Un interessante progetto del Instituto de la Grasa si è posto l’obiettivo di ottenere biogas dagli scarti della lavorazione delle fragole.

Fragole Elettriche
Mappa_Siviglia
Fragole e frutti rossi andalusi.

L’Andalusia è protagonista della produzione di fragole e frutti rossi d’Europa.

Secondo i dati della Junta de Andalucía, la produzione di fragole della regione ammonta a circa il 97% del totale nazionale, di cui la stragrande maggioranza è coltivata nella provincia di Huelva.

Residui organici.

Oltre alle fragole destinate al consumo diretto, un settore importante del comparto è quello dei prodotti alimentari derivanti dal cosiddetto strawberry extrudate (in spagnolo extrusionado de fresa), che altro non è che una massa di polpa di fragole dalla quale vengono sottratti i succhi impiegati per la produzione di yogurt, gelati e marmellate al sapore di fragola.

Gli scarti di questa lavorazione – essenzialmente semi e fibre – sono destinati allo smaltimento.

O sia: buttati.

Una seconda vita.

I ricercatori del Instituto de la Grasa di Siviglia, con finanziamenti dal ministero spagnolo di scienza e innovazione, stanno studiando una possibile seconda vita per questi scarti.

Unendo i residui del concentrato a colture batteriche – già utilizzate negli impianti di trattamento delle acque reflue per lo smaltimento del materiale organico urbano – sono riusciti a ottenere biogas e altri composti di alto interesse per le industrie chimiche e alimentari.

Il biogas ricavato dal processo può essere destinato alla produzione di energia termica ed elettrica.

La sperimentazione.

Il recente articolo dell’agenzia EFE ci riassume in maniera chiara il processo di sperimentazione.

All’interno di 3 contenitori vengono introdotte le colture di batteri anaerobi – capaci di degradare la materia organica in assenza di ossigeno rilasciando metano – e il composto di fibre e semi di fragole.

A seconda delle condizioni di PH mantenute all’interno del contenitore, col tempo si ottengono diversi prodotti:

  • erbicidi e fragranze chimiche.
  • metano, convertibile in energia.
  • acidi grassi volatili, tra cui l’acido acetico: un bioprodotto utilizzabile per la produzione di bioplastiche.
El Instituto de la Grasa.

L’ Instituto de la Grasa è un centro di ricerca facente parte della Agencia Estatal Consejo Superior de Investigaciones Científicas del Governo spagnolo (CSIC).
Venne fondato nel lontano 1947 per contribuire allo sviluppo dei settori industriali operanti con le materie grasse, in particolar modo gli oli d’oliva.

Energia dai residui.

Sperimentazioni di successo sul possibile riutilizzo degli scarti agricoli per la produzione di energia proveniente da biomassa sono state svolte anche con altri residui di origine vegetale.

L’alperujo – ciò che rimane delle olive dopo la loro spremitura – da scarto combustibile è sotto analisi per convertirsi in un’efficace fonte di biogas.

Sono tutti passi verso una maggiore produzione di energia non procedente da fonti fossili e, al contempo, verso una più efficace gestione degli scarti dell’industria alimentare e del settore agricolo.

Link, fonti e proposte