La storia del primo Dracula cinematografico ispanofono, Carlos Villarías, da Cordova alla Hollywood degli anni Trenta.


Vampiri andalusi.
Oggi scriveremo del vampiro andaluso più famoso della storia del cinema.
Non ci stiamo riferendo al popolare personaggio comico interpretato da Chiquito de La Calzada nella sgangherata commedia Brácula: Condemor II del 1997.
Tra l’altro, il conte col volto di Chiquito di vampiresco aveva poco: si era ritrovato, suo malgrado, a fingere di esserlo per portare a casa la pelle.
Non Brácula dunque, ma Drácula in persona.
Torneremo indietro nel tempo fino alla Hollywood degli anni Trenta, quando il doppiaggio cinematografico non era una pratica diffusa e gli studios dovevano produrre film in più lingue per raggiungere mercati diversi.
Stessi costumi, stessi set (della magia del cinema non si butta via niente) ma con attori e registi differenti.
Due versioni.
Ecco quindi che, nella California del 1930, la Universal Studios girò contemporaneamente due versioni di Dracula.
Di giorno si filmava la versione in inglese diretta da Tod Browning con Bela Lugosi – che avrebbe definito l’immaginario cinematografico del conte transilvano – mentre di notte si realizzava quella in lingua spagnola diretta dal prolifico George Melford.
Quest’ultima fu girata in 22 notti, meno delle giornate dedicate a quella per il pubblico anglofono e con una frazione del budget.
Il Dracula con Lugosi venne proiettato per la prima volta il giorno di San Valentino del 1931, mentre per la prima assoluta cubana di quello in castigliano si dovette attendere un mesetto, e ancora una decina di giorni per poterla vedere in Europa, a Madrid.
Il film arrivò infine in Andalusia in Novembre, sul grande schermo dello scomparso Teatro Duque de Rivas di Cordova.
Carlos Villarías.
Il Dracula ispanofono di Hollywood fu Carlos Villarías, attore nato a Cordova nel 1892.
Andaluso di nascita e figlio di un generale dell’esercito, dovette cambiare città diverse volte nel corso della sua vita.
Laureato in Diritto, abbandonò presto le faccende legali per dedicarsi al teatro in patria e in Europa.
Decide di giocare la carta statunitense nel 1915, forte di un po’ di esperienza e di successo alle spalle, approdando infine – dopo un primo passaggio nella Grande Mela – nella Los Angeles dei primi anni Venti.
A Hollywood finì per lavorare in oltre ottanta film.
Ai tempi dei ciak del suo Dracula, Villarías era l’unico attore del cast autorizzato ad assistere alle riprese diurne della versione in inglese.
Ciò gli consentì di trovare gli spunti per poter rimodulare la propria interpretazione grazie al confronto con il lavoro di Bela Lugosi.
Polli e pipistrelli.
Le ventidue notti di produzione offrirono una serie di aneddoti interessanti, a cavallo tra realtà e fantasia.
Sembrerebbe che il regista e il suo entourage, circondati da un cast proveniente da diversi Paesi di lingua spagnola, non fossero particolarmente ferrati con il castigliano.
Questo dettaglio avrebbe portato a includere nel montaggio finale di Dracula alcuni difetti di pronuncia, tra cui quello della parola chiave – visto l’argomento del film – “pipistello” (“murcielago”, divenuto il – non sappiamo quanto voluto – “murciegalo” per bocca del personaggio di Martín).
Inoltre, nella versione anglofona, nella scena in cui sarebbe dovuta comparire la celebre goccia di sangue in grado di emozionare il demoniaco conte, il personaggio di Renfield si taglia con un foglio, mentre nella controparte spagnola dal budget decisamente più basso e interpretata da Villarías, la ferita è causata da un’imprudente trinciatura del succulento pollo di una tavola riccamente imbandita.
La mostra.
Non c’è da stupirsi se una parte consistente della stampa iberica sostenga che il film con l’attore andaluso abbia qualcosa in più della sua più riconosciuta controparte.
Insiste che la recitazione sia più intensa e meglio riuscita, e con una carica sensuale più evidente.
Va però ammesso che molti di noi avranno scoperto l’esistenza della pellicola con Villarías proprio grazie a questo articolo, mentre il Dracula di Bela Lugosi è un grande e influente classico del cinema horror, se così si può definirlo.
Nel mese di Febbraio del 2026 si è deciso di ricordare la figura di Carlos Villarías con una esposizione temporanea (già conclusa) al Archivo Histórico Provincial de Córdoba, nella città natale del primo Dracula non anglofono della storia del cinema.
Si chiude così questa breve rassegna sui vampiri cinematografici (per lo meno i più noti) d’Andalusia, creature dell’ombra in una terra di luce.
Abbiamo conosciuto un poliedrico attore cordobés e internazionale (morirà a Los Angeles negli anni Settanta) e ricordato gli albori del cinema sonoro e del contributo andaluso a quella lontana e mitica epoca pionieristica.
Link, fonti e proposte
- Questo breve video (in spagnolo) di Canal Sur ricorda l’interpretazione di Carlos Villarías nel Dracula ispanofono degli anni Trenta.
- In un articolo del 2024, ABC arriva a sostenere che il Drácula di Córdoba sia riuscito niente meno che a eclissare quello – iconico – di Bela Lugosi.
- A questo link trovate la scheda (in inglese) del Dracula in spagnolo degli anni Trenta, dal catalogo dell’American Film Institute.