Il paese meno popoloso e quello meno esteso d’Andalusia.

Cumbres de Enmedio
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Cumbres de Enmedio.

Non ci sono dubbi su quale sia il comune più popoloso della nostra Andalusia: è Siviglia, il capoluogo della regione e di buona parte delle peculiarità di questa grande terra.

Meno noto è il pueblo che, con modesto orgoglio, campeggia all’altro lato della lista.

Parliamo del comune più piccolo, in termini di popolazione, delle otto province: acciambellato nel nord della provincia di Huelva, a un tiro di schioppo dal confine con l’Extremadura e ad una trentina di chilometri dal Portogallo ecco Cumbres de Enmedio.

In quasi sessanta.

56 abitanti, abitante più, abitante meno: ci starebbero tutti sul vagone di un tram milanese, tra posti a sedere e passeggeri in piedi. Più uomini che donne, precisamente ben due in più. Pochi giovani: la televisione pubblica spagnola ci ricorda che un quarto della popolazione di Cumbres de Enmedio ha più di sessantacinque anni.

Nella botte piccola.

Se la cattedrale di Siviglia, con la sua Giralda e il suo Patio de los Naranjos oppure la plaza de toros della Maestranza si sollevassero come astronavi per atterrare sul pueblo in questione (che il cielo ce ne guardi), fuori dall’impronta dei citati edifici rimarrebbe ben poco di costruito.

Le sue strade si contano sulle dita di una mano. Letteralmente. E le citiamo, per onore di cronaca ed orgoglio paesano:
Calle Real, calle de Colón, calle Rábida, callejón Del Pozo e calle Hondillo, di cui ben due hanno allo stesso tempo sentori locali e universali, perché ricordano Cristoforo Colombo e il monastero della provincia di Huelva da cui la sua avventura cominciò.

Ma si sa: il vino buono sta nella botte piccola e Cumbres de Enmedio non potrà forse stupire con le immensità dell’Alcazaba di Almería o l’ammaliante intrico di vicoli di calce e pietra di Jerez, ma di certo ha più di un asso nella manica.

La dehesa.

Il pueblo è incastonato nei paesaggi mozzafiato del parco de la Sierra de Aracena y Picos de Aroche, un’enorme area protetta al nord della provincia di Huelva.

Rilievi boscosi, ombrosi castagneti, ma soprattutto due protagonisti: la dehesa, con sue le ondulate praterie punteggiate di querce da sughero ed il suo abitante principe: il cerdo iberico, ovvero il maiale di qui. Siamo in piena terra del rinomato Jamón de Jabugo, uno dei prosciutti più pregiati di questo angolo di pianeta. E’ anche terra di transumanza, i percorsi tradizionalmente compiuti da pastori e greggi attraverso la penisola iberica.

Medaglia d’argento.

Sempre per onore di cronaca citeremmo anche il secondo comune meno popoloso d’Andalusia: piombato al secondo gradino del podio per colpa di una moltitudine composta da una manciata di persone di troppo.

E’ Benitagla, all’altro capo della regione, nell’entroterra della provincia di Almeria. Quasi sessanta persone.

Sono comunque entrambe metropoli in confronto al pueblo meno popolato di Spagna. Un bel po’ più a nord, nella manchega provincia di Toledo, ecco spuntare Illán de Vacas con i suoi tre abitanti. Da far impallidire persino Morterone che, dai monti della provincia di Lecco, con la sua trentina di abitanti, è il comune meno popolato d’Italia.

Il più piccolo.

E per completezza, parlando del comune meno popolato d’Andalusia, nominiamo anche il comune meno esteso, quello letteralmente più piccolo. E’ Cájar, a due passi da Granada, un fazzoletto di terra di 1,6 chilometri quadrati affollato da più di cinquemila persone.

In mezzo.

Tornando al protagonista dell’articolo viene il dubbio: perchè il pueblo si chiama Cumbres de Enmedio (de en medio significa “di mezzo”)?

Rimarrà un mistero.

Collocato a metà strada tra altri due paesi chiamati “Cumbres”Cumbres de San Bartolomé e Cumbres Mayores, entrambi dotati del proprio castello al contrario del fratellino di mezzo, Cumbres de Enmedio sonnecchia abbracciato dalla sua dehesa, custodendo gelosamente il pugno di case e strade che lo compongono.

Link, fonti e proposte
  • Il sito del Comune di Cumbres de Enmedio (in spagnolo) ricorda orgogliosamente il primato del paese.
  • Sempre el Ayuntamiento ci racconta la tradizione della transumanza (trashumancia in spagnolo), di cui è custode.
  • Cumbres de Enmedio è stato anche orgogliosamente libero – almeno in una prima fase – dall’epidemia del Covid, come ricorda RTVE, la televisione spagnola.
  • Huelva Información ci mostra il paese e i suoi dati salienti in questo articolo.