Ha riaperto al pubblico, nel febbraio del 2026, la camera oscura de Capuchinos di Jaén, ospitata nella torre dell’Auditorio de la Alameda.


Una riapertura attesa.
È recentissima la notizia che, nel Febbraio del 2026, il Comune di Jaén ha riaperto al pubblico la camera oscura “de Capuchinos”.
Il sorprendente marchingegno si trova in una torre del moderno Auditorio de la Alameda, che è il grande edificio in fondo alla passeggiata alberata, accanto alla plaza de toros della città.
La cámara oscura de Capuchinos è stata aperta al pubblico in modo piuttosto discontinuo: chiusa nel 2014 e tornata accessibile solo nel 2018, ha recentemente richiesto un intervento di pulizia e regolazione delle lenti, che sono alla base del meccanismo in grado di catturare e proiettare in tempo reale tutto ciò che avviene nei dintorni.
Dal buio della sala nella torre tornano quindi visibili la cattedrale, la chiesa di San Ildefonso, l’inconfondibile sagoma del castello di Santa Catalina e il mare di ulivi che si perde all’orizzonte.
La camera oscura.
Una camera oscura utilizza uno specchio e una serie lenti collocate nella parte sommitale di un edificio per catturare la luce esterna (e quindi edifici, montagne, veicoli e passanti) e proiettarla, capovolta e in movimento, su uno schermo orizzontale all’interno della sala sottostante.
L’effetto permette di osservare il territorio circostante e gli avvenimenti in corso nella discreta sicurezza di una stanza buia.
È, grosso modo, il principio alla base di una vecchia macchina fotografica, con la differenza che l’osservatore, in questo caso, si trova all’interno della scatola delle meraviglie.
Una rete andalusa.
In Spagna si contano otto camere oscure, di cui ben cinque in Andalusia.
Sono quelle di Siviglia, Écija, Cadice, Jerez de la Frontera e Jaén.
Vediamole in breve:
La camera oscura di Siviglia si trova nella Torre de los Perdigones, emergenza industriale di mattoni alta ben 45 metri alle porte settentrionali del centro storico.
Qui, nell’Ottocento, si producevano proiettili di piombo. Dal 2007 è diventata la camera oscura sivigliana, che permette di spiare i tetti di tutto il capoluogo hispalense (da Hispalis, nome romano di Siviglia).
La Torre Tavira di Cadice è una celebre attrazione della città atlantica, inaugurata nel 1994 nella più alta tra le torri rimaste della città fortificata, un tempo tanto tipiche del centro storico.
La camera oscura gaditana è la capostipite di tutte le sue omologhe spagnole.
A Jerez de la Frontera la camera oscura si trova in pieno complesso dell’Alcázar (il medievale palazzo fortificato dei tempi di Al-Ándalus), all’ultimo piano del secentesco Palacio de Villavicencio.
Quella di Écija (cittadina-gioiello nel torrido Valle del Guadalquivir) è del 2001, e venne costruita nel palazzo del comune della città.
Fu la terza della regione, dopo quella di Cadice e quella di Jerez, ma risulta chiusa da qualche tempo.
Ed eccoci infine tornati alla camera oscura de Capuchinos di Jaén.
Il nome viene da quello dell’antico convento dei Cappuccini della città, scomparso, e la nostra attrazione ficcanaso vorrebbe recuperare la vista che si apriva dal belvedere del monastero.
Custodita all’interno di una torre alta 14 metri, è la camera oscura con la maggiore distanza focale di tutta la Spagna.
È tornata dunque visitabile e, curiosare l’orizzonte punteggiato di ulivi, di tetti e di monti che abbraccia il capoluogo jiennense (cioè di Jaén), è nuovamente possibile, previa prenotazione.
Link, fonti e proposte
- Ecco l’annuncio della riapertura della camera oscura di Jaén, dal sito web del Comune della città.
- Anche la stampa locale riporta della riapertura della camera oscura de Capuchinos. Così ne scrive Jaén Hoy.
- Questo è l’articolo del Diario Jaén.