Dílar è un paesino montano della provincia di Granada che detiene il record del pueblo più freddo d’Andalusia e – occasionalmente – di Spagna.


Calde estati.
Siamo abituati a pensare all’Andalusia come a una terra calda, arrostita da un sole generoso ma implacabile.
Spesso la visitiamo d’estate, quando le colline e le sconfinate pianure che separano i suoi centri più celebri sono del colore dell’oro.
Non uscite senza bottiglie d’acqua, ci ricorda la radio: le temperature supereranno in quaranta gradi nel Valle del Guadalquivir.
Abbiamo descritto diverse volte l’agosto andaluso: abbiamo citato la Écija dei record, soprannominata amichevolmente “la padella di Spagna” proprio per le sue proibitive temperature estive, e riportato più di un esperimento architettato per affrontare i lunghi e soleggiati agosti.
Non tutta l’Andalusia frigge in piena estate come la grande valle formata da fiume Guadalquivir.
Basta spostarsi sui rilievi che la circondano per respirare un po’, perdendosi in ombrose foreste sconfinate o rinfrescandosi lungo spiagge da cartolina.
Inverni miti, inverni freddi.
Quella è l’estate.
Sono le vacanze, è l’agosto dei voli sovraffollati, dei ventagli di fortuna e delle borracce.
Oggi, nell’attesa che l’inverno finisca, scriveremo di un’Andalusia meno nota.
In Andalusia d’inverno, sembrerà banale, fa freddo.
Persino nella generosa Siviglia, che regala giornate con più di venti gradi centigradi pieno dicembre, nelle serate d’inverno il termometro prova ad avvicinarsi allo zero.
Raramente ci riesce, e proprio per questo molti appartamenti – storicamente pensati per proteggere dal caldo – ancora non dispongono di un impianto di riscaldamento centralizzato.
Altri ce l’hanno, ma è elettrico, e lo si usa poco.
L’Andalusia, per rimanere nel nostalgico mondo del ricordo, è la terra del braserito e de la mesa camilla.
Braserito e mesa camilla.
Si tratta di un piccolo braciere elettrico che si infila sotto ad un tavolo tondo, a sua volta addobbato con una lunga e pesante tovaglia che tocca il pavimento.
Il calore dell’apparecchio riempie d’aria calda lo spazio protetto dalla coperta e, in una casa fredda, ci si infilano sotto le gambe per scaldarsi.
Parlo per esperienza personale: dal piacevole tepore di una simile trappola è difficile separarsi.
I braseros, purtroppo, ogni anno causano qualche incidente, al punto che, come d’estate fioccano i consigli sul come non abbrustolirsi e soffrire del famigerato golpe de calor (il colpo di calore), d’inverno i vari notiziari mettono in guardia dai rischi che si corrono utilizzando apparecchiature poco sicure e obsolete.
Dílar.
Nell’Andalusia dei record estivi delle alte temperature ci sono anche cittadine conosciute per record opposti.
E nella lista dei pueblos más fríos (le località più fredde) della regione e del Paese spesso compare un nome: Dílar.
Ci troviamo ai piedi del massiccio della Sierra Nevada, il cui nome è tutto un programma: catena montuosa innevata.
Granada è ad una trentina di chilometri più a nord.
Dílar sorge nella valle scavata dal fiume omonimo, che offre refrigerio nei mesi più caldi.
Siamo a quasi novecento metri sul livello del mare, ma non aspettiamoci tetti a punta e scenari nordici: Dílar è un pueblo morfologicamente molto andaluso, con le sue case bianche e la mole di mattoni della sua chiesa.
Come tutti i piccoli centri andalusi, la cittadina ha la sua ermita (un eremo fuori dal centro), evidentemente dedicata a la Virgen de las Nieves: la madonna delle nevi.
Record andaluso.
Qui, nel 2021, le temperature sono crollate fino a tredici gradi sotto zero, imponendosi sui valori di altri noti paesi del nord della penisola, inclusi i Pirenei.
Le notti d’inverno in questa valle sono decisamente rigide, e la locale gastronomia stagionale rispecchia questa peculiarità, offrendo ricette capaci di scaldare gli stomaci più infreddoliti.
Non immaginiamoci però Dílar come una tundra perenne: come in tutta la regione la primavera arriva presto – e dall’estate non si scappa – ma a Dílar e dintorni si può sempre trovare rifugio dalla follia dei pomeriggi d’agosto.
Non stiamo dicendo che in pieno agosto e all’ora della siesta non ci troverete più di trenta gradi, ma saranno comunque una boccata d’aria fresca rispetto al caldo avvolgente del nostro forno preferito, quello che dà il nome a questo sito web.
Link, fonti e proposte
- Il quotidiano locale Diario de Sevilla ci rivela che Dílar è il paese più freddo d’Andalusia, in questo articolo del 2022.
- Anche Granada Hoy celebrava il record di Dílar in questo articolo del 2021.
- Dílar combatte il freddo invernale con la sua gastronomia: ce lo racconta il quotidiano El Ideal.