoli, raccontate storie e coinvolte persone di ogni età e provenienza.
Quella della Fiera del Libro di Navahermosa, i cui abitanti – ricordiamo – starebbero comodamente tutti in una foto di gruppo – è un’idea piuttosto recente.
La manifestazione nasce nell’Aprile del 2022, e fu subito un piccolo successo.
L’edizione del 2025, dal motto Hablar bien, pensar bien, vivir bien (parlare bene, pensare bene, vivere bene) si è svolta il 17 di Maggio, in una aldea primaverile e decorata da bandierine, con aree per il bookcrossing, banchi di editori e librai e artigiani, oltre ai tendoni per dare ombra agli spettatori delle presentazioni all’aria libera.
Il tutto a scala locale e mignon.
Gli abitanti, entusiasti, si sono sentiti parte attiva dell’iniziativa, mentre ospiti e visitatori hanno potuto vivere un’esperienza autentica e profondamente legata al territorio.
Nuove speranze.

Il 2023 è stato l’anno, nell’aldea, del piccolo Álvaro: Il primo bambino del paese dopo tre decenni di assenza di nascite, altro evento che aiuta a comprendere la necessità di difendere con le unghie e con i denti l’esistenza di un luogo che rischia di essere sopraffatto dal silenzio.

Per ora Navahermosa non corre rischi: le attività organizzate dai suoi abitanti e coordinate dalla sua associazione la mantengono viva.
Non sono solo libri, ma anche un concorso di preparazione di torrijas sotto Pasqua (è uno dei dolci caserecci più celebri della Spagna, a base di pane, latte e miele), il suo presepe o la Migas Cucas”: un piatto popolare che viene preparato attorno al fuoco nella piazza del paese.
Insomma: pochi e un po’ attempati, questi sono gli abitanti di Navahermosa, ma ancora con tanto da condividere, mostrare e raccontare.
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