Siviglia sta realizzando uno spazio pubblico climatizzato tramite tecniche millenarie e a basso impatto energetico.

Cartuja Qanat
Mappa_Siviglia
La Isla de la Cartuja.

Nell’isola della Cartuja – che isola non è ma che fu sede dell’Esposizione Universale sivigliana del 1992 – si sta portando a termine un imponente progetto di riqualificazione di spazi in parte sottoutilizzati. L’area diverrà un laboratorio per lo studio di soluzioni al cambio climatico su scala urbana.

L’eredità di Expo ‘92.

La Siviglia della Expo del 1992 si era già posta un obiettivo importante: trovare un modo per rendere fruibili gli spazi all’aria aperta tra i padiglioni ai milioni di visitatori durante i torridi mesi estivi della capitale andalusa. Quando ancora non si parlava di lotta al cambio climatico, furono sviluppati sistemi in grado di abbassare considerevolmente le temperature percepite.

Il più vistoso di questi era senza dubbio l’iconica esfera bioclimática: una sorta di enorme mappamondo costituito da tubi che nebulizzavano acqua su superfici e passanti, e con essa le torri-camino di raffrescamento dell’Avenida de Europa.

Si erano poi riscoperti espedienti tradizionali tratti dall’esperienza millenaria romana, araba ed ebraica dei centri storici andalusi, come l’introduzione di aree verdi, ombreggiature e superfici ricoperte da acqua in movimento.

Strategie replicabili su scala urbana.

Trent’anni dopo la città si trova a combattere olas de calor estive di frequenza ed intensità ancora maggiori.

Gli strumenti che la città mette in campo sono più sofisticati di quelli del ‘92 e l’obiettivo è trovare delle strategie che possano essere replicate a differente scala in altri punti della città.

El Zoco, el Anfiteatro.

Verrà recuperato l’auditorium costruito negli anni Novanta per la Expo e costruito un nuovo edificio, El Zoco (parola spagnola proveniente dall’arabo suk o souk, che indica il mercato).
Quest’ultimo sarà un ambiente seminterrato e schermato di circa 750 metri quadrati in grado di ospitare diverse attività contemporaneamente.

I due ambienti verranno raffrescati tramite un sistema interrato ispirato ai qanat persiani.

I qanat.

I qanat sono antiche infrastrutture per il trasporto dell’acqua ideate dai Persiani e poi diffuse nel corso dei secoli in Medio Oriente e nel mondo arabo. Tunnel ipogei dalla pendenza minima e sapientemente calcolata, drenano gli strati umidi del sottosuolo trasportando l’acqua per chilometri attraverso aree semidesertiche, evitandone l’evaporazione. Una serie di pozzi li collegano alla superficie per consentirne la manutenzione e l’aerazione.

Qualcosa di simile è stato realizzato nel sottosuolo de la Isla de la Cartuja per forzare il raffrescamento dell’aria che verrà diffusa negli ambienti dell’intervento.

Come funzionano i qanat della Cartuja, a grandi linee.

L’aria calda esterna viene convogliata sotto terra e forzata in lunghi tunnel dove, lontano dalla radiazione solare e a contatto con l’acqua fredda, perde parte del suo calore. Viene infine rilasciata negli ambienti soprastanti, riuscendo ad abbassare la loro temperatura fino a dieci gradi rispetto all’ambiente esterno.

Possiamo vedere uno schema del funzionamento del sistema dei moderni qanat sivigliani in questo video (intorno al minuto 2.30).

L’acqua è a sua volta raffrescata durante la notte tramite nebulizzazione – processo che contribuisce alla cessione del calore – e al suo scorrimento sulle superfici dei pannelli solari che di giorno forniscono energia pulita all’intorno.

Una sorta di impianto di condizionamento naturale, come racconta al quotidiano El País il supervisore tecnico del progetto Juan Luis López di Emasesa (l’azienda municipale di distribuzione idrica).

L’Unione Europea e gli enti coinvolti.

Il progetto è finanziato per l’80% dal programma Urban Innovation Action dell’Unione Europea, e sono coinvolti Emasesa, il Comune di Siviglia, il Consejo Superior de Investigaciones Científicas CSIC del governo spagnolo, l’Università di Siviglia, il Parque Científico y Tecnológico de la Cartuja e la società senza scopo di lucro legata al mondo della ceramica Innovarcilla.

Strategie per l’Europa.

L’augurio è che le strategie di lotta alle alte temperature a basso consumo energetico studiate per la Cartuja, ispirate a saperi antichi e supportate dalla più avanzata tecnologia contemporanea, possano essere applicate in altre aree della città e d’Europa.

Il progetto non ha solo implicazioni tecnologiche, ma anche sociali: i numeri forniti dal programma Urban Innovation Action dell’Unione Europea per il progetto sono allarmanti.

Si prevede che in un futuro prossimo le temperature a Siviglia possano raggiungere i 55 gradi centigradi, con una riduzione delle precipitazioni del 20%.

La cultura andalusa è stata plasmata nei secoli nei suoi spazi pubblici, piazze, mercati, strade, dove avviene ancora un’essenziale parte della vita delle città e dei centri rurali.

Uno scenario in cui questi spazi sociali risultino inutilizzabili per diversi mesi all’anno in vaste aree della regione è preoccupante, e richiede contromisure facilmente trasferibili in piazze, quartieri ed edifici pubblici.

Link, fonti e proposte