Nelle acque della provincia di Granada è stata recentemente scoperta una nuova specie animale.


Un “nuovo” animale marino.
Il nostro vicinissimo Mediterraneo ci riserva ancora delle sorprese.
Un team di biologi marini, in concreto i ricercatori della Fondazione Museo del Mar de Ceuta, una delle tre exclavi spagnole nel continente africano che osserva la rocca di Gibilterra da oltre il mare, ha scoperto una nuova specie animale.
Si tratta di un esacorallo, una sorta di anemone di mare che vive in colonie numerose, passato finora inosservato.
La specie recentemente scoperta sarebbe endemica del Mare di Alborán , ovvero la parte più occidentale del Mare Nostrum, per intenderci quella che ha come limite settentrionale le coste andaluse.
Scogliere.
Le nostre colonie di polipi simili alle anemoni sono state scovate nei fondali marini della provincia di Granada, nell’area protetta denominata Acantilados y Fondos Marinos de Calahonda-Castell de Ferro.
È un ecosistema di importanza comunitaria, riconosciuto dal governo spagnolo e dell’Unione Europea, caratterizzato da un litorale frastagliato e scosceso, con caverne sottomarine e fondali sia rocciosi che sabbiosi.
La sua peculiare orografia determina habitat differenti, in grado di offrire rifugio a numerose specie protette.
Ci troviamo tra il limite orientale del territorio comunale di Motril – principale città costiera granadina – e Castell de Ferro, in piena Costa Tropical.
Biocostruttori.
Non si può certo dire che gli animali marini in questione siano una novità per i ricercatori.
La nuova specie di invertebrati coloniali del genere Parazoanthus, si credeva facesse parte di una specie già ampiamente documentata, la Parazoanthus axinellae, descritta nella metà dell’Ottocento.
Somiglianti a dagli anemoni di mare, sono in grado di incrostare ampie superfici con i loro polipi di un vistoso colore giallo aranciato.
Le sue vaste e fitte colonie popolano i fondali, ma non disdegnano di infestare anche altre specie, come le spugne.
Facendolo, modificano l’ambiente (sono biocostruttori), e possono creare architetture biologiche e habitat in cui numerose altre specie trovano riparo.
Almeno tre Parazoanthus.
Le recenti analisi genetiche, effettuate in collaborazione con il team di genetisti del Gruppo BIO200 dell’Università di Granada, hanno rivelato che gli esemplari studiati erano rappresentati di ben tre specie distinte:
- Parazoanthus axinellae (ci cui abbiamo appena scritto).
- Parazoanthus franciscae (endemica del Mar di Alborán e quindi delle coste di Granada).
- Parazoanthus brevitentacularis (presente nel Mar Mediterraneo e in Macaronesia, che è la regione insulare atlantica che comprende gli arcipelaghi atlantici della Canarie, Madeira, Azzorre e Capo Verde).
Si è quindi fatta un po’ più di chiarezza sul mondo sommerso di questi piccoli invertebrati marini, dal corpo cilindrico e dai tanti tentacoli, che li rendono simili a dei fiori.
Da sempre aggrappati ai fondali di coste che numerose civiltà hanno solcato per millenni, ci aiutano a capire quanto ancora ci sia da scoprire di un mare così vicino e sorprendente allo stesso tempo.
Link, fonti e proposte
- Ecco come l’Università di Granada, dal suo sito web, divulga la notizia della scoperta di due nuove specie di Parazoanthus.
- Anche la televisione nazionale spagnola RTVE dedica una pagina alla nuova classificazione degli esacoralli granadini.
- Qui è il quotidiano locale Diario de Sevilla a trattare la scoperta del team della Fundación Museo del Mar de Ceuta.