Il Sol de Portocarrero: il bassorilievo di pietra, divenuto uno dei simboli di Almería.


Simboli almeriensi.
È uno dei simboli di Almería, onore che condivide con il già citato e preistorico Indalo (pronunciato con l’accento sulla a, e di cui abbiamo scritto in questo articolo).
Mentre l’Indalo, riscoperto inciso su una roccia nei paraggi di Velez Blanco, è divenuto il logo identitario di tutta la provincia, il marchio di cui scriveremo oggi è più propriamente legato al capoluogo almeriense.
Occhi, naso e bocca e pietra.
Raffigura un sole, che su Almería splende come in pochi altri punti del continente: una raggiera di affusolate e ondulate lingue di fuoco o di raggi di luce, che si dipartono da un astro antropomorfo.
Il nostro sole di Almería ha infatti occhi, naso, bocca e due guance paffute.
Tutto intorno gira una ghirlanda circolare fatta di foglie e nastri di tessuto.
Si tratta di un imponente bassorilievo che osserva dall’alto i passanti, aggrappato alla zona absidale della cattedrale della città.
Pietra su pietra: i toni sono quelli caldi delle cave di roccia sedimentaria che hanno alimentato le opere monumentali della città e che dal 2018 sono state iscritte nella lista dei beni di interesse culturale d’Andalusia.
El Santo Cristo de la Escucha.
Il nostro sole scolpito non è difficile da trovare, basta girare intorno alla grande chiesa: all’esterno dell’abside centrale, eccolo a custodire il muro della cappella del Santo Cristo de la Escucha.
La cappella in questione è nota localmente per almeno due ragioni: la prima è perché ospita un monumentale sepolcro, il ricordo cinquecentesco di marmo del vescovo Fray Diego de Villalán.
Quarto vescovo della città nuovamente cristiana, negli anni Venti del Cinquecento arriva in una Almería distrutta da un devastante terremoto e, tra le altre cose, inizia il lavori della cattedrale-fortezza.
La massiccia mole di pietra dell’edificio, dai possenti muri e dalle minuscole finestre, doveva simboleggiare la rinascita di una città e difenderla dai possibili attacchi provenienti da un mare infestato dai corsari.

L’altra ragione della fama della cappella è di carattere più propriamente popolare e riguarda la scultura ospitata da una nicchia aperta nel suo muro di fondo.
Si tratta del Cristo de la Escucha, che dà il nome a tutto il sacello.
La leggenda vorrebbe che, a città reconquistada, alcuni cristiani avrebbero sentito provenire dal muro di una casa una voce che pronunciava le parole “Escucha, escucha” (ascolta, ascolta).
Demolendo la parete, si trovarono di fronte una scultura rinascimentale raffigurante un crocifisso di legno.
Probabilmente rimasta murata dopo la prima, fugace, conquista della città da parte degli eserciti iberici nel 1147, l’opera lignea riappare a Reconquista ultimata, a metà del Quindicesimo Secolo.
Nulla di strano: la devozione andalusa è piena di esempi di presunte statue religiose parlanti, responsabili della scelta del luogo migliore per la costruzione di un luogo di culto (Baza e Guadix ancora si contendono una statua che ha dato origine alle celebrazioni del Cascamorras): con il ritiro del territorio di Al-Ándalus serviva forgiare una nuova identità popolare e territoriale, in un medioevo carico di miti e spiritualità.
El Sol de Portocarrero.
Proprio alle spalle della cappella del Santo Cristo de la Escucha, scrivevamo, si allargano i raggi del nostro sole di pietra.
Il bassorilievo ha un nome: è il Sol de Portocarrero, dove la parola sol significa – evidentemente – sole e Portocarrero è il nome di un altro importante vescovo della città, al cui episcopato si attribuisce la scultura.
Si tratta di Juan del Castillo y Portocarrero, di poco successivo a Villalán.
Anche Portocarrero, al principio del Seicento, mette mano ai lavori della cattedrale e sul suo stemma vescovile appare un sole.
Sulla paternità del Sol de Portocarrero di Almería aleggia un velato dibattito, con una fazione che assegna l’importante bassorilievo a Portocarrero e un’altra a Villalán.
Da almeno quattrocento anni il sole di pietra di Almería osserva la città; seppur non approdato sullo stemma municipale, è un simbolo riconosciuto localmente che si mostra in tutto il suo splendore, per esempio, nel logo dell’ateneo almeriense.
Sembra che un grande Sol de Portocarrero comparirà nella nuova pavimentazione della centrale Plaza de la Constitución, comunemente chiamata Plaza Vieja (per intenderci, la piazza del municipio cittadino) in fase di rinnovamento.
Staremo a vedere.
Link, fonti e proposte
- La pagina web della Cattedrale di Almería racconta e mostra il Sol de Portocarrero.
- Anche il quotidiano La Razón tratta del Sol de Portocarrero (in spagnolo).
- La testata locale Diario de Almería riassume la vita della cattedrale almeriense, citando il Sol de Portocarrero.


