Il verde superstite di antichi geli.


Un gigante si nasconde dal tempo e dalle genti in strette ed umide valli e sulle cime andaluse.
Una pianta che esiste e resiste solo qui, in un ristretto territorio montuoso e protetto delle province di Cadice e Malaga.
Abituati ad associare questi nomi alla luce calda delle spiagge atlantiche e mediterranee, cerchiamo di trasportarci con il pensiero nell’entroterra, oltre i pueblos blancos e le folle di turisti della bella Ronda.
Un po’ più su, dove il territorio si spacca in valli e creste che si elevano oltre i mille metri di altitudine e che bloccano e lasciano sfogare le nubi umide spinte fin qui dai venti oceanici, eccoci arrivati al territorio del nostro albero.
Luoghi incantevoli e dai nomi suggestivi: Sierra de las Nieves, Cañada de las Animas, Sierra Bermeja (che vuol dire rossa, come il colore della terra in questo luogo a pochi chilometri dalla costa di Estepona). Tutti spazi protetti da parchi naturali proprio per la sua presenza: il pinsapo.

Superstite dell’era glaciale.
Non lasciamoci ingannare dal suo nome, il nostro gigante verde è infatti un abete.
Rimasto aggrappato a queste pendenze umide da tempi antichi in cui il freddo dell’Europa glaciale si spingeva sin qui, ha visto il suo habitat ridursi man mano che i ghiacci si ritiravano, rendendo l’Andalusia la terra calda ed ospitale che conosciamo.
Esiste solo qui, come dicevamo. Una conifera simile cresce – come se stesse osservandolo attraverso uno specchio – sui monti dell’Africa oltre lo stretto di Gibilterra, ma le due comunità sono state ufficialmente separate in specie distinte.

Il pinsapo e l’uomo.
Come per quasi tutto in Andalusia, anche nel caso del nostro abete natura, cultura, storia e tradizione si sono fusi in un groviglio di bellezza. I suoi rami infatti, dalla caratteristica terminazione a forma di croce, venivano utilizzati nella Serranía de Ronda e nella Sierra Bermeja come elementi decorativi durante le feste religiose, diventando parte delle celebrazioni.
All’inizio del ventesimo secolo i pinsapares (i boschi costituiti da questa conifera) avevano visto il loro areale ridursi notevolmente a causa della difficile convivenza con le attività umane. Le greggi costituivano uno dei peggiori pericoli per la sua sopravvivenza.
Per sua fortuna questa pianta non ha mai avuto un legno particolarmente robusto o pregiato. A questo si aggiungeva la difficoltà di approvvigionamento a causa dei territori impervi sui quali cresceva.
L’istituzione dei parchi regionali e gli interventi di salvaguardia della specie hanno reso possibile la moltiplicazione degli ettari popolati da questa conifera tutta andalusa, oggi minacciata soprattutto dagli incendi.

Informazioni quasi tecniche:
- Il nome pinsapo sembra derivare dalla fusione parole latine pinus (pino, appunto) e sapinus (abete) e non dovrebbe avere nulla a che vedere con il termine spagnolo “sapo” (rospo).
- Il suo nome scientifico è Abies Pinsapo Bois., dal nome del botanico svizzero Edmond Boissier che nell’Ottocento intraprese un avventuroso viaggio alla scoperta della flora spagnola.
- È una pianta dalla forma perfettamente piramidale che tende ad un portamento più irregolare negli individui più vecchi, in grado di arrivare ai trenta metri di altezza. Potrete trovarne alcune foto su questo sito.
- I suoi aghi sono disposti perpendicolarmente rispetto al ramo, facendolo assomigliare ad uno scopino per pulire i tubi, e sono in grado di accumulare grandi quantità d’acqua.

Link, fonti e proposte
Se volete andare a trovare il nostro gigante verde ed immergervi nel suo mondo fatto di montagne, aria pulita e dirupi, informatevi sull’accesso ai parchi, che ammettono un numero fisso di visitatori al giorno.
- Qui potete trovare del materiale – in spagnolo – messo a disposizione dalla Junta de Andalucía su dove scovare i pinsapares e come visitarli.
- Se pensate di visitare il parco naturale de la Sierra de las Nieves potrete imbattervi in un pianta eccezionale divenuta monumento Nazionale: il pinsapo de la Escalereta, un gigante probabilmente più anziano de la plaza de toros di Siviglia, il cui tronco necessita di tre persone per poter essere abbracciato. Nello stesso parco, riserva della biosfera, vive anche il cosiddetto Castaño Santo: un enorme castagno di almeno 800 anni d’età.
- La bellezza della Sierra de Grazalema, dei suoi paesaggi e dei suoi borghi merita un capitolo a parte. Fra le sue tante meraviglie potete imbattervi in uno dei maggiori boschi di pinsapo del mondo. Vi lascio il link dell’ente turistico locale, qui.
