Evacuato e distrutto l’insediamento irregolare de El Walili a Níjar dove vivevano più di 400 persone in precarie condizioni igieniche e di sicurezza.

El Walili
Mappa_El Walili
El Walili, tra Níjar e El Cabo de Gata.

El Walili era un insediamento spontaneo sorto accanto ad una rotonda stradale. Baracche di plastica nera e pallet, le più stabili in blocchi di cemento, assemblate sulla preziosa terra bruciata della provincia di Almeria.

Siamo nel comune di Níjar, che dalla sua collina, osserva i vasti e bruni terreni agricoli che lo circondano fino a gettarsi nel mare. La zona è quella del brullo paradiso naturalistico del parco di Cabo de Gata, visitato ogni anno da migliaia di turisti per le sue sterminate spiagge selvagge.

Separatore
Invernaderos.

Siamo in una zona di cruciale importanza per il settore agricolo d’Europa: qui si producono e da qui partono per i mercati di tutto il continente tonnellate di frutta e verdura coltivata in serra (o invernaderos).

L’area compresa tra El Ejido, il pueblo circondato dal tristemente celebre Mar de plástico – il mare di plastica – e la piana ai piedi della ridente Níjar è un arcipelago di fabbricati – più o meno tecnologicamente avanzati – protetti da candidi teloni.

Il colpo d’occhio a volo d’uccello è impressionante.

Temporeros.

Circa trentacinquemila ettari di serre, andate aumentando dai primi esperimenti degli anni Cinquanta, fino a raggiungere una produzione di circa 4,5 milioni di tonnellate di prodotti agricoli all’anno.

Il settore agricolo, insieme a quello turistico, genera occupazione e attira fin qui lavoratori stabili o stagionali da vari Paesi d’Europa, Africa e del Mediterraneo.

Molta della mano d’opera è stagionale – i cosiddetti temporeros– e la sua presenza sul territorio è legata ai tempi delle campagne di raccolta.

Dentro El Walili.

Ai margini di questo produttivo mare di plastica sono andati condensandosi grappoli di residenze spontanee e temporanee che, in alcuni casi come quello dell’insediamento de El Walili, sono divenuti veri e propri villaggi.

Nel Walili vivevano più di quattrocento persone – quasi tutti uomini – ufficialmente senza un sistema fognario, senza elettricità ed acqua corrente. Qualcuno risiedeva qui da quindici anni.

Storie difficili, che possiamo leggere nelle interviste raccolte da diverse testate nazionali e locali in occasione delle attività di sgombero e delle polemiche da esse generate.

La stampa ha anche segnalato la presenza nell’accampamento di un parrucchiere e di una piccola moschea, che rendevano questo agglomerato di capanni di plastica e di arrangiato materiale di recupero una piccola aldea clandestina, un piccolo villaggio ai bordi della vita ufficiale.

Lo sgombero.

Torniamo al principio dell’articolo. Scrivevamo de El Walili al passato perchè – alla fine di Gennaio 2023 – l’intera area è stata sgomberata dal comune, con ogni autorizzazione giudiziaria del caso e con il supporto delle forze dell’ordine.

Le fonti affermano che non ci sono stati incidenti, se non piccoli incendi provocati – ma subito arginati – all’interno di alcune baracche.

Per i suoi abitanti sono state previste delle soluzioni residenziali temporanee, come l’utilizzo di un complesso di appartamenti ancora in costruzione, in attesa dei quali è stato disposto l’uso di un centro di accoglienza dotato di servizi igienici, dove gli sfollati sono stati accolti da medici e operatori dei servizi sociali.

Il piano.

L’intervento sul Walili – giudicato da qualcuno come prioritario solo perché ben visibile e situato lungo una strada transitata da turisti che unisce il pittoresco pueblo de Níjar alla sua amata frazione balneare San José – è un tentativo di gestire l’aperta questione degli insediamenti spontanei (insediamentos chabolistas, dove chabola significa baracca) in diverse aree agricole dell’Andalusia.

Il tentativo è parte di un più ampio piano, fissato dal Ministerio de Derechos Sociales y Agenda 2030, per porre un freno a questo fenomeno e favorire l’integrazione dei lavoratori “temporeros” (stagionali) nella società e dare loro accesso a degne soluzioni abitative.

Link, fonti e proposte