Due giganteschi granchi sono apparsi, in attesa di potersi immergere nelle acque dell’oceano, accanto alla mole del faro di Chipiona.


Due presenze ingombranti.
Da fine Novembre sono apparsi due colossali granchi sul lungomare di Chipiona, in provincia di Cadice.
All’ombra del faro della località, il più alto di Spagna, queste due minacciose presenze attirano i curiosi che si accalcano intorno ai loro corazzati carapaci per mettersi in posa e scattare fotografie.
Il cangrejo moruno.
I granchi di Chipiona, l’avrete ormai capito, sono due sculture.
Opere dell’artista di Chipiona Alfredo Zarazaga, raffigurano una coppia di granchi Eriphia verrucosa, crostaceo chiamato in Italia granchio favollo e in Spagna cangrejo moruno.
E’ un granchio autoctono, diffuso nel Mediterraneo e su questa sponda dell’Atlantico che, come in altre aree del continente, ha cominciato suo malgrado a condividere il suo territorio con specie invasive.
La salvaguardia delle specie autoctone è uno dei messaggi che hanno mosso la creazione di questa appariscente installazione.
E, tra le specie autoctone del litorale di Cadice, non possono non essere menzionate quelle – come il nostro granchio favollo – protagoniste dei corrales de pesca.
I corrales de pesca.
I corrales de pesca della costa di Cadice sono un antico sistema di pesca che sfrutta le vistose maree oceaniche.
Sono delle enormi trappole costruite dall’uomo: lunghi muri dal tracciato ad arco eretti tra mare e terra, che durante le fasi di alta marea si lasciano superare dalle acque dell’oceano, insieme ai suoi abitanti.
Con la bassa marea, l’oceano si ritira – aiutato anche da fori, chiamati caños aperti alla base della struttura – lasciando pesci, crostacei e molluschi intrappolati da queste barriere artificiali.
Le strette ma lunghissime muraglie, ormai parte del paesaggio e della cultura costiera, sono costituite da grossi blocchi di roccia sigillati da alghe, conchiglie e altro materiale marino.
Non essendo rinforzate la malte o cementi, il maltempo e le forti ondate rendono necessario un continuo lavoro di manutenzione.
E qui entrano in gioco i catadores.
El catador.
Si occupa della sua manutenzione e delle necessarie riparazioni ed è la prima persona che ha il diritto, non appena l’acqua comincia a defluire dalla grande trappola, di iniziare la pesca.
Al giorno d’oggi i catadores sono raggruppati in un’associazione: la pesca nei corrales è permessa solo a professionisti del settore.
Si pesca a piedi (pesca a pie), camminando tra le sabbie o le rocce del fondo dei corrales, parzialmente libere dalle acque.
I catadores sono armati di una sorta di tridente lungo e snello, la fija, con il manico terminante in un uncino per catturare gli animali nascosti sotto le rocce.
Ne esiste anche una versione – il francajo – dal manico di legno, che offre il vantaggio di galleggiare nel caso dovesse sfuggire di mano.
Poi, tra gli altri strumenti di lavoro, ci sono piccole rete circolari, una sorta di lungo coltellaccio senza filo per tramortire i pesci – il cuchillo de marea – e una grossa borsa a tracolla per trasportare i frutti della pesca a pie.
Questa tecnica di cattura dei frutti del mare è tanto ingegnosa quanto ancestrale e affonda le sue origini nella protostoria.
Le sculture.
Le due sculture, un granchio maschio con le chele minacciosamente in aria che raggiunge la ragguardevole altezza di due metri e mezzo, e la sua compagna, sono realizzate in metallo e pesano un paio di tonnellate ciascuna.
Il materiale con il quale sono state costruite è tutto di recupero: sono materiali ferrosi ceduti all’autore dell’opera o recuperati dall’artista.
I concetti che hanno guidato l’ideazione e la costruzione dei due giganti di metallo sono tre, come racconta Zarazaga al quotidiano locale El Correo de Andalucía: ovvero sensibilizzare alla difesa della fauna autoctona in via di estinzione, mettere in moto un progetto collaborativo condiviso tra istituzioni, imprese locali e comuni cittadini, e contribuire a fare conoscere Chipiona come luogo di cultura, oltre che come destinazione balneare.
I due mastodontici granchi sono stati finanziati da fondi dell’Unione Europea, della Junta de Andalucía, imprese e associazioni locali e non.
In attesa di potersi immergere.
La posizione dei due monumentali granchi di Chipiona è temporanea.
La coppia di crostacei di metallo è in attesa di ottenere tutti i permessi per poter raggiungere la sua destinazione definitiva: saranno entrambi sommersi tra le rocce dell’Oceano, nei pressi delle mura del faro, per divenire scogliera ed accogliere, tra le loro intricate superfici, le creature del mare che si sono proposti di salvaguardare.
Link, fonti e proposte
- Il Diario de Cádiz riporta la notizia dell’installazione dei due granchi di metallo di Chipiona.
- Anche il quotidiano locale La Voz de Cádiz ci racconta dell’arrivo delle opere e mostra, con un brevissimo video, le ultime fasi della loro posa.
- Questo video de La Voz del Sur ci accompagna nel mondo dei catadores e dei corrales de pesca.
- Anche l’immancabile Canal Sur ci porta ai corrales di Chipiona, in questo brevissimo video.
- Per maggiori informazioni sui corrales de pesca, lasciamo il link della pagina web della Asociación de Mariscadores de Corrales de Chipiona “Jarife”, che riunisce e coordina le attività i catadores della zona. Sul sito si possono anche consultare le liste dettagliate delle catture nei vari corrales negli anni passati.