La poliedrica inglese di Niebla.

Elena Whishaw
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Inarrestabile figura della Huelva d’inizio Novecento, propugnatrice del patrimonio architettonico, culturale e folclorico locale, l’inglese Elena Whishaw è nominata figlia adottiva di Niebla nel 1927.
Il viaggio di Elena.

Questa storia inizia, o la facciamo cominciare, con un dottore ed un consiglio:  “Se le sta a cuore la sua salute, consideri l’opzione di trasferirsi in un posto caldo, un posto con un clima migliore”.
Aggiungiamo al prologo un marito nominato console di Siviglia.
E quindi un viaggio, dalle piovose coste della Cornovaglia al sole dell’Andalusia.
E già questa è una bella storia, degna di essere raccontata.

Per ragioni di completezza aggiungerò qualche dettaglio, perché è la storia di una persona estremamente interessante: Ellen Mary Whishaw.
Cittadina britannica, di un Paese in quel momento al centro di un impero globale, arriva in Spagna col nascere del Ventesimo Secolo e rimane affascinata dalla terra andalusa, dalla sua gente, tradizioni, dal suo folclore e gastronomia.

Come darle torto.

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I suoi anni spagnoli.

Ellen Mary – passata alla storia come Elena – grazie al suo status si muove nei circoli dell’alta società e dell’accademia.
Appassionata di archeologia, viaggia, scopre, scrive.
Pubblica le sue impressioni e ricerche in un libro “My Spanish Year”, che tuttora costituisce una fotografia dell’Andalusia dei primi anni del Novecento. Erano ancora gli anni dei grandi viaggi sulle orme di celebri viaggiatori romantici alla ricerca di mondi esotici e radici antiche.

Scrive dell’arte mozarabe, delle sue ricerche sull’antica civiltà tartessica all’origine delle culture iberiche e delle storie su Atlantide, si impone per lo scavo delle rovine della città califfale di Medina Azahara, si emoziona per i luoghi legati alle vicende di Cristoforo Colombo, a Palos de la Frontera.

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Elena e Niebla.
Arriva infine a Niebla, città murata d’importanza storica situata tra Huelva e Siviglia, dove rimarrà fino alla sua morte, nel 1937.
A Niebla, nella provincia onubense (“onubense” significa appunto “di Huelva”, antico nome della città) si dà da fare. Mossa dalla sua passione per l’archeologia e per il territorio di Huelva, inaugura la stagione degli studi archeologici e storici nella provincia. Fonda una scuola di archeologia (la Escuela Anglo Hispanoamericana de Arqueología), un museo antichità che sarà il germe del futuro Museo Provinciale di Huelva, dirige una prima restaurazione del castello di Niebla.

Si occupa anche di progetti di natura sociale, come la costruzione di un quartiere per dare un alloggio degno a famiglie bisognose – quelle che lei stessa chiama “trentasei casette allegre ed igieniche” – e fonda un sindacato agricolo.
Per queste e molte altre iniziative viene nominata “figlia adottiva di Niebla” nel 1927.

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Elena ora.

Due persone si sono specialmente preoccupate di mantenere viva la memoria di questa donna così straordinaria e precorritrice dei tempi:

  • José María Acosta: ricercatore, dedica anni allo studio di questa poliedrica ed intraprendente donna del Novecento, scrivendo ben tre libri sulla vita e le imprese di Elena Whishaw.
  • Gladys Méndez, professoressa dell’Università di Huelva, traduce in spagnolo My Spanish Year. E’ il 2013 e sono passati circa cento anni dalla pubblicazione in inglese del testo di Elena Whishaw. My Spanish Year è un documento importante per vedere la Huelva d’inizio Novecento con gli occhi di un colto viaggiatore anglosassone che intuisce l’interesse turistico per il luoghi legati alle vicende di Cristoforo Colombo.

Niebla ospita una statua della sua figlia prediletta: un busto che si erge accanto alla muraglia della sua amata città adottiva.

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Link, fonti e proposte
  • Leggiamo le parole della stessa Elena Whishaw sulle pagine ingiallite dal tempo de La Nación, nelle quali ci racconta le peripezie legate al restauro del castello di Niebla ed al finanziamento dei lavori, e le sue iniziative sociali di carattere locale. Era il 1935.
  • Un articolo de El País del 2003 scrive di Juan María Acosta, che a sua volta scrive di Elena Whishaw (in spagnolo).
  • Nel caso voleste leggere cosa scrive Elena Whishaw a proposito dell’arte mozarabe in Andalusia, ecco le sue parole del 1921 sull’American Journal of Archaeology (in inglese). Da notare che, anche su testi in inglese, si è dimenticata di essere stata “Ellen” e si firma “Elena”.