Nel piccolo pueblo granadino di Escúzar si sta mettendo in marcia la più grande infrastruttura scientifica in fase di realizzazione del Paese: l’acceleratore di particelle IFMIF-DONES.


Lavori in corso.
A Escúzar, cittadina di circa 700 abitanti ad una ventina di chilometri da Granada, sta per prendere il via un progetto scientifico di respiro internazionale.
Il 26 Gennaio del 2023, con una cerimonia solenne, viene posata la prima pietra di uno degli edifici ausiliari che ospiteranno il centro di ricerca sulla fusione nucleare IFMIF-DONES.
Il recinto tecnologico e industriale.
Siamo nel Parque Metropolitano Industrial y Tecnológico di Escúzar, un’enorme superficie – un gigante se confrontata con l’estensione del resto del tessuto urbano – in attesa di divenire la sede di aziende e spazi di ricerca.
Le stelle e una chimera.
Il centro granadino sarà un tassello fondamentale di un programma internazionale con un obiettivo ambizioso: produrre energia pulita e sicura, più o meno come lo fanno le stelle, inseguendo ciò che a lungo è stata la chimera della fusione nucleare.
Fusione e fissione.
La fusione nucleare, a differenza della fissione – che è la tecnologia alla base delle centrali nucleari al momento in funzione nel mondo – non richiederebbe l’immagazzinamento e lo smaltimento di materiale e scorie radioattivi.
Il processo, analogamente a quanto avviene all’interno del Sole, si innesta a partire dell’ idrogeno.
Mentre le centrali a fissione nucleare – indipendentemente dalle nostre personali o collettive opinioni – sono realtà ben rodate, la produzione di grandi quantità di energia a partire dai processi di fusione è ancora in fase di sperimentazione.
I passi verso la fusione.
Come condiviso dal Ministerio de Ciencia e Innovación spagnolo, Escúzar (e il suo capoluogo Granada, dove si installeranno gli uffici amministrativi del centro) si presta a prendere parte ad un iter internazionale, scandito in diversi passi e sviluppato in differenti località.
Il primo passo è la riuscita del progetto Iter, con sede nel Sud della Francia (a Cadarache, non lontano da Marsiglia) .
Iter sarà a tutti gli effetti una prima centrale nucleare a fusione che replicherà il processo siderale di fusione degli atomi di idrogeno. Verranno utilizzati isotopi più pesanti in condizioni controllate. La sua attivazione è prevista per l’anno 2025 .
Superata la prima fase di Iter, sarà la volta di Demo (Demonstration Fusion Power Reactor), il precursore dei reattori commerciali del futuro. Avrà a che fare con quantità di energia superiori rispetto a quelle prodotte da Iter, e dovrà produrle in modo controllato, affidabile e stabile. L’attivazione di Demo è prevista per l’anno 2050.
Per riuscire in questo intento è però imprescindibile poter testare i materiali e i processi che verranno messi in gioco per le reazioni di Iter e Demo.
Qui scendono in campo i centomila metri quadrati dell’impianto di IFMIF-DONES e il nostro piccolo pueblo granadino.
IFMIF-DONES.
IFMIF-DONES (acronimo del lunghissimo International Fusion Materials Irradiation Facility – Demo Oriented NEutron Source) creerà neutroni con i quali imitare e testare le condizioni di irraggiamento che si produrranno all’interno dei futuri reattori.
I materiali dei reattori che costruiremo sulla Terra a imitazione dei processi stellari, saranno in grado di sopportare le condizioni (tra le altre, pressione e temperatura) a cui verranno sottoposti?
Semplificando, cosa succede nell’impianto.
Secondo quanto comunicato dal sito di IFMIF-DONES, ciò che si prevede per l’impianto di Escúzar consiste in:
- Utilizzare un gas – deuteroni: un isotopo dell’idrogeno – che viene iniettato in un acceleratore di particelle.
- Le particelle di questo gas si ionizzano, caricandosi di energia sempre maggiore e aumentando la propria velocità.
- Le particelle vengono spinte contro una barriera di litio liquido, collocata alla fine dell’acceleratore.
- L’impatto genererà una grande quantità di neutroni che reagiranno con i vari materiali oggetto del test. Le condizioni di queste reazioni simuleranno quelle a cui quegli stessi materiali verranno sottoposti nei futuri, reali, reattori di fusione.
- Si raccoglieranno e analizzeranno dati, preziosissimi per le successive fasi della corsa verso una nuova energia atomica.
Una piccola rivoluzione locale. Una grande rivoluzione globale.
La costruzione dell’acceleratore di particelle di Escúzar, che come una grande astronave atterrerà tra campi e ulivi, presuppone una rivoluzione – a detta del suo sindaco – demografica ed economica in un’area (l’associazione di comuni Mancomunidad de Municipios de El Temple) per lungo tempo afflitta dallo spopolamento.
Insieme al centro di ricerca si installeranno nel parco industriale e tecnologico almeno una ventina di aziende – nazionali ed internazionali – e centri di ricerca.
Per il pueblo ci si aspettano migliori connessioni e collegamenti, nuove professioni e posti di lavoro. Nuovi cittadini, nuovi accenti e nuove idee.
Per il pianeta del futuro, sempre più assetato di energia – se tutto dovesse andare come previsto – una nuova fonte energetica pulita e sicura a lungo inseguita.
Link, fonti e proposte
- Questo breve video di IFMIF-DONES, pubblicato anche dal Ministerio de Ciencia e Innovación spagnolo, ci racconta dell’ambizioso progetto, dei suoi obiettivi e delle sue fasi.
- L’importanza europea e globale di questo centro di ricerca è evidente nell’incontro, previsto per 16 Marzo del 2023, con i rappresentanti di diversi Paesi dell’Unione e del Giappone.
- Il sito della rivista Focus ci spiega le differenze tra fusione e fissione nucleare.
- Canal Sur ci parla dell’acceleratore di particelle di Escúzar in questo breve video (in spagnolo).