La fine dell’Ottocento vide il varo dell’innovativo sottomarino progettato da Isaac Peral, nelle andalusissime acque della Baia di Cadice.

Submarino Peral
Mappa_Cadice
Peral: uomo e sottomarino.
La storia di oggi ci porta sulle coste oceaniche della provincia di Cadice, senza però voler essere il resoconto di un viaggio lungo le infinite spiagge di questo lembo d’Andalusia.
La Baia di Cadice, alla fine dell’Ottocento, è stata infatti anche teatro di una delle pietre miliari della storia globale dei sottomarini.
Fu proprio nei cantieri navali de La Carraca che il tenente Isaac Peral, cartagenero di nascita ma destinato a legare il suo nome a queste terre costiere, costruì e sperimentò il suo celebre sommergibile.
Varato nelle acque di Cadice l’8 settembre 1888, il Peral (così venne popolarmente ribattezzato, in onore del nostro militare) fu il primo sottomarino militare al mondo dotato di propulsione elettrica a batteria, capace di sparare siluri e con un sistema di rigenerazione dell’aria.
La bahia gaditana poté così fare da degno fondale a uno degli eventi chiave della febbrile corsa all’innovazione tecnologica e marittima del Diciannovesimo Secolo, che riuscì a catturare l’attenzione e la curiosità di un intero Paese.
La Carraca, San Fernando.

La Carraca, storico arsenale militare di San Fernando, fu la sede dei test su questa meraviglia della ricerca scientifica e militare.

Fondata nel Settecento, La Carraca fu – dal Diciottesimo fino al Ventesimo secolo – uno dei maggiori centri militari spagnoli destinati alla costruzione e riparazione dei vascelli della Armada Española, nonché allo stoccaggio e alla distribuzione di armamenti e munizioni.

Qui il Peral iniziò a muoversi sotto la supervisione di ingegneri e ufficiali della Marina, con test di navigazione in superficie e simulazioni di lancio di siluri.

L’entusiasmo fu immediato: cittadini e giornalisti arrivavano da ogni parte della Spagna per vedere il nuovo, sensazionale, sommergibile.

La tecnologia applicata al Peral – dalla stabilità dello scafo alla manovrabilità – fu all’altezza di tutte le aspettative.

La Carraca, in quei giorni, non era solo un cantiere, ma un palcoscenico di una rivoluzione marittima e di un evento collettivo epocale.

L’immersione nella Baia di Cadice.
Il 30 novembre 1889 la Baia di Cadice accolse la prova più spettacolare immaginabile, fino a quel momento, per un mezzo marino: la prima immersione ufficiale del Peral.
Lo scortatissimo marchingegno – un proiettile d’acciaio lungo una ventina di metri – lasciò, intorno alle nove e mezza della mattina il cantiere militare per dirigersi verso il centro della baia, dove lo attendeva il momento della verità.
Migliaia di cittadini da terra e numerose imbarcazioni osservarono l’impeccabile immersione dell’iberico sommergibile, che scomparve sotto il pelo dell’acqua, lasciando alla vista di tecnici soddisfatti ed eccitatissimi curiosi solo la torre di comando e la bandiera spagnola. Poi anche quelle sparirono, per riaffiorare, con successo, poco dopo.
Le prove nella Baia di Cadice dimostrarono che era possibile navigare sotto la superficie oceanica senza perdere stabilità e in piena sicurezza.
Dal mare all’andalusa memoria.

Nel 1889, quello spagnolo era un impero in evidente declino, destinato a contrarsi definitivamente alle attuali proporzioni della Spagna peninsulare.

Esattamente in questo contesto storico si colloca la nascita e la fine del prodigioso ottocentesco sommergibile andaluso.

Il Peral non venne schierato nelle ultime guerre che attendevano gli eserciti imperiali.

Di lì a poco le Filippine e Cuba, ultime terre d’oltre oceano rimaste sotto l’amministrazione di Madrid, verranno prese dagli statunitensi.

Col senno di poi qualcuno ammise che sarebbe potuto bastare anche un solo sottomarino come il Peral per rivoluzionare alcuni di quegli esiti bellici.

Ma questa è un’altra storia, fantasie di poco conto.

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Torniamo nella Baia di Cadice e a quell’eccitante giorno di Novembre: dopo le fortunate prove sul campo, il sottomarino fu disarmato e restituito al cantiere navale nel quale era stato assemblato, fino al 1929, quando venne trasferito a Cartagena – città natale del suo inventore – dove è tuttora esposto e visitabile.
Nel 1992 viaggiò fino alla Siviglia dell’Esposizione Universale, dove venne mostrato come fiore all’occhiello del padiglione della sua regione.
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Oggi, il nome di Isaac Peral è scolpito nel ricordo degli spagnoli.
Non tutti forse ricordano il frutto dell’ingegno di questo visionario personaggio, ma sicuramente avranno familiarità con il suo nome.
Quasi ogni cittadina spagnola ospita una strada intitolata all’ottocentesco ingegnere di Cartagena.
Tra queste, una piuttosto celebre è quella del pittoresco centro costiero di Chipiona, la cui principale arteria, un tempo Calle del Mar (via del mare) e oggigiorno proprio Calle Peral, sbocca su una terrazza aperta sull’oceano che fu testimone del varo di quel prodigioso e inutilizzato marchingegno bellico, protagonista di questo articolo.
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