Antequera, Cabra, Lucena o Monturque: qual è il centro geografico d’Andalusia?

Centro geográfico de Andalucía
Mappa_Monturque
Quale centro.

Se ci chiedessimo dove sia il centro dell’Andalusia, ognuno avrebbe una sua risposta.

Il centro storico di Siviglia o di Granada, cuori pulsanti dell’identità di un popolo antico e sempre in mutamento, le ricche terre di Cordova, che hanno un po’ d’Occidente e un po’ d’Oriente in termini di storia, di sapori, di accenti.

La natura verde e selvaggia delle montagne vigilate dal volo dei rapaci, o le vette sassose e innevate più alte della penisola.

O i suoi pueblos, piccoli o grandi che siano, che conservano l’Andalusia delle tradizioni, dei mestieri, della memoria.

C’è anche l’Andalusia personalissima dei nostri ricordi, che siano di una vacanza, di un’esperienza di vita e di lavoro, di un viaggio.

Ci sono tante Andalusie differenti e ognuna di esse ha uno, mille centri.

Il centro dell’Andalusia forse non esiste: forse il centro dell’Andalusia è nel cuore di chi la vive o la sogna.

Separatore

Stabilito che sarebbe impossibile stabilire univocamente il centro delle terre andaluse, ci facciamo soccorrere dalla geografia, con righello, satelliti e mappe.

La regione ha confini ben definiti – e quindi una superficie – il cui centro è determinabile.

Cabra.

Non siamo i primi a cimentarci nella ricerca della più centrale delle zolle della Comunidad.

Già nel lontano 1925 un geologo – Juan Carandell Pericay – puntò la sua bandierina sulla cima di un monte dal nome di personaggio da cartone animato: El Pichacho de la Sierra de Cabra, su cui svetta un santuario e da cui si dominano, per chilometri, le terre circostanti.

Siamo a metà strada tra Cordova e Malaga, in terre di olive e vini.

Lucena.

Poco più in là, a Lucena, si innalza un altro picco, di cui abbiamo già scritto e che compete per lo stesso titolo di centro geografico d’Andalusia.

E’ il cucuzzolo più alto della Sierra de Aras, sul quale sorge il celebre Santuario de María Santísima de Araceli e da cui si scorgono ben cinque province andaluse.

Antequera.

E poi c’è Antequera, poco più a sud, in provincia di Malaga

Città antica e affascinante, è indubitabilmente un importante nodo viario da che l’uomo abbia memoria.

Tappa obbligata delle strade romane attraverso la penisola iberica, e già abitata da millenni prima dell’arrivo dei conquistatori latini, anche oggi mantiene il suo carattere di vitale snodo infrastrutturale.

Ci si passa inevitabilmente per spostarsi in Andalusia da est a ovest e da sud a nord. Persino i treni ad alta velocità, che collegano i capoluoghi della regione a Madrid, fermano qui.

Antequera fu anche uno dei luoghi, con la sua Constitución Federal de Antequera, della storia autonómica della regione e rischiò persino di sottrarre a Siviglia il ruolo di capitale d’Andalusia.

Non male come centro, e la città se ne vanta, mostrando questo presunto titolo (“Antequera Centro de Andalucía”) inciso su una placca nella pavimentazione del suo casco histórico, in Plaza San Sebastian.

Non solo: accanto alla placca, la rossastra base di una colonna ci ricorda che la città sarebbe anche il chilometro zero della rete viaria della Comunidad, citando i Romani e il crocevia che qui, nell’antichissima Anticaria, aveva luogo.

Antequera Centro Andalucia_Colonna
Monturque.

Invece sarà il Centro Nacional de Información Geográfica a togliere ogni dubbio su quale sia il vero punto mediano andaluso.

Dividendo la superficie della regione in minuscoli rettangoli e stabilendo il nucleo di questo affollatissimo mosaico, ha trovato un punto, nel territorio municipale del pueblo de Monturque, che – centimetro più, centimetro meno – sarebbe indubitabilmente, scientificamente e incontestabilmente, il punto centrale dell’Andalusia.

A pochi chilometri di distanza, in entrambi i casi meno di una ventina, le spodestate Cabra e Lucena osservano questo pueblo di meno di duemila abitanti custodire il cuore – o per lo meno il centro geografico – della regione alle porte delle Colonne d’Ercole.

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