Del tragico naufragio della Gneisenau e di come Malaga abbia ottenuto il titolo ufficiale di “Muy Hospitalaria”.


Muy Hospitalaria.
Osservando lo stemma civico della città di Malaga, noteremmo un castello stilizzato che sorge dalle acque del mare e circondato da nastri pullulanti di iscrizioni.
La torre, che si staglia su un cielo rossastro, rappresenta la fortezza de Gibralfaro e ai suoi piedi vediamo il cosiddetto corral de los cautivos cristianos (il recinto dei prigionieri cristiani): sono i cristiani imprigionati durante l’assedio della città musulmana e liberati al termine della sua conquista per mano de los Reyes Católicos, nel 1487.
Concentriamoci su nastri e scritte.
Tra i tanti epiteti lusinghieri e altisonanti con cui è descritta la città, troviamo la voce “Muy Hospitalaria” (molto ospitale).
Questa è la storia – ben più recente rispetto ai secoli della Reconquista – di questo attributo.
Il naufragio.
Inizio del Ventesimo Secolo.
Il 16 dicembre del 1900 la nave scuola tedesca SMS Gneisenau naufraga all’interno dell’area portuale di Malaga, a pochi metri dal molo di Levante.
L’equipaggio era in attesa dell’ambasciatore, di ritorno da un viaggio diplomatico in Marocco.
Dopo settimane di tranquilla e ordinaria sosta in rada, un’improvvisa e violenta burrasca si impadronì dell’imbarcazione: le ancore non tennero e la nave venne spinta contro la scogliera.
In meno di un’ora lo scafo si aprì e la carcassa di legno e metallo affondò davanti agli occhi dei cittadini di Malaga.
A bordo della nave c’erano quasi cinquecento persone, in gran parte giovani allievi marinai.
Le acque di una città celebre per il suo cielo e mare azzurro si erano trasformate in una trappola mortale.
La tragedia.
Il naufragio avvenne sotto gli occhi della popolazione, richiamata sulla riva dalle campane che suonavano all’impazzata.
Furono 41 i marinai tedeschi che persero la vita quel giorno, tra cui il comandante, e decine i feriti.
La città, che aveva assistito alla subitanea tragedia, accorse e rispose.
Con un mare ancora indemoniato e insidioso, pescatori, portuali e cittadini si precipitarono spontaneamente al molo.
Vennero tese corde, improvvisate linee di salvataggio e tentati, tra le onde impazzite, recuperi con piccole imbarcazioni.
Più di quattrocento superstiti vennero salvati, curati negli ospedali, nel consolato tedesco e ospitati nelle case delle famiglie di diversi ceti sociali e di vari quartieri cittadini.
I marinai recuperati dall’impeto delle acque non avevano infatti vestiti, cibo, o un posto sulla terraferma dove dormire.
Il riconoscimento.
L’impresa eroica di un’intera città fece il giro del mondo, conquistando l’attenzione della stampa internazionale e rafforzando i legami tra il popolo tedesco e quello malagueño.
Il titolo, solenne e ufficiale di “Muy Hospitalaria” venne conferito alla città di Malaga niente meno che dalla regina reggente María Cristina, pochissimi giorni dopo la tragedia, e da quel momento campeggia sullo stemma cittadino.
Il ponte di Santo Domingo.
La Germania non dimenticò certo l’aiuto e l’accoglienza spontanei offerti dagli andalusi in una simile circostanza.
Pochi anni dopo furono infatti gli abitanti di Malaga a trovarsi alle prese con una calamità.
Era il 1907 e, senza che in città fosse caduta una sola goccia di pioggia, una valanga di acqua e fango ne travolse il centro, penetrando attraverso il corso del fiume Guadalmedina, in piena nelle valli a monte.
L’evento è ricordato come La Gran Riá de 1907.
Fu allora che l’imperatore tedesco, il kaiser Guglielmo II di Germania e Prussia, decise di donare alla città una nuova ed elegante passerella sul fiume – il ponte di Santo Domingo – ribattezzato affettuosamente “Puente de Los Alemanes” (ponte dei tedeschi).
Il ponte di metallo c’è ancora, e una targa di marmo ricorda (testualmente) come la Germania donò questo ponte a Málaga, in segno di gratitudine per l’eroico soccorso che la città prestò ai naufraghi della fregata da guerra “Gneisenau”.
Il ricordo.
Nel dicembre del 2025, a 125 anni dal naufragio, la città ha ricordato la tragedia marina con una serie di eventi commemorativi dedicati alla memoria delle 41 vittime e alla solidarietà dimostrata dai cittadini di Malaga.
Le celebrazioni hanno incluso cerimonie ufficiali, omaggi nel Cimitero Inglese (dove riposano le vittime dell’incidente), incontri nei luoghi del naufragio e momenti musicali promossi anche dalle istituzioni tedesche.
Il ricordo della fine della Gneisenau e della prontezza e generosità dei cittadini malagueños ci ha riportato indietro di oltre un secolo, mostrandoci l’anima marinara di Malaga, la vivace città di mare “Muy Hospitalaria” che ancora oggi ritroviamo nelle sue vie e nella sua gente.
Link, fonti e proposte
- Ecco come il quotidiano locale Diario Sur, nella sua versione in inglese, ricorda il naufragio della fregata tedesca Gneisenau, in occasione delle celebrazioni per i 125 anni dalla tragedia.
- La Opinión de Málaga descrive (in spagnolo) gli ultimi momenti della nave scuola tedesca Gneisenau, che nel 1900 affondò nel porto della città andalusa.
- ABC ricorda ai suoi lettori le ragioni per cui la città di Malaga possa vantare il titolo di “Muy Hospitalaria”.

