In Andalusia il potaje de castañas dulces – una minestra dolce a base castagne essiccate – è uno dei tanti dolci tipici della Semana Santa.

Castagna
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L’autunno e la primavera delle castagne.

Oggi vorrei parlarvi di un dolce per quei pomeriggi freddi in cui viene spontaneo ronzare intorno al frigorifero in cerca di consolazione. Fuori piove, il pomeriggio è diventato sera già da prima dell’ora di merenda e l’ombrello è lucido e gocciola accanto alla porta. 

E’ una ricetta semplicissima. Pochi ingredienti, molti dei quali già in casa o di facile reperibilità.

Ammetto che è un dolce che va pianificato e, per trovarlo pronto nel frigorifero, bisogna cominciare a lavorarci il giorno prima. Ne vale la pena.

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Ingredienti.
Per quattro persone procuriamoci:
  • castagne secche (mezzo chilo), che in Spagna chiameremmo pilongas.
  • acqua (1 litro)
  • zucchero (50 grammi)
  • chiodi di garofano (qualcuno)
  • anice (non troppo)
  • cannella (1 rametto)
  • olio d’oliva
  • limone (1 buccia)
  • miele (un cucchiaio)

Ora lasciamo tutto da parte per un attimo e parliamo delle terre da cui provengono questa minestra dolce e le sue castagne.

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La Sierra de Aracena y Picos de Aroche.

Eccoci nel verde e montuoso entroterra della provincia di Huelva. Abbiamo lasciato le bianche spiagge atlantiche, i tavolini sotto al sole, i piattoni di gamberi e frutti di mare, gabbiani e turisti in canottiera a chilometri di distanza.

Siamo nel Parco Naturale della Sierra de Aracena y Picos de Aroche: ombrosi rilievi ricoperti di querce e castagni punteggiati di pittoreschi paesi, dove la vita scorre più lenta rispetto a Siviglia o alle città della costa. 

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Il castagneto e la sua storia.
Il castagneto è il vero protagonista di queste terre, al punto di essere il simbolo del parco. Alberi secolari che formano una coltre ombrosa ed antica che dà lavoro ed alimento agli abitanti di questi luoghi.
Il castagno venne portato qui dai repobladores del Nord della penisola tra il Quattrocento ed il Cinquecento. In quegli anni castigliani e leonesi riprendevano possesso delle terre che un tempo erano state di frontiera, portando con sé la propria lingua, la religione, le tradizioni. Tra queste c’erano le castagne, che andarono poco a poco a sostituire i vecchi querceti, la cui legna serviva per costruire case e scaldare le persone.
Vaghiamo con la mente per paesi incantevoli, come Aracena, regina di queste terre che domina con il suo castello, o Almonaster la Real con la sua antica moschea e plaza de toros che osservano il paese dall’alto, o Jabugo, una delle piccole capitali mondiali del jamón: il celebre prosciutto iberico.
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L’economia delle castagne.

Quella della castagna è una vera e propria economia. I castagneti, che nella provincia di Huelva coprono circa cinquemila ettari di superficie, hanno quasi tutti un proprietario, che investe nella loro conservazione e manutenzione durante tutto l’anno. 

Nel mese di Ottobre una moltitudine di apañaores, i lavoratori giornalieri che si occupano di raccogliere le castagne e separarle dai ricci, percorrono questo sconfinato e frondoso oceano verde alla ricerca del tesoro del bosco di Huelva.

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Il Potaje de castañas dulce: preparazione.

Rieccoci. Di nuovo in cucina dopo aver lasciato – a malicuore- la Sierra de Aracena y Picos de Aroche.

Al lavoro.

  • Mettiamo a bagno le castagne secche per una notte. 
  • Il giorno dopo le scoliamo e le mettiamo in una pentola piena d’acqua, che deve coprire le castagne, e si aggiunge un filo d’olio di oliva.
  • Creiamo una piccola tasca con un panno, in cui metteremo l’anice e i chiodi di garofano, in modo che non si spargano per il brodo. Leghiamo ben bene questa bustina con uno spago, per non fare scappare nemmeno un semino. L’effetto è quello di una profumata bustina di tè. 
  • Mettiamo in una pentola piena d’acqua e castagne anche la nostra bustina di spezie, il rametto di cannella, la buccia di mezzo limone e lo zucchero.
  • Ora tutto deve bollire per un’ora, fino a quando le castagne non saranno morbide. 
  • A questo punto sacrificheremo qualche castagna per addensare un po’ il brodo. La mettiamo da parte e la schiacciamo accuratamente fino ad ottenere un purè, che verseremo nella pentola. 
  • Ultimo tocco, mentre il brodo è ancora caldo: aggiungere una cucchiaiata di miele.

Varianti della ricetta prevedono l’uso del pane, fritto e poi triturato, per dare ulteriore consistenza al brodo, che in questo caso diventa una sorta di crema.

Pronto.

C’è voluta una notte di ammollo ed un’ora di cottura, ma domani, quando cercheremo qualcosa con cui fare merenda, nel frigo ci aspetterà il nostro potaje de castanas, pronto per essere mangiato freddo o riscaldato. 

Buon appetito.

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Link, fonti e proposte
  • Il Comune di Fuenteheridos organizza ogni anno la Feria della Castagna. Qui trovate il link alla pagina delle sue feste popolari.
  • In questo articolo, il quotidiano ABC, racconta di queste terre (in spagnolo).
  • Brevissimo video di Canal Sur Turismo, che ci trasporta ad Aracena e Almonaster la Real, in pieno parco naturale di Sierra de Aracena e Picos de Aroche.
  • La voce di chi vive delle castagne, in questo video (in spagnolo).