Sospetti – molto sospetti – spettri e fantasmi avrebbero infestato un edificio del centro di Jaén: la cosiddetta Casa del Miedo.

La Casa del Miedo di Jaén
Mappa_Jaén
Storie jiennensi.

La storia andalusa di oggi è di paura.

Non siamo grandi appassionati di storie di fantasmi, presenze misteriose e incantesimi – per lo meno non di quelle che non rimontino a secoli orsono e che non abbiano lasciato una traccia culturale nei luoghi e nelle genti che le hanno generate – ma questa volta faremo un’eccezione.

La nostra storia spaventosa di oggi è, in effetti, più irriverente e comica che terrorifica. Vedrete.

Plaza San Bartolomé, Jaén.

Siamo in pieno centro storico di Jaén, alle porte del labirinto di vicoli di pietra e mattoni che si inerpicano su per i dislivelli senza fine del tessuto urbano e che si ingarbugliano tra loro non appena lasciati alle nostre spalle la mole della cattedrale e l’edificio della Diputación Provincial.

Dopo qualche passo in salita (Jaén è tutta in salita) ci ritroviamo in uno spiazzo urbano dominato dalla facciata e dalla vela campanaria della chiesa di San Bartolomé.

Una piccola fontana, aranci e case strette tutto intorno.

Una piazzola piacevole, che proprio in questi mesi è in fase di rimodellazione, tra le proteste di parte della cittadinanza a causa della proposta sostituzione – poi ritirata – di sostituire l’originaria pavimentazione di pietra dorata con un più duraturo ma alieno granito grigio.

Ma non sono i lavori in corso e le lastre di pietra a suscitare le paure di generazioni di jiennenses.

La Casa del Miedo.

Esattamente di fronte al portale della chiesa, dall’altra parte dello slargo, si innalza un edificio discreto ed elegante.

Non l’avremmo neppure notato tra le tante e diverse facciate che si accalcano nel garbuglio della città vecchia.

I jiennenses (gli abitanti di Jaén), invece, lo conoscono benissimo. E lo chiamano, scherzosamente, la Casa del Miedo (“la casa della paura”).

La storia risale a poco tempo dopo la costruzione del palazzo, intorno agli anni settanta dell’Ottocento.

Una facoltosa famiglia vi si trasferisce e da lì vive il lutto della morte dei due figli, uno dei due – ancora bambino – precipitato dalla finestra della stessa casa.

Un alone di tragedia e sfortuna avvolge l’edificio e si sa: prima o poi, negli edifici tacciati di essere sciagurati e maledetti, qualcuno ci vede un fantasma.

E così accadde per la nostra Casa del Miedo di Jaén.

Gli oggetti si spostano da soli, rumori si sentono di notte, ombre compaiono e scompaiono: meglio non avvicinarsi a quelle mura maledette.

Imbattersi in un fantasma nelle oscure notti dell’intrico di vicoli del centro storico di Jaén non è una esperienza desiderabile.

Il fantasma.

E, ad un certo punto, sembra che il fantasma cominci ad essere avvistato con una certa regolarità.

Entra ed esce dal portone del palazzo, avvolto nel suo lungo lenzuolo bianco con due fori come occhi.

Ad una simile visione i vicini si allontanano, si nascondono, tirano le tende e chiudono le persiane. Nessuno vuole trovarsi faccia a faccia con lo spirito maledetto.

Si scoprirà che lo spirito maledetto in questione era in realtà un astuto signore.

Un signore con un lenzuolo.

Sfruttando la fama della casa stregata, si intrufolava nell’edificio per visitare, nottetempo, la sua amante. Nessuno l’avrebbe avvicinato, fermato, niente domande.

La storia racconta che una notte qualcuno decise di affrontare lo spettro di cotone, per scoprire che, sotto ad uno strato di tela e sfacciataggine, si nascondeva un distinto, umanissimo e vivissimo individuo e un clandestino intrigo amoroso.

O per lo meno: così si racconta a Jaén.

La Casa del Miedo oggi.

L’edificio diverrà successivamente sede del Catasto: uffici quindi, con impiegati che assicuravano di ritrovare oggetti dove non erano stati lasciati e rumori sospetti.

Niente che un recente restauro non sia stato in grado di risolvere: intonaco fresco e nuove finiture sembrerebbero avere messo a tacere spettri e poltergeist.

Ora le vecchie sale della Casa del Miedo sono diventate appartamenti.

Niente più lugubri lenzuoli aggirarsi per la piazzetta di San Bartolomé al calare delle tenebre: rimane solo un nome, legato alla storia triste, agghiacciante e buffa allo stesso tempo, di questo aggraziato palazzo del centro di Jaén.

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