Storie e leggende di una misteriosa caverna che si apre alle porte del paese di Mancha Real.


Caverne e pipistrelli.
Oggi vi raccontiamo di una caverna (ogni tanto torniamo sul tema, come abbiamo fatto con la Cueva del Tesoro di Rincón de la Victoria, o con las Cuevas Canteras del Puerto de Santa María, o ancora con la Cueva de Ardales): la cosiddetta Cueva de los Murciélagos.
Non si tratta, però, dell’omonima e ben più nota Cueva de los Murciélagos dell’incantevole borgo di Zuheros in provincia di Cordova, il cui ingresso si nasconde sul monte che sovrasta il pueblo e osserva uno sconfinato paesaggio.
Scriveremo invece della meno conosciuta grotta con lo stesso nome, che si apre tra i primi rilievi, circondati da dolci colline punteggiate di ulivi, che si innalzano a un tiro di schioppo dalla cittadina jiennense di Mancha Real.
Mancha Real e la vicina Sierra Mágina.
Mancha Real si trova in provincia di Jaén, nel cuore dell’Andalusia orientale.
Pur non rientrando nella comarca in senso stretto, la cittadina sorge a ridosso delle prime alture della Sierra Mágina, un piccolo paradiso naturalistico, con alte montagne calcaree inaccessibili e con una ricca flora e fauna.
Per intenderci, abbiamo scritto della Sierra Mágina quando raccontavamo dei Juancaballos, i mitologici centauri andalusi, non a caso abitanti di aree remote e di difficile accesso.
Il pueblo di Mancha Real osserva da vicino questi rilievi verdeggianti, immerso in un mare di ulivi.
Sulla piazzetta del paese si affaccia la chiesa di San Giovanni, che si sostiene essere opera niente meno che del celebre architetto del rinascimento spagnolo Andrés de Vandelvira (quello della cattedrale di Jaén) o comunque della sua scuola, alla quale fu successivamente affiancato il possente campanile di pietra che torreggia sul centro della cittadina.
Poco più a sud, a un paio di chilometri dal centro, si ergono le prime verdi increspature del paesaggio e, inoltrandosi su per cammini immersi nella vegetazione e continuando a salire, eccoci alla nostra Cueva de los Murcielagos, ovvero la Grotta dei Pipistrelli.

L’altra Cueva de los Murciélagos.
La Cueva de los Murciélagos di Mancha Real è un vero e proprio tesoro naturale.
Non sorprenderà che ospiti una grande colonia di pipistrelli, da cui il nome.
Entrare nella caverna – lo si fa solo con guide specializzate e attraverso un buco nella roccia – equivale a immergersi in un mondo sotterraneo e affascinante, fatto di stalattiti e stalagmiti secolari, umide e buie atmosfere e il silenzioso volo dei pipistrelli.
Nei suoi meandri oscuri e ipogei sono state ritrovate anche preistoriche testimonianze del passaggio dei nostri antichi avi.
Pipistrelli e pitture rupestri a parte, la Cueva de los Murciélagos di Mancha Real non è soltanto un luogo geologico di rilievo: è anche una miniera di racconti popolari, tramandati a voce di generazione in generazione.
La pecora ritrovata.
Tra i racconti più curiosi legati alla Cueva de los Murciélagos di Mancha Real c’è quello che ha per protagonista una pecora, un ovino che un giorno scomparve senza lasciare traccia.
Si racconta che il suo pastore, nel tentativo di ritrovarla, entrò nella grotta cercando – senza successo – di seguirne le orme.
L’animale sarebbe poi riemerso a Cambil, una ventina di chilometri più a sud, senza mai abbandonare lo sconosciuto dedalo di cavità sotterranee.
Vero, verosimile o meno che sia il racconto, la sua diffusione ha alimentato l’idea di un collegamento sotterraneo tra le due località, nascosto tra le inesplorate pieghe della montagna.
Il solito tesoro.
Un altro racconto affonda le radici nei tempi della Reconquista, quando arabi e berberi furono espulsi dalla penisola iberica.
Si narra che un morisco (dei moriscos, ovvero gli abitanti di Al-Ándalus convertiti dopo la Reconquista, avevamo già scritto in questo articolo su María Sagredo di Alozaina) in fuga trovò rifugio nella caverna e vi avrebbe nascosto un forziere, sepolto in una sala ancora oggi chiamata Sala del Moro.
La storia si riallaccia alla miriade di leggende sui tesori abbandonati in numerose caverne andaluse – spesso custodite da fantasmi – fin dai tempi di Al-Ándalus (la Spagna medievale musulmana).
Il labirinto e il pozzo.
Per aggiungere mistero al mistero, chi esplora l’interno della caverna si imbatte in una zona nota come El Laberinto, costituita da un groviglio di passaggi che si stringono fino a diventare impraticabili.
C’è poi la storia di un pozzo, una sorta di abisso, un tempo aperto e poi sigillato per motivi di sicurezza.
Nessuno sa davvero cosa nascondesse – sempre che qualcosa nascondesse – e forse proprio per questo l’immaginazione e la curiosità dei mancharrealeños non l’hanno mai dimenticato.
Le profondità della terra sotto le rocce della Sierra Mágina sono da sempre fucine di misteri e leggende.
Non ci è dato sapere se una pecora smarrita a Mancha Real sia mai davvero ricomparsa – attraversando le viscere dei monti e senza mai vedere la luce del sole – a Cambil, né se da qualche parte esistano baratri misteriosi che celano tesori o segreti da custodire.
Quel che è certo è che le strette valli, i picchi rocciosi e le caverne dei Juancaballos – i centauri andalusi – restano uno degli ambienti naturali più sorprendenti della provincia di Jaén, a pochi chilometri dal capoluogo.
Link, fonti e proposte
- Questo articolo della testata locale Jaén Hoy, accenna (in castigliano) alle molte leggende legate alla Cueva de los Murciélagos di Mancha Real.
- Il portale turistico del comune di Mancha Real descrive la sua caverna, chiamata Cueva de los Murciélagos.
- Un breve excursus sulla storia della città di Mancha Real e di come abbia ottenuto questo nome, in questo articolo del quotidiano locale Jaén.