L’unica statua di Michelangelo di Spagna – il San Juanito – sta per tornare nella sua storica città d’adozione: Úbeda.


Il San Juanito.
C’è una statua di Michelangelo in Spagna.
Una sola scultura, arrivata piuttosto malconcia ai giorni nostri, dopo aver attraversato vicende gloriose e tragici avvenimenti.
È il San Juanito de Úbeda, il San Giovannino di Ubeda.
Il San Juanito venne scolpito intorno al 1495 per Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici (cugino di Lorenzo il Magnifico, di un ramo cadetto dei Medici), che aveva accolto l’artista ventenne al ritorno dalla sua amara ma fruttifera esperienza bolognese.
Diverse fonti storiche citano l’esistenza dell’opera, ma il fanciullo di pietra scomparirà per secoli dai luoghi della storia dell’arte.
Senza lasciare traccia.
La statua.
L’opera era alta circa un metro e trenta, di candido marmo.
Rappresentava un fanciullo vestito di un vello, in posa classica, appoggiato ad un tronco mentre inarcava la gamba sinistra.
Non molto sembrava richiamare al più maestoso, maturo e colossale David o ai capolavori michelangioleschi di solo pochi anni successivi.
Col senno di poi.
Nel 1537 la statua giunge alla corte del grande imperatore Carlo V, per intenderci quello sul cui regno non tramontava mai il sole.
E’ il dono di Cosimo I de’ Medici al Segretario di Stato dell’imperatore, Francisco de los Cobos y Molina, personaggio chiave del Cinquecento.
Francisco de los Cobos y Molina.
Francisco de los Cobos, uomo di Úbeda (città patrimonio dell’umanità insieme a Baeza, entrambe nell’attuale provincia di Jaén ) era un uomo potentissimo, influente e ricchissimo, e intorno alla sua figura andò plasmandosi una piccola città ideale rinascimentale nel cuore dell’Andalusia.
Non di nobili origini, arriverà a guadagnarsi la fiducia dell’imperatore e a contrarre matrimonio con la giovanissima contessa Maria de Mendoza, assicurandosi così una nobile discendenza.
Francisco de los Cobos fu la mente e il portafogli che resero possibile la costruzione della Sacra Capilla del Salvador, la sua personale, maestosa, chiesa-mausoleo a Úbeda, capolavoro del rinascimento spagnolo.
Al progetto lavorarono niente meno che Diego de Siloé e Andrés de Vandelvira, e l’edificio è un gioiello architettonico ricco di intagli, intarsi, decori, ori e opere d’arte provenienti da ogni parte d’Europa.
Visitare Úbeda comporta inevitabilmente entrare in contatto con la memoria di questo personaggio, che tristemente, non vedrà completata la grande opera commissionata.
Malato, lascia Madrid nel 1547 per tornare alla sua Úbeda, nella quale morirà di lì a poco.
Le redini del progetto rimangono in mano alla giovane vedova, più giovane di Francisco di trent’anni, che se ne occuperà per quattro decenni.
Michelangelo?
Proprio il mausoleo di Úbeda custodirà – in una nicchia del suo altare maggiore – per quattro secoli il San Giovannino, dalla morte di Francisco de los Cobos fino ai tragici Anni Trenta del Novecento spagnolo.
Nel 1930 lo storico dell’arte spagnolo Manuel Gómez-Moreno pubblica un articolo su Archivo Español de Arte y Arqueología, proponendo una soluzione per la scultura perduta di Buonarroti: sarebbe proprio la statua della Capilla del Salvador.
La Guerra Civile Spagnola (1936-1939) interrompe ogni ulteriore dibattito.
Non solo, durante le vicende belliche la statua è ridotta in mille metaforici pezzi – concretamente diciassette – raccolti e conservati.
Restauri.
Nel 1994 – e intanto sono passati quasi sessant’anni dalla distruzione della presunta statua del Buonarroti – i successori di Francisco de Cobos, la Casa Ducal de Medinaceli, inviano i frammenti del San Giovannino al celebre Opificio delle Pietre Dure di Firenze: uno degli istituti più rinomati nel campo del restauro a livello internazionale.
Dopo anni di lavori, nel 2013 il San Juanito di Úbeda rivede ufficialmente la luce.
Ai diciassette frammenti originali se ne sono aggiunti altri – facilmente riconoscibili e creati ad hoc sulla base dell’ documentazione disponibile – uniti ai marmi rinascimentali tramite un sistema magnetico. In questo modo, dovessero ricomparire altri pezzi, sarebbero facilmente sostituiti.
Il ritorno a Úbeda .
Esposto prima a Firenze e poi a Madrid, il fanciullo rinascimentale si prepara a tornare alla sua andalusa terra d’adozione.
Gli accordi tra il Comune e la Casa Ducal de Medinaceli prevedono che il San Juanito verrà esposto in città per i prossimi 85 anni.
Non solo: le opere provenienti da la Capilla del Salvador attualmente esposte nella monumentale Casa de Pilatos di Siviglia, parte del patrimonio della casata, verranno riportate a Úbeda per una mostra sul Rinascimento.
Verrà anche recuperato el Hospital de los Honrados Viejos (alle spalle del mausoleo) e integrato, tramite giardini, al complesso monumentale.
La statua ritrovata contribuirà a consolidare il ruolo di Úbeda come centro culturale d’Andalusia.
Il San Juanito, nuovamente tutto d’un pezzo, è stato studiato con attenzione: quasi cento anni fa Manuel Gómez-Moreno aveva avuto ragione.
L’unico Michelangelo di Spagna.
Link, fonti e proposte
- Ecco la notizia dell’accordo sul rientro a Úbeda del San Giovannino di Michelangelo, raccontata dal quotidiano locale Diario Jaén.
- Anche RTVE, la televisione nazionale spagnola, scrive e parla del San Juanito de Úbeda.
- Il sito dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, incaricato di restaurare la statua del San Giovannino, mostra i frammenti dell’opera prima degli interventi di recupero.