Guarromán: un paese di passaggio con un nome curioso, sorto lungo la strada che univa Siviglia a Madrid.


Un supereroe andaluso?
Non è un uccello! Non è un aereo! E’ un pueblo a una cinquantina di chilometri a nord di Jaén.
E’ un paese di passaggio, disposto lungo la strada che unisce l’Andalusia, attraverso i rilievi del parco di Despeñaperros alla Mancha e alla pancia della Spagna.
Il nome appare bizzarro, se pronunciato con un minimo di esitazione tra i suoni Guarro e Man, quasi da supereroe di un’appuntita metropoli dai grattacieli art deco. Ma non solo.
Guarro.
Per gli hispanohablantes il nome del municipio jiennense non può che generare un sorriso, perché “guarro” in spagnolo significa maiale.
“Maiale” in tutti i sensi previsti anche dalla lingua italiana.
Non ce ne vogliano i nostri amici suini: con guarro si definisce anche più o meno scherzosamente una persona zozza, volgare nei modi.
E’ il termine con il quale una giovanissima Penelope Cruz apostrofava un altrettanto giovanissimo Javier Bardem nel film Jamón Jamón.
El hombre guarro, insomma. L’uomo porcello. Niente di tutto questo.
Un nome peculiare.
I quasi tremila abitanti di Guarromán – che si scrive tutto attaccato e con l’accento sulla a – sono coscienti della peculiarità del nome della loro località, e sanno scherzarci sopra.
Non è un caso che la cittadina sia la sede della Asociación Internacional de Pueblos con Nombres Feos, Raros y Peculiares : l’Associazione Internazionale dei paesi con nomi brutti, strani e peculiari. Così afferma nientemeno che la pagina web del Comune, ma dell’Associazione su internet non sembra esserci traccia.
Storia di un nome notevole.
In realtà il nome del paese sembrerebbe derivare – sempre a detta del Comune, dal nome di un’antica venta.
Una venta era una locanda di passaggio, delle tante disseminate per le strade iberiche, spesso lontane da paesi e città.
Un’osteria, o un posto dove fare rifornimento, magari dormire, prima di rimettersi in cammino: il vetusto e rurale avo dell’autogrill.
E da qui, a centinaia di chilometri da entrambe, passava una strada importantissima per la Spagna dei tempi, il camino real che univa Siviglia a Madrid, e lungo la strada c’era Venta de Guadarromán.
Il nome derivava da una parola araba: Wadi-r-rumman, che era come gli antichi signori di queste terre chiamavano il fiumiciattolo che scorreva accanto alla venta.
Colonos y pobladores.
Nel Settecento, intorno alla locanda si volle raggrumare un piccolo insediamento rurale.
Erano i tempi di re Carlo III. Per una migliore gestione del territorio, sotto il suo governo venne fondata una serie di nuclei urbani: cittadine costruite in mezzo al nulla che in alcuni casi ancora ricordano il suo nome, come La Carlota (provincia di Cordova) e la timidamente monumentale La Carolina (poco distante da Guarromán).
Per popolarle venivano chiamati coloni da terre lontane.
Tra questi centri c’era quello che era stato battezzato con il nome di Muzquia, in onore del ministro del regno Miguel Múzquiz.
Ma ormai la zona era popolarmente conosciuta con il nome della venta Guadarromán e così rimase.
Ma non solo: i coloni, molti dei quali provenivano dall’Europa Centrale (o successivamente i loro discendenti andalusi), risolsero lo sfibrante scioglilingua costituito da tutte quelle invalicabili sillabe accorciando la parola nell’attuale Guarromán.
E da allora è rimasta così.
Hojaldres.
Da Guarromán ci si passa ancora e ancora ci si ferma per un motivo concreto e dolce: los hojaldres, che rendono la cittadina condensatasi lungo l’antica via una tappa obbligata.
Los hojaldres sono delle millefoglie – vanto del pueblo – farcite con crema e pan di Spagna.
Ne esistono differenti varietà: ripiene di crema d’uovo o al cioccolato, con cabello de ángel o albume a neve.
Diverse pasticcerie locali si dedicano alla loro preparazione e vendita da generazioni e hanno legato il nome di Guarromán a quello di questo friabile dolce.
In particolare gli hojaldre stella sono gli alemanes (“i tedeschi”): ricoperti di zucchero a velo, nel nome ricordano i coloni centroeuropei che, secoli fa, vennero a popolare la cittadina sorta intorno all’antica venta.
Link, fonti e proposte
- Questo breve video di Canal Sur ci riassume la storia di Guarromán.
- La pagina web del Ayuntamiento de Guarromán ci racconta l’origine del nome del pueblo.
- Rimanendo negli archivi di Canal Sur, ecco un breve e divertente spezzone sull’originalità del nome Guarromán e su altri nomi bizzarri.
- Nonostante il nome, Guarromán è una cittadina tranquilla e pulita, con la sua chiesetta e il suo nido di cicogna sulla torre. Non solo: nell’ormai lontano 1982 la città venne persino eletta “pueblo más limpio de España”, il paese più pulito della nazione, come ci ricorda il quotidiano ABC.


