Poche case malconce e una chiesa: è tutto ciò che rimane di Tablate, un paese abbandonato, un tempo porta dell’Alpujarra di Granada.


Luoghi abbandonati.
In una terra ricca di storia come l’Andalusia, può capitare che alcuni luoghi si perdano con il trascorrere dei secoli e delle civilizzazioni, divenendo ricordi o reliquie.
Nella regione esistono alcuni pueblos, un tempo ricchi di vita, che ormai risultano essere poco più che frazioni abbandonate.
Possiamo citare, per esempio, Los Cabezudos – perso nella vaste pianure di Huelva – o le stecche abbandonate della borgata mineraria de El Arteal, ma i casi non si fermano qui.
Tablate, Granada.
Oggi scriveremo di Tablate, minuscola testimonianza di vite trascorse della zona montuosa dell’Alpujarra di Granada, nella comarca del Valle de Lecrín.
Un tempo collocata strategicamente alle porte del percorso che univa Granada ai paesi montani dell’Alpujarra, da tempo Tablate – senza essersi mossa di un millimetro – ha perso la sua importanza, e con essa, i suoi abitanti.
E dire che, nel medioevo del regno musulmano di Granada – quando Tablate era un un piccolo avamposto di difesa del territorio – il nucleo era riuscito a dotarsi di una muraglia difensiva con tanto di torre di avvistamento, una piccola moschea (che dopo la Reconquista verrà rimpiazzata da una chiesa), e un imprescindibile forno per il pane, di cui ancora si conservano resti.
Un centinaio di abitanti, tra militari e civili, destinati a crescere nel corso della storia.
Modernità e abbandono.
Cambiano i tempi e a metà Ottocento arrivano la strada statale e il ponte, che rendono il fazzoletto di terra increspata su cui sorge Tablate uno snodo viario importante tra il capoluogo, la sua costa e le sue montagne.
Non che un ponte sul fiume Ízbor non ci fosse già: anzi, è probabile che la funzione della fortezza fosse proprio quella di controllo di quel ponte antico.
Arriva quindi la modernità e con essa la crescita della popolazione, del numero di case, della vita: il territorio si coltiva, le merci si muovono.
Il pueblo arriva ad ospitare duemila persone, avere un municipio, una biblioteca, una caserma della Guardia Civil.
Nel dopoguerra spagnolo i giovani cominciano ad andarsene in cerca di lavoro, iniziando l’emorragia demografica che ha reso Tablate quello che è oggi: una manciata di case in rovina e l’instabile volume di una chiesa, reclamati dalla vegetazione e dalle intemperie.
Tetti crollati e graffiti: le ossa esposte di un luogo che ha cessato di essere.
Segnali di vita.
Da qualche anno, un gruppo di amici si è messo in testa di salvare il salvabile di questo pueblo fantasma.
Hanno fondato un’associazione, la Asociación Tablate Histórico, che si è dedicata alla pulizia di quello che rimane delle vie del paese e al tentativo di fermare il degrado della chiesa, sconsacrata dagli anni Novanta.
L’obiettivo dell’associazione è quello di portare la vita a Tablate, con ogni mezzo – a detta della stampa locale – inclusi scismi ed eventi, nell’un tempo religioso edificio del tempio ed ora di proprietà e sede dell’associazione, in grado di suscitare controversie.
Vedremo come andrà a finire per il nostro mucchietto di case abbandonate del Valle de Lecrín, che ora conta con ben due associazioni per la sua salvaguardia (l’altra è Los Amigos por Tablate) e che di quando in quando affiora tra le notizie locali della stampa.
Sono pur sempre segnali di vita.
Link, fonti e proposte
- Cope, sulle sue pagine, racconta (in spagnolo) del tentativo del pueblo abbandonato di Tablate di uscire dall’oblio.
- Il localissimo El Comarcal de Lecrín ci racconta tutto quello che sa su Tablate, ripercorrendone la storia e raccogliendo testimonianze di chi riuscì a viverci, prima del suo abbandono.
- Il quotidiano El Ideal riassume le vicende di Tablate, in questo articolo del 2015 (in spagnolo).