La necropoli di Yabal Faruh, la più grande necropoli islamica di Malaga, è stata recentemente restituita alla città e ai suoi visitatori.


Gli scavi, una scoperta.
Malaga, fine anni Ottanta.
Durante gli scavi per la costruzione di un comune parcheggio per una comune palazzina, viene fatta una formidabile scoperta archeologica, rimasta per decenni materiale esclusivo per studiosi e addetti ai lavori.
Calle Agua.
Siamo in Calle Agua. Ci sarete passati accanto per raggiungere il Santuario de la Victoria alla fine del lungo rettilineo che porta il suo nome (Calle Victoria) partendo dalla Plaza de la Merced (la piazza della casa natale di Pablo Picasso).
Riconoscereste Calle Agua tra le tante traverse perché vistosamente anticipata da un tempietto ottocentesco.
La stradina prosegue silenziosa fino a morire contro i fianchi alberati della montagnola che sorregge la mole del castello di Gibralfaro. Finora poche ragioni per avventurarcisi, a dire il vero.
La necropoli di Yabal Faruh.
Durante gli scavi del suddetto parcheggio emergono i resti di una necropoli islamica, la più grande di Malaga e non solo: la più grande fino ad allora scoperta in tutto Al-Ándalus, la Spagna musulmana medievale.
La Maqbara di Yabal Faruh si ergeva fuori dalle mura della città, lungo l’asse uscente dalla perduta puerta de Granada (porta di Granada) che univa la città portuaria a quella che sarebbe stata la sua capitale fino alla reconquista.
Le origini della necropoli erano state però ben anteriori alla nascita del Reino de Granada, essendo ininterrottamente in uso dagli anni del grande Califfato di Cordova fino alla presa della città da parte dei Castigliani alla fine del Quattrocento.
Un cimitero enorme, non solo in estensione, ma anche per la densità delle sue sepolture: accumulatesi – come ci racconta El País – in livelli sovrapposti.
Architetture atipiche.
La necropoli malagueña è un luogo di sepoltura unico anche per le sue testimonianze architettoniche.
Qui sono state trovate due moschee – risalenti ai tempi del dominio Almohade – molto particolari: sono le uniche moschee funerarie finora scoperte nel vasto mondo islamico.
I due edifici non erano infatti destinati alla preghiera e non presentavano né porte di accesso né un tetto. Spazi quasi quadrati, delimitati da muri bassi, nei quali, in direzione della Mecca, si incastonava il mihrab.
El panteón.
Un terzo edificio privo del mirhab è denominato il panteón (pantheon). Successivo alle due moschee, risale ai tempi del regno nazarí (nasride, in italiano) di Granada, di cui Malaga era un importante centro costiero.
A differenza delle due più semplici moschee, il panteón conserva una ricca decorazione in stucco color ocra, che rappresenta elementi decorativi tipici dell’arte islamica.
Ritroviamo stelle a otto punte, intricati alberi della vita e sebka: un intreccio di archi e linee che formano un reticolo.
Le sebka più famose d’Andalusia sono le decorazioni della torre della Giralda di Siviglia. Per rimanere a Malaga, ci basta percorrere qualche passo per imbatterci nella sebka del campanile della chiesa di Santiago Apostolo.
Maqbara di Yabal Faruh nella Malaga cristiana.
Nel 1487 arrivano i castigliani e prendono Malaga.
La Maqbara di Yabal Faruh perde rapidamente la sua funzione di campo santo per ridursi a cava di materiale edile per la nuova città.
L’area rimane inedificata a lungo – come rudere di un secolare cimitero abbandonato non risultava particolarmente appetibile agli abitanti della città – per venire infine occupata dagli strati meno abbienti della popolazione e infine riappropriarsi di un suo spazio nel tessuto urbano.
Salvaguardia e accessibilità.
Dal 2007 il sito archeologico, nascosto sotto muri e intonaci della Malaga moderna, è protetto come Bien de Interés Cultural BIC (bene di interesse culturale).
Un lungo processo di ripristino ad adeguamento ha finalmente restituito questi resti unici alla città, incorporandoli al vasto patrimonio visitabile di Malaga.
Link, fonti e proposte
- Questo articolo del 2009 del quotidiano El País ricostruisce storia e vicende della necropoli di Yabal Faruh.
- Cadena Ser riprende l’iter che ha portato all’apertura al pubblico della più estesa necropoli di Malaga in questo articolo del 2023.
- Come riservare una visita ai resti della necropoli di Calle Agua? Ce lo spiega il quotidiano locale La Opinión de Málaga alla fine di questo articolo (in spagnolo).