La leggenda di Juan de Lepe, re d’Inghilterra per un giorno.


Questa è l’incredibile storia di un marinaio, Juan de Lepe, e di come una delle corone del regno d’Inghilterra finì in Andalusia.

La partita a carte.
Juan de Lepe è un personaggio realmente esistito la cui inverosimile avventura si svolse alla fine del Quindicesimo secolo.
La leggenda racconta che trascorse parte della sua vita alla corte del re Enrico VII d’Inghilterra, divenendo giullare, compagno di giochi ed amico del monarca.
Juan de Lepe passò alla storia per aver battuto il re a una partita di carte, durante la quale il monarca si era giocato tutti i guadagni del regno e la nomina onoraria di “re di Inghilterra” per un giorno.
La notizia si diffuse presto ed il nostro marinaio lepero ottenne da allora lo scherzoso nomignolo di Pequeño Rey de Inglaterra (“piccolo re d’Inghilterra”).
Gli venne permesso di portare a Lepe (più o meno a metà strada tra Huelva ed il confine portoghese) la fortuna vinta al sovrano, e nel suo pueblo visse agiatamente fino alla sua morte.
Che colpaccio.
Il convento, la corona, l’epigrafe.
Juan pensò bene di donare parte del suo tesoro d’oltremanica al convento francescano della città.
La donazione includeva nientepopodimeno che una corona del Regno d’Inghilterra.
Quella del lepero re onorario è solo una leggenda, un racconto popolare?
Sembrerebbe. Ma il convento – il fu Convento de Santa María La Bella, che venne abbandonato secoli dopo le vicende di Juan de Lepe – è esistito davvero.
Intorno ai suoi resti si è costruita una ermita, ancora scenario di feste religiose locali (romerías).
E la corona del racconto? Esiste, ed è tuttora custodita dalla Hermandad de Nuestra Señora de la Bella.
Grazie alla sua donazione, il marinaio – e piccolo re – Juan venne seppellito nel monastero, ricordato e celebrato da una targa immortalante la sua storia e le sue imprese fuori dal comune.
La targa, insieme al resto del convento, oggi non esiste più, ma venne citata e trascritta dal vescovo e generale dell’ordine francescano Francesco Gonzaga nella sua cinquecentesca opera in quattro volumi De origine Seraphicae Religionis Franciscanae.
Tutto vero, sembrerebbe: un andaluso re d’Inghilterra, anche se per un solo, fortunatissimo, rivoluzionario, giorno.
Link, fonti e proposte
- A testimonianza delle imprese di Juan de Lepe, ecco la trascrizione della sua epigrafe – in latino – riportata dal vescovo Francesco Gonzaga nella sezione “Provincia Baeticae” del terzo volume del suo De origine seraphicae religionis franciscanae (1587).
- Qui troviamo invece il link ad un articolo di ABC che traccia esaustivamente vita e personaggio di Juan de Lepe (in spagnolo).
- Possiamo sbirciare, grazie a questo articolo del 2010 de El Mundo, tra le gioie del tesoro dell’Hermandad de Nuestra Señora de la Bella ed adocchiare la corona del nostro andaluso piccolo re d’Inghilterra.